Ci troviamo a pochi minuti d’auto dal centro città, anche se è difficile da credere, poiché da qui si vedono soltanto colline e campi coltivati. Granoantico è un agriturismo con una sala moderna nei toni del bianco e uno spazio esterno con tanti tavoli, perfetto per prendere il fresco nelle sere d’estate. Veniteci per una fuga rilassante e un pasto genuino a base di crescentine (losanghe di pasta fritta) e salumi, tagliatelle al ragù oppure qualcuna delle proposte vegetariane che attingono all’orto di casa. A prezzi onesti, considerando che lo scontrino medio resta sotto i 30€.

L'esterno dell'Agriturismo Granoantico-2

Questo casolare rustico, con sale in pietra, travi a vista e un grande camino acceso nelle giornate più fredde è ideale anche d’estate. Dalla terrazza, allestita nelle belle giornate, si ammira infatti un panorama che vale il viaggio. Dalla rocca di Badolo parte la Via degli Dei (il percorso di trekking che collega Bologna a Firenze) alla quale è dedicato uno dei menu degustazione, quello vegetariano: 24€ per sformatino di spinaci e Parmigiano, tortelloni burro e salvia, mezzelune con fave e patate e medaglioni di ceci. Ci troviamo però in pieno Appennino, e non possono mancare portate a base di funghi e tartufo, oltre a tanta selvaggina. Il petto di fagianella farcito costa 12€, la lasagnetta al ragù di cinghiale e salsa al ginepro 11€ e lo spezzatino di cacciagione con polenta bramata 18€. Il vino della casa si possono ordinare anche in caraffa.

La veranda dell'Antica Hostaria della Rocca di Badolo

Buon cibo, arte e cultura, tutti insieme sotto un’unica insegna raggiungibile con il minimo sforzo dal centro. Fluò è il risultato del restauro del fienile e delle stalle de La Rovere, l’azienda agricola che fornisce ancora l’attività di vino, frutta e verdura a chilometro 0. L’atmosfera del ristorante si conserva rustica ma con dettagli curati, mentre la cucina manda in tavola paste all’uovo (12-16€), secondi di carne (16-20€) e piatti vegetariani del giorno (14€). Il menu degustazione prevede quattro portate, sempre differenti, e costa 55€. Si può venire anche per un semplice aperitivo e per assistere a spettacoli di musica, teatro e cinema all’aperto.

La vista sui colli da Fienile Fluò

L’azienda agricola Torricella racconta una lunga storia di famiglia. Quella dei Bartolini, impegnati a produrre buon vino dal 2001. Oggi conducono anche l’agriturismo Mastrosasso, facendo accomodare gli ospiti a tavola sul prato che circonda la tenuta o nella bella sala con pavimenti in legno. I vini della casa accompagnano le paste all’uovo — tirate al mattarello e sempre fresche — i passatelli in brodo (a base di pangrattato e uova, tipici della Romagna) e l’orto produce le verdure dei sostanziosi contorni e le erbe aromatiche che condiscono le carni alla griglia. A Savigno, inoltre, il tartufo è una specialità, e qui si serve in abbondanza, quando è stagione. È possibile optare per un menu degustazione di sei portate a 40€.

Agriturismo Mastrosasso

Non esattamente in centro, e per questo dotata di un invidiabile spazio all’aperto (nonché di un parcheggio molto comodo), La Bottega di Franco è aperta dal 1981. L’insegna è ideale per grandi tavolate e perché no cerimonie, come anche cene più intime o pranzi in grande relax. D’estate, infatti, il giardino si trasforma in un’oasi dal sapore country chic, con aiuole fiorite, tovaglie bianche, sedie in ferro battuto e addirittura la possibilità di cenare in una casetta sull’albero. Cosa si mangia? Piatti creativi ma appaganti, come i rigatoni freschi al carbone con ragù bianco di cortile e tartufo (15€), lingua di manzo tonnata con polvere di capperi e gel di ciliegia (16€) e cremoso ai tre cioccolati con panna montata e croccante alle mandorle (7€). Prima di cenare, date un’occhiata al menu dei cocktail e magari ordinatene uno dalla “Gintoneria”.

Il giardino de La Bottega di Franco

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Il patron Daniele Minarelli è uno dei più appassionati cultori della gastronomia petroniana. Votato al racconto e all’accoglienza, affidatevi a suoi consigli per comporre una cena difficile da dimenticare. Vi proporrà qualche fetta di “sua maestà la mortadella” (come la chiama lui) per proseguire con un menu sempre diverso a seconda della stagione. In autunno, assaggiate i tortelli di zucca mantecati con burro, cavolo nero e formaggio di fossa (16€) e la faraona arrosto col suo fondo e prugne in agrodolce (18€). Ordinate anche una fetta di torta di riso. La sala è particolarmente piacevole di sera, con luci soffuse e un’atmosfera raccolta. La carta dei vini è lunga e completa di referenze emiliane, nazionali e non solo. La guida Osterie d’Italia di Slow Food l’ha inserita tra le migliori insegne del paese.

All'Osteria Bottega-3

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Tanta pasta all’uovo tirata fresca al mattarello, ma anche secondi arrosto e alla griglia, in una trattoria dal rapporto qualità-prezzo difficile da eguagliare. Al di là della stazione, ma comunque poco distante dal centro, si varca un ingresso un pochino démodé per accomodarsi in una sala che sembra aver fermato il tempo a qualche decina di anni fa. Non servono fronzoli per portare in tavola le ottime tagliatelle con prosciutto e cipolla o un piatto di tortellini in brodo di cappone (entrambi a 10€) preparato a regola d’arte. Le polpette e le zucchine ripiene costano 9€ e una porzione di carne ai ferri in media 8€. Tra i dessert non manca nulla: la zuppa inglese, il fior di latte (un altro nome per il latte in piedi) e lo zuccotto, tutti a 5€.

I tortellini in brodo de Le Golosità di Nonna Aurora

Il Cappello è comparso sugli archivi storici addirittura nel 1379, nell’elenco delle locande allora attive a Bologna. Dopo vicende alterne, l’osteria ha riaperto ufficialmente nel 2013, per dedicarsi in toto alle specialità emiliane, a tavola come nei calici. Qui si possono infatti acquistare soltanto vini e birre locali, i migliori — pensano i proprietari — per accompagnare “tigelle&co” (focaccine tonde a base di farina, strutto o olio, da farcire con salumi e formaggi; per due a 19€), gramigna alla salsiccia (11€), polpette in umido (15€) e, nel caso del passito di Sangiovese o Albana, pure le raviole (dolcetti di pasta frolla e mostarda, 2€ al pezzo). Per un aperitivo petroniano, ordinate un calice di Pignoletto e un cartoccio di tortellini fritti.

Osteria del Cappello
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Il primo crowdfunding del 2021 ha dato la possibilità di spostare la linea di produzione del pane nel grande quartiere generale alla Bolognina. Qui si trova — come detto — il pane con qualche ora di troppo, i dolci non perfettamente riusciti, oltre al solito repertorio di specialty della casa. Ottimo per fare la spesa ma anche colazione.


Forno Brisa 4
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Si trova in pieno centro, vicino alla Basilica di San Domenico, al quinto piano dell’Hotel Touring di Bologna. Un roof garden accessibile a tutti, dove poter fare aperitivo sui tetti di Bologna con una vista panoramica sulle Due Torri. Un angolo intimo dove potersi concedere un calice di vino o un cocktail classico accompagnato da qualche stuzzichino. È richiesta la prenotazione ed è possibile anche organizzare eventi privati.

Terrazza Mattuiani
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Per raggiungere Parco Cavaioni dal centro di Bologna bastano 10 minuti di auto. Qui si trova Cà Shin, la “casa” delle tante iniziative che abitano i giardini della villa dei primi del Novecento riportati in vita dalla cooperativa Le Ali. Il parco avventure per i bambini è aperto tutto l’anno, mentre dall’orto arrivano le materie prime per il ristorante e il “baretto”, da raggiungere anche solo per un cocktail e un boccone (crescentine 4€, panini 12-18€). In cucina c’è chef Davide Travascio, che predilige gli ingredienti biologici e di stagione: tra gli antipasti, ad esempio, c’è il flan di verdure con taleggio e mandorle (9€), tra i primi le lasagne verdi alla bolognese (13€) ma anche i cavatelli con cacio, pepe e asparagi (14€). Secondi tra i 16 e i 24€ (per la cotoletta alla bolognese, che si può completare anche col tartufo) e dessert tra i 5 e i 6€.

Tavoli all'aperto da Cà Shin
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Come dicono i proprietari Flavio Cantelli, Alessandro Atzori e Annalisa Lobosco, La Roverella è “un agriturismo diverso dal solito”. La selezione dei vini si concentra sui naturali, mentre la cucina parte dal territorio per allargarsi ad altri gusti e tradizioni. Il menu degustazione, al prezzo di 35€ a persona, prevede infatti tempeh (un alimento fermentato ricavato dai semi di soia) e maionese, trota con crauti e patate, topinambur con miso e mandorle e un dessert a base di fagioli, saba e cioccolato. Tutti i venerdì sera è attiva la formula “wine bar”: per 18€ si accompagna un calice di vino o un cocktail con un burger al tempeh con salsa bbq e cetriolini, patate arrostite con salsa al miso, per terminare con un quadretto di brownie al cioccolato, nocciole e olio d’oliva. Dal 2023 La Roverella è tra le migliori osterie d’Italia secondo la guida di Slow Food.

La Roverella

Insegna della famiglia Bartolini specializzata in cucina di pesce della tradizione marinara adriatica, con due ristoranti a Cesenatico e Milano Marittima, che nel 2016 è arrivata a Bologna. Una terrazza all’ombra di un grande platano ultrasecolare, illuminata da tanti fili di lampadine, che sarebbe il cortile di palazzo Dondini Ghiselli (già Marescotti). La sala interna si trova in un grande spazio voltato che prima erano le scuderie del palazzo, e i colori richiamano il mare e la sabbia. Una “cucina da peschereccio” molto stagionale, a base di pesce fresco che viene per la maggior parte dal mercato ittico dell’asta di Cesenatico. Qui realizzano tutto in casa: dalla pasta fresca al pane a lievitazione naturale, dai dolci ai gelati e sorbetti. La specialità assolutamente da non perdere è il Gran Fritto di Pesce dell’Osteria, da sempre il loro cavallo di battaglia. Completa l’offerta una selezione di vini perlopiù romagnoli e una selezione di distillati.

Osteria Bartolini-5
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Aperto dal 7 giugno 2023 fino alla fine di agosto, Battirame 11 è un grande giardino all'aperto nella via omonima, dove la cooperativa sociale Eta Beta unisce le forze con lo chef Massimiliano Poggi. Nella periferia della città è così di nuovo a disposizione, per il terzo anno di fila, uno spazio recuperato e messo a frutto dagli sforzi dell'artista Joan Crous, dove sono protagonisti i prodotti dell'orto e un'offerta gastronomica che cambia ogni settimana. Qui si può venire per l'aperitivo, dal martedì al sabato, o per cena, dal mercoledì al venerdì; per il pasto principale c'è un menu degustazione fisso che propone 4 portate per 40€. Si comincia, per esempio, dai fiori di zucca con erbe e pomodoro, il risotto al siero di Parmigiano e piselli, il pollo alla diavola e il gelato al latte. 

La cena da Battirame 11
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Rooftop situato al quinto piano dell’hotel NH Bologna de la Gare in Piazza XX Settembre, dove il bistrot contemporaneo Flor ha inaugurato a giugno la sua location estiva. Monkey Suite 507 apre per l’ora dell’aperitivo e propone uno snack menu studiato dello chef Matteo Poggi e una cocktail list ideata dal barman Marco Natali, entrambi parte del team dell’insegna madre.

Monkey Suite 507 Bologna
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Aurora Mazzucchelli nel suo locale

Aurora Mazzucchelli gestisce col fratello Massimo un locale che negli ultimi anni ha cambiato faccia più volte. Gli ambienti sono sempre quelli luminosi ed eleganti di un’insegna di alto livello, ma la proposta gastronomica ha abbracciato la passione per la panificazione approfondita dalla chef durante la pandemia. A pane e pizza è dedicato l'adiacente Mollica, un forno che diventa caffè, trattoria e pizzeria. Nei piatti di Casa Mazzucchelli, invece, i lievitati non sono semplici accompagnamenti, ma vengono integrati in ogni portata: dalla battuta di asino al coltello con focaccia integrale, mandorle e capperi al petto d’anatra con fondo bruno, panfrutto e cicoria laccata, passando per i ravioli in sfoglia di pasta madre con ceci e crema di cipolla. Il menu degustazione da sei portate costa 70€, mentre per sette più un dessert si spendono 90€.

Aurora Mazzucchelli nel suo locale
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Salendo un poco verso gli Appennini, la trattoria Gilberto della famiglia Parmeggiani è un ristorante dagli interni ampi, con una bella veranda all’aria aperta che d’inverno viene chiusa e riscaldata. Qui si beve molto bene, scegliendo da una lunga carta dei vini e delle birre, e si gustano pietanze genuine che spaziano dagli antipasti di crescentine e tigelle con salumi (7,50€ per il misto della casa) agli strozzapreti e gramigna all’ortica con salsiccia e funghi (14€); dal castrato alla brace (15€) ai dolci tradizionali (7€). Si trovano anche buone selezioni di formaggi, da assaggiare al piatto o cotti alla brace.

Trattoria Gilberto
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Teresina è un ristorante classico aperto dal 1980 e dedicato tanto alla cucina tipica emiliana quanto alle proposte di pesce. Nell’insegna a pochi passi dalle Due Torri i coperti interni quasi raddoppiano durante la bella stagione, grazie al cortile curato, protetto da tendoni e punteggiato da tante piante. Per togliersi qualche voglia estiva si può ordinare un antipasto di mare (11-14€), un piatto di spaghetti alle vongole (14€) o uno spiedo di calamari al gratin (20€). Curiosamente, ci sono diversi omaggi alla Sicilia, come la pasta alle sarde (14€) e il cannolo di ricotta (6€). Tra i dessert — tenetelo presente — c’è anche la tradizionale torta degli addobbi (7€).

Il dehors di Teresina

Ci sono poche cose più gradevoli di una bella cena e qualche brindisi tra i filari. Da Podere Riosto — una tenuta vinicola che si occupa anche di ospitalità e ristorazione — si può fare. Controllate sul loro sito l’agenda degli eventi, che nelle serate estive si anima di appuntamenti in vigna, con tavoli allestiti tra le viti e tante luci che fanno atmosfera. I proprietari organizzano un braciere all’aperto e servono carne alla brace, oltre a tigelle e primi della tradizione. Di norma, il prezzo di una cena da quattro portate con calici in abbinamento è di 40€. L’agriturismo resta operativo tutto l’anno.

Tavoli tra le vigne di Podere Riosto

Nella prima periferia e accanto al Parco Nord, Al Cambio è un ristorante elegante con un ottimo servizio. La sala è nelle sapienti mani del maître Piero Pompili, mentre la cucina — condotta da Armando Martini sotto la direzione di Max Poggi, chef emiliano e proprietario del locale — omaggia la tradizione cittadina, con piatti maestosi come le lasagne verdi e la cotoletta (che a Bologna è di vitello panato e fritto, completata con prosciutto crudo e Parmigiano sciolto con un po’ di brodo), sempre presentati in maniera curata. Ci sono due menu degustazione: quello di tre portate costa 38€ e comprende sformatino di patate e mortadella, le gettonatissime tagliatelle al ragù e la guancia brasata al Sangiovese con purè. Per 10€ in più si aggiunge una porzione di tortellini in brodo e una fetta di “latte in piedi” (il budino al forno tipico della città). Il ristorante è molto frequentato, quindi è il caso di prenotare con anticipo. Ottima anche la torta degli addobbi.

Le tagliatelle al ragù del Ristorante Al Cambio

Apri su Maps 051225445 @grandhotelmajestic

La Terrazza Torre e la terrazza Foyer del Grand Hole Majestic di Bologna, situato nel cuore del centro storico, ogni giorno accolgono gli ospiti delle suite per colazione, ma durante tutto il resto della giornata sono aperte al pubblico. Qui si può fare aperitivo scegliendo un calice di vino e numerosi cocktail e mocktail. Il menu della cena prevede piatti della tradizione e prodotti tipici del territorio: immancabili i salumi, i formaggi e la pasta fresca come Tagliatelle al ragù bolognese, i Tortellini in crema di Parmigiano Reggiano e la Cotoletta alla Bolognese, patate al rosmarino e friggione. A cui si aggiungono piatti di pesce, sandwich, insalate, dolci e selezione di formaggi italiani e francesi. Il menu del Cafè Marinetti include anche alcune Ricette futuriste da bere e da mangiare come lo Svegliastomaco con ananas arrostito, filetto d’acciuga del Cantabrico, bresaola di tonno rosso e pesto di noci. Ottima selezione anche di liquori, amari e distillati per il dopo cena.

Terrazza del Grand Hotel Majestic Già Baglioni

Nonostante le dimensioni modeste, il giardino interno di questa osteria è davvero delizioso. Aperto a cena tutte le sere (tranne il lunedì), nel weekend è attivo anche a pranzo per un brunch il più possibile lungo e rilassato. In questo caso il prezzo è fisso: per 15€ le ostesse servono un assortimento dolce e salato con yogurt e granola, mini panini con falafel, mousse al caffè e opzioni anglosassoni, come i fagioli in agrodolce. Di mattina si beve caffè americano e succo di arancia, mentre più tardi si sfodera una carta dei vini con selezioni interessanti. L’accompagnamento? Taglieri di salumi e cestini di tigelle.

Un piatto di Tricheco Osteria
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Il pastificio artigianale di Gianluca Spisni si trova a San Lazzaro di Savena, a pochi kilometri dal capoluogo. La specialità è naturalmente la pasta fresca ripiena, con una menzione speciale per i tortelloni al tartufo. In bottega si trova altresì una selezione di prodotti diversi — dall’olio di oliva alla pasticceria dolce e salata; dai sughi al brodo pronto — oltre al repertorio di gnocchi, passatelli, lasagne e tortellini che li hanno resi famosi nei dintorni. Prezzo: 38€ al kg.


Il Regno Della Pasta
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La “me” in questione è Elisa Rusconi, brava cuoca che qualche hanno fa ha rilanciato la trattoria avviata dal nonno nel 1937. Dalla parte siciliana della famiglia ha ereditato la propensione per la contaminazione gastronomica, che nel suo ristorante prende la forma del risotto al pomodoro con melanzane e pesto di basilico (14€) e dei tagliolini “come piacciono a mio padre”, conditi con friggione e squacquerone (13€). Sia chiaro: qui la cotoletta alla bolognese (20€) raggiunge forse livelli ineguagliabili e le tagliatelle al ragù (14€) si preparano alla vecchia maniera. Ma ci sono anche portate più creative, come la guancia di maiale brasata al Sangiovese con purea fredda di patate americane (19€) e il pollo fritto di ispirazione thai con salsa al cocco (13€) e tanti dessert fantasiosi, come il “sorbetto fritz” (6€) e la zuppa inglese al cucchiaio (7€). La sala è moderna, colorata e accogliente.

La lingua di vitello con aria di capperi e prezzemolo della Trattoria Da Me
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Nell’invero del 2021, con numerose esperienze internazionali all’attivo, il cuoco 35enne Gian Maria Fano ha aperto a 25 minuti da Bologna il suo home restaurant. Siamo in aperta campagna, in una bella villetta con un fienile riconvertito a cucina che può accogliere non più di una quindicina di ospiti. Prenotate con buon anticipo e affidatevi alle proposte dello chef, che in un menu degustazione a sorpresa (del costo di 55€) vi servirà piatti incentrati su un tema variabile ogni mese. Non ci troverete tagliatelle e cotoletta ma portate che elaborano materie agricole da piccoli produttori locali, allevamenti di qualità e tanti vegetali. E non manca nemmeno il pesce. Qualche esempio? Fusilloni con passata di kiwi, olio affumicato, capperi ed erbe, palamita con carote e mela cotogna e scorfano con pil pil (una salsa a base di baccalà) e barbabietola. Il servizio della cena si effettua dal sabato al lunedì; di domenica si può venire anche a pranzo.

La sala di Mamo Cucina

Roof garden panoramico, situato all’ultimo piano dell’Hotel Metropolitan di Bologna, da dove poter ammirare i tetti rossi della città. La terrazza è stata da poco rinnovata con arredamenti in legno e una zona semicoperta. Il lounge bar apre alle 17 per un caffè con le miscele selezionate da Pascucci caffè, poi si continua con gli aperitivi a base di ottimi cocktail, mocktail e calici di vino da accompagnare a qualche stuzzichino come il Tagliere Emiliano, la selezione di formaggi e la fritturina di pesce. Su prenotazione si può cenare con piatti della tradizione come le Lasagne alla bolognese o i Tortelloni alla ricotta burro e salvia, oppure si può optare per una selezione di crudi di pesce tra cui tartare e ostriche.

Terrazza dell'Hotel Metropolitan

Quello in questione è il vicolo Trebisonda, in pieno centro storico. Rinverdito da rampicanti che circondano i tavoli, l’esterno di questo ristorante è una sorta di gradevole giardino urbano in miniatura, aperto a pranzo e a cena senza tralasciare l’aperitivo. La cucina della tradizione è ben rappresentata, con balanzoni (16€), cotoletta alla bolognese (18€) e tortellini, in brodo o alla crema di parmigiano (18€). Ma ci sono anche piatti di pesce (15-24€) o meno impegnativi panini (18€) e insalatone (10-15€). La carta dei cocktail e dei vini alla mescita è altrettanto variegata.

I tavoli dell'Hosteria del Vicolo

In via di Sabbiuno, alle porte del capoluogo emiliano, la Collina delle Meraviglie apre le porte in primavera (quest’anno il giorno di Pasquetta). L’associazione culturale Dalla Terra in su propone, in una bella aia verde con vista sulle colline, laboratori per bambini, un mercatino dell’usato e sessioni di yoga, oltre a percorsi degustazione e la possibilità di fare un pasto in grande relax. Non c’è servizio al tavolo, quindi conviene passare dal bar per le bevande e poi affacciarsi al food truck Stappo per ordinare qualche fritto (panzerotti a 5€, stick di pollo a 8€) ma anche primi (strozzapreti al pesto e ravioli di zucca a 9€) e carne alla brace (grigliata mista a 12€). Mettete in programma un aperitivo al tramonto e ricordate che questa è un’attività stagionale che prosegue fino alla metà di settembre.

La collina delle meraviglie

In questo locale esisteva uno spaccio di generi alimentari già dalla metà dell’Ottocento. È solo nel 1991 che gli attuali proprietari hanno preso in mano quello che era diventato un ristorante, già molto famoso per le tagliatelle al ragù. Le fanno ancora, naturalmente, ma si divertono a proporre anche qualche piatto meno prevedibile, come gli spaghetti al torchio con sarde, zafferano, pinoli e finocchietto (13€). Tra i secondi, poi, oltre all’abbondante scelta alla brace (spiedini a 17€ e salsiccia di maialino brado a 13,50€) si trova il sedano rapa arrosto con sformato di spinaci, broccoli e salsa di mandorle (13,50€). Abbiamo le prove, anche in Emilia ci sono opzioni vegane.

La veranda della Trattoria Monte Donato
Apri su Maps 0516469050 https://www.sacerno.it

Nel cuore della prima campagna bolognese, a soli quindici minuti dal centro della città, l'Antica Trattoria di Sacerno è il ristorante ideale per gli amanti del pesce. Alla sua guida sin dal 2010 l'esperienza dello Chef Dario Picchiotti, fanatico della materia prima che seleziona personalmente dai distributori di pesce proveniente dai migliori mercati di Chioggia, Cesenatico, Sardegna, Sicilia e Puglia. Specializzato nei crudi e con una cantina di 400 etichette selezionate dalla bravissima sommelier Giada Berri, l'Antica Trattoria di Sacerno propone un menu che cambia stagionalmente e in base alla disponibilità del mercato. 

Ci troviamo all’interno del golf club Siepelunga, in un contesto chic tra prati pettinati e una vista panoramica sulla vicinissima Bologna. Il ristorante elabora i classici con tecnica e leggerezza, ma la vera specialità della casa è il gran fritto bolognese. Parliamo di un’assortimento di bocconcini di carne, spiedini, mortadella, salvia, parmigiano e verdure in pastella, oltre a cremini e frittelle di mela (dolce e salato sono serviti insieme, come tradizione comanda). Alcune ricette incontrano materie prime lucane con risultati interessanti, come nei tortelloni di baccalà, timo e peperone crusco(14€). I primi costano tra i 12 e i 16€, i secondi tra i 16€ della parmigiana di melanzane e i 24€ del petto d’anatra in agrodolce. Come contorno ordinate il friggione (6€): uno stufato di pomodori freschi e cipolle, ottimo sul pane.

Il giardino de Il Boccone del Prete

Salto temporale negli anni ‘60 con Volare, un locale che ricorda i vecchi bar di quartiere e dove tutto è studiato per ricreare questa atmosfera cinematografica. Volare accoglie gli ospiti con un jukebox che suona musica di vecchie glorie italiane e i prezzi sono appesi al muro con una di quelle lavagne magnetiche. C’è un vecchio telefono a fili, gli oggetti e arredi di modernariato e soprattutto dietro al bancone troverete i tre proprietari, Fabio Tiberio, Giuseppe Montanaro e Giuseppe Doria che vi guideranno nella scelta del cocktail più adatto. Il tocco retrò è anche e soprattutto nella linea di prodotti da usare in miscelazione, prodotti di cui si è un po’ persa la memoria o l’uso come il Brandy o il Biancosarti. Provate anche le loro alternative al classico spritz come Amaro Ramazzotti e gassosa o crodino e vermouth, o i diversi drink al rosolio. Prezzo intorno ai 10€.

PH Carolina Negroni

Una macelleria aperta nel 2016 in Via Saragozza (i fondatori hanno “rinnovato” la storica bottega di Maurizio Comani), che ha anche un filone dedicato alla gastronomia. Il denominatore comune è la selezione accurata delle materie prime, che guida sia l’offerta delle carni che la produzione delle pietanze pronte, da comprare per l’asporto. Galantina fatta in casa, insalata russa, parmigiana, nonché, tra le paste fresche, buoni tortellini che hanno convinto anche i più esperti. Prezzo: 21€ al kg.


La Carniceria
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San Lazzaro di Savena è una cittadina sulla via Emilia a meno di 10 chilometri da Bologna, in direzione mare. Federica Frattini ha fondato qui un’azienda agricola dalla quale arrivano prodotti scelti anche da molti altri chef della zona. Poi, nel 2002, ci ha aggiunto l’attività ristorativa. La cucina è di stampo classico, con una naturale propensione per gli ingredienti vegetali: lasagne alle verdure, tortelloni di carciofi e pecorino, cotoletta alla bolognese e hamburger di ceci. Qui si organizzano anche corsi di cucina e confezionano paste ripiene (tortellini, balanzoni, rosette), prodotti da forno e piatti cucinati (lasagne e cotolette) disponibili per l’acquisto online. Lo scontrino medio per un pranzo completo è di 35€.

Podere San Giuliano

“Vado in ufficio”, annunciavano i signori bolognesi prima di filare in osteria. In questo piccolo locale verso Porta Santo Stefano, i proprietari Mirco Carati e la moglie Antonella fanno di tutto per conservare l’atmosfera di una volta. Anche nella rotazione del menu, che propone piatti diversi ogni giorno, proprio come si faceva un tempo (date un’occhiata ai foglietti scritti a mano e appiccicati all’ingresso). Questo ad eccezione di alcuni punti fermi che non saltano mai, come i taglieri di crescentine con salumi e formaggi (10€). Di lunedì probabilmente troverete il friggione e il sabato la trippa alla bolognese; se disponibili, però, assaggiate i balanzoni col tartufo o la cotoletta di capocollo con verdure (8€). A fine pasto ci sono i classici di casa, come la pinza, un friabile rotolo di frolla farcito con confettura o mostarda (4€).

I tortellini di Vag in Ufezzi
Apri su Maps 0510185193 @berberepizzeria

Aperta a marzo 2022 in piazza di Porta Saragozza, è ben la quindicesima sede del nutrito gruppo di pizzerie di Matteo e Salvatore Aloe. Vale la pena ricordare che i fratelli sono partiti proprio da Bologna, 13 anni fa, e sono riusciti a combinare numeri da grande catena e indiscutibili standard di qualità. Agli interni ampi risistemati dall’architetto Giambattista Ghersi (e con ottime selezioni musicali, segnaliamo) risponde l’altrettanto ampio dehors, con tavolini e sedie tutti rossi e tanti fili di luci che rendono la serata qui piuttosto suggestiva. Si sta bene e si spende il giusto: dai 6,50€ della marinara ai 13€ della crudo e burrata, disponibili a cena anche con una scelta di impasti speciali. Un dettaglio stuzzicante? Le salse da ordinare a parte per intingere eventuali avanzi di cornicione. 

Tavolini all'aperto di Berberè
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A San Lazzaro di Savena una bottega artigianale che è forno, pasticceria e panetteria interamente senza glutine. Il repertorio dei dolci è di alto livello, a prescindere dalla specificità degli ingredienti utilizzati, con brioche ben sfogliate e farcite con crema, cioccolato e confetture varie. Poi ci sono pasticcini mignon in molte varianti e scaffali popolati da pacchi di biscotti fatti in casa, giusti per la colazione. A bancone anche una buona scelta di pizze, panini e pasta fresca (anche lasagne in vaschetta, da cuocere a casa); inoltre torte moderne e creazioni di cake design. 


Forno Pasticceria Gluten Free

In questa storica osteria, avviata dalla famiglia Natali nel 1901, c’è un giardino immerso tra i colli dove provare la “merenda rinforzata” della tradizione. Scegliete uno dei tavoli di legno all’aria aperta e fate un aperitivo abbondante con un tagliere di salumi e formaggi emiliani, sottoli e sottaceti, insieme a ottime crescentine e tigelle (le focaccine tonde a base di farina, un goccio di latte, strutto oppure olio). Da bere si può ordinare qualche calice di Pignoletto, prima di concludere con una fetta di pinza bolognese fatta in casa: un rotolo di frolla farcito con confettura di prugne o mostarda di frutta. Con 20€ mangerete e berrete a sazietà.

I tavoli all'aperto dell'Osteria del Nonno
Apri su Maps 051233919 @vicolocolombina

Oltre Al Cambio e al ristorante che porta il suo nome a Trebbo di Reno, l’alfiere della cucina emiliana Max Poggi ha aperto da qualche anno quest’insegna moderna e curata, a pochi passi da Piazza Maggiore. In cucina c’è la giovane Leonora Rinaldi (1988), che si misura senza timore con la tradizione pur non rinunciando a qualche tocco innovativo. Sontuose le sue lasagne al ragù di cortile (15€), come pure i garganelli al friggione (12€) e la guancia brasata con purè di sedano rapa (22€). Sul menu si trovano anche proposte che mettono in risalto i vegetali, come la verza arrosto al parmigiano (11€) e la zucca con ricotta e agrumi (15€). La ciambella bolognese, qui, è servita in formato “mono” e accompagnata da un’abbondante cucchiaiata di zabaione (7 €). Per finire, sappiate che la carta dei vini comprende etichette di pregio e un’ottima selezione di bollicine.

I piatti di Vicolo Colombina
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Xiong Mao è in tutto e per tutto una rosticceria “alla vecchia maniera”, da considerare per l’asporto o il delivery, che d’estate conta anche su un paio di tavolini all’aperto. La cucina è casalinga e le porzioni abbondanti, con un menu che comprende i classici nazional-popolari, sempre però preparati con cura. Dai mitici involtini primavera (1,50€) al toast di gamberi (2,50€); poi zuppa di wanton e agropiccante (3€), per finire con maiale funghi e bambù e gamberi in agrodolce (5,50€). Passando magari per gnocchi di riso (4€) e spaghetti con carni miste e verdure (4€). Assolutamente sì: c’è anche il gelato fritto.


Rosticceria Cinese Xiong Mao

Pareti ricoperte da cimeli e foto in bianco e nero — soprattutto di glorie della canzone, capiremo il perché — paralumi in tessuto e perline e tovagliato doppio: tutto da Grassilli emana un fascino d’antan. Il signor Francesco, prima di aprire il locale nel ’44, faceva il cantante lirico e dunque Grassilli era meta frequente di cantanti e musicisti. La proprietà è passata più avanti a Jacques Durussel (ex chef personale di Liz Taylor e Richard Burton) e ancora oggi suo figlio Jean-David prepara tortellini (13€) e passatelli (un primo tipicamente romagnolo a base di pangrattato e uova) ma anche terrina d’anatra (10€), rognone di vitello alla senape (18€), tarte tatin e monte bianco (quando è stagione di marroni; 6€). In carta si trova una buona selezione di vini naturali e biodinamici.

La sala del Ristorante Grassilli
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Alla sede bolognese attiva dal 2008 in piazza Cavour se n’è aggiunta una più recente nella città di Imola. I fratelli Alessandro e Stefano Boltim mantecano ogni giorno un lungo elenco di gusti diviso tra classici e speciali. Mentre i primi annoverano tante “vecchie glorie” — bacio con nocciole intere, fior di panna, zuppa inglese e panna cotta —, i secondi si sbizzarriscono in tributi golosi alla città: La Dotta (mascarpone e cioccolato fuso), Piazza Grande (crema di mandorla, amaretti e mandorle caramellate) e I Portici (cioccolato bianco con riso soffiato). C’è addirittura il gusto 50 Special, con mascarpone al caffè e torta tenerina, per i nostalgici delle canzoni dei primi Duemila. Oltre allo sfuso (che costa 26€ al kg), da Cavour si trovano ottimi gelati-biscotto e moretti ricoperti di cioccolato.

Il gelato biscotto al pistacchio della Cremeria Cavour

In quest’insegna che dichiara nel nome la vocazione verso i piatti dell’estremo sud italiano si fa cucina siciliana ma non solo. Il pesce è ottimo ed è soprattutto quello delle varietà azzurre più “povere”, che spesso sono anche le più gustose. D’estate il cortile esterno è particolarmente grazioso e accogliente, col muro rivestito di edera che lo separa dal cinema all’aperto dell’Arena Orfeonica. Come d’obbligo, tra gli antipasti ci sono le panelle (le frittelle di ceci dello street food siciliano, 3€ al pezzo). Si può proseguire poi con la pasta “incasciata” al forno (10€), la seppia nera ripiena di cous cous speziato (10€) e una cassatina (5€).

Un piatto di Pane e Panelle

Un fish bar, un locale molto piccolo ma dalla grande qualità nella proposta. Gestito da Alessia e Lucio, da Ittico si può spaziare dai plateau di crudi che si possono comporre in base alla disponibilità, carpacci serviti con burro di Normandia e pan brioche (20€), antipasti cotti che fanno il giro del Mediterraneo come le alici di Porto Santo Spirito con tzatziki light e l'ottima selezione di paste, molte delle quali fatte a mano. Piatto must i ravioli ripieni di branzino con colatura di alici e burro (20€).

Sono 30 i chilometri che separano Bologna da questo delizioso borgo in direzione Imola, che merita una visita per almeno tre motivi: è completamente rivestito da murales d’artista (dal 1960 si tiene la Biennale del Muro Dipinto), c’è un’imponente rocca sforzesca che ospita l’enoteca regionale dell’Emilia Romagna e proprio lì davanti si affaccia La Scuderia, un ristorante affidabile di cucina tipica. Mettete quindi in programma una passeggiata per le viuzze del centro, una degustazione di Albana e poi una cena a base di garganelli alla boscaiola (12€), tagliatelle al prosciutto di Dozza (10€), grigliata (14€) e, nell’improbabile caso abbiate ancora fame, un sorbetto alla crema (4,50€). C’è anche un menu vegetariano.

La rocca di Dozza e il dehors de La Scuderia

Serghei si trova a pochi passi dalla famosa finestrella di via Piella, e tra i tanti i turisti che vengono a sbirciare il canale delle Moline (uno dei pochi corsi d’acqua di Bologna risparmiati dall’asfalto, la cosiddetta “Piccola Venezia”) molti ne approfittano per accomodarsi ai suoi tavolini sotto i portici. Oppure nella sala rustica dai rivestimenti in legno, sedie impagliate e scaffali ricolmi di bottiglie. La conduzione familiare garantisce un’accoglienza cordiale e un servizio schietto. Così come la cucina, che qui è quella della tradizione, di sostanza e che non va troppo per il sottile sulla presentazione. Ordinate i tortellini in brodo (13€) e l’arrosto di faraona o coniglio (10€) e capirete. In cantina ci sono le referenze immancabili del territorio.

Le lasagne verdi della Trattoria Serghei

Uno spazio artigianale con laboratorio a vista premiato da anni con tre coni sulla guida Gelaterie d’Italia del Gambero Rosso. Quella di Gianni, Marzia e Mattia Cavallari è una cremeria in cui il gelato si affianca a una serie di prelibatezze come torte, biscotti, cioccolateria, macaron, granite e addirittura gelatine e caramelle. Tra le materie prime ci sono solo ingredienti di alta qualità, come le Nocciole D’élite di Cravanzana (con le quali si fa il sorbetto), le arachidi dell’Azienda Agricola Paggetti di Venturina e l’acqua di arancio amaro della Vecchia Distilleria di Vallebona. Il gelato ai fichi caramellati, inoltre, si prepara con la ricotta del caseificio Case Bortolani di Savigno, ed è buono quanto quello al fior di latte e infusione di tiglio. Assaggiate uno dei gusti ispirati ai dessert della tradizione: tiramisù alle fragole, crema Malaga e biancomangiare con mandorle di Noto. Oppure la Crema delle Zitelle, il cavallo di battaglia a base di mascarpone e pinoli. Aperto dal 2006 e sempre affollato, propone il suo prodotto a 27€ al kg.

Il sorbetto alla mela della Cremeria Santo Stefano

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Non lasciatevi ingannare dall’ingresso tempestato di sticker: Oltre non è un negozio di dischi, ma un ristorante contemporaneo che tuttavia non disdegna tortellini in brodo di cappone (18€), cotoletta (21€) e zuppa inglese (12€). Ci troviamo nell’animato quartiere del Mercato delle Erbe e in cucina lo chef Daniele Bendanti — che si è fatto le ossa all’Osteria Bottega — guarda anche (appunto) oltre, spaziando su tecniche e contaminazioni internazionali. Se preferite il comfort dei classici scegliete il menu degustazione della tradizione (sette portate a 55€), mentre per qualcosa di differente c’è “Il viaggio di un cuoco”: tartare di cavallo, capasanta al limone arrosto, cannelloni con ricotta e topinambur, chitarra agli anacardi, merluzzo all’ aglio nero, raviggiolo e melograno e infine un dolce di mascarpone e kiwi (65€). Qui si può venire anche soltanto per un ottimo cocktail in un contesto “trendy”, dalle 19.30.

Le tagliatelle al ragù di Oltre, ph. Camillo Pasquarelli
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In zona San Vitale, Be’ Mo è un ristorante cinese di quelli che non ti aspetti. Una saletta raccolta con cucina a vista, qualche tavolino e mensole alte dove appoggiarsi, in un contesto minimale con menu a schermo sopra il bancone. La specialità è la cucina delle regioni occidentali, con molte opzioni nel comparto noodles. Dagli spaghetti di grano tirati a mano “Momo” con verdure e olio piccante (5€) a quelli con ragù di maiale (siamo pur sempre a Bologna!), verdure e tofu (6€). Poi vermicelli di patate dolci — li chiamano “felici” — con maiale, brodo di carne e pelle di tofu (7€) e tagliatelle servite fredde con germogli di soia, cetrioli, aglio e olio piccante (5€). Interessante anche il Rogamo, un paninetto di farina di frumento tagliato a metà e farcito con suino, manzo, oppure verdure (5-6€). Si può anche optare per un menu completo, con un Rogamo, noodles e bibita, al prezzo più che competitivo di 11€.
 

Be'Mo
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Dario Picchiotti e Francesco Tonelli hanno aperto nel 2019 questo locale in centro con un solo obiettivo: divertirsi e far divertire. Ci sono riusciti ispirandosi all’atmosfera delle osterie storiche e proponendo una cucina “del ricordo”, che però non si limita alla ri-proposizione dei classici. Non solo tortellini, tortelloni e lasagne, quindi, ma anche punti fermi della gastronomia domestica, come le ruote alla vodka e il pollo arrosto col purè. In menu c’è anche tanto pesce — dai canonici spaghetti al tonno ai paccheri con pesto trapanese e pesce spada — e qualche sorprendente piatto-firma. Come il Poldino alla bolognese: un hamburger con ripieno di tortellini, friggione, salsa verde e Parmigiano soffiato. Tre menu degustazione (cinque portate scelte dallo chef a 35€, cinque piatti di carne a 40€ e di pesce a 48€) e una carta dei vini da piccoli produttori di tutto il mondo.

Il panino Poldino di Casa Merlò
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La signora Cesarina Masi è stata una figura leggendaria: si dice fu lei a provare per prima a condire i tortellini con la panna, invece di lasciarli “morire nel brodo”. E che lo abbia fatto nell’osteria di famiglia, ancora prima di aprire nel 1947 il ristorante che porta il suo nome. Qui si viene per l’affaccio sul salotto di piazza Santo Stefano — uno degli angoli più suggestivi della città —, l’atmosfera distinta (romantica d’estate, coi tavolini all’aperto) e naturalmente i sopraccitati tortellini (16€). Oppure i balanzoni al burro fuso (tortelli verdi a base di spinaci, ripieni di mortadella e ricotta; 14,50€) e il fritto alla bolognese — che, tenetelo presente, è sia salato che dolce, con bocconcini di carne, verdure, formaggi e cremini. Molto sfiziosi gli “stecchi alla petroniana”: saporiti spiedini di mortadella e formaggio panati e fritti (13,50€). 

Ristorante Cesarina
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Da marzo a ottobre il buon coffee & cocktail bar Fermento della Bolognina attiva un avamposto estivo a Villa Angeletti. La carta è all’incirca quella del fratello maggiore aperto tutto l’anno, con panini e insalate (7-10€), poi focacce e taglieri misti, accompagnati da vini e birre artigianali ben selezionati. C’è anche il gelato, che arriva direttamente dall’ottima gelateria Stefino. Date un’occhiata ai loro canali social per restare aggiornati sul programma di eventi, che mette insieme concertini interessanti.


Fermento in Villa

Questo locale si trova sulla strada che porta verso Casalecchio di Reno, un po’ fuori mano. La cosa, però, non sembra impensierire i bolognesi, che fanno costantemente la fila fuori dalla porta e ne approfittano per godersi un cono ai tavolini all’aperto. Si dice infatti che quello di Leonardo Ragazzi sia uno dei migliori gelati della città. Non vogliamo sbilanciarci, ma possiamo confermare che è senz’altro uno dei più golosi: assaggiate il gusto Alice al mascarpone e cioccolato colato, o il Contessa, una crema con mandorle caramellate, per averne prova. Oppure una delle “coccole” in vasetto monoporzione, la focaccia artigianale da farcire con le palline e — quando è periodo — la colomba o il panettone ripieno. Perché il gelato è sempre una buona idea.

La brioche con gelato della Cremeria Funivia
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Il Pappagallo è un’insegna storica di Bologna, aperta dai fratelli Zurla nel 1919 e attiva fino a poco fa nella sede storica di Casa Bolognini in Piazza della Mercanzia. La ristrutturazione dello stabile ha obbligato gli attuali proprietari Michele Pettinicchio ed Elisabetta Valenti a cambiare strada, spostando da un lato Al Pappagallo sul Green presso il Golf Club Bologna a Monte San Pietro e dall’altro aprendo una gastronomia con cucina. Da settembre 2022, infatti, Bottega al Pappagallo ha preso il posto di una storica macelleria, preparando pasta fresca per l’asporto oppure cucinandola per il servizio sul posto. I loro tortellini non tradiscono la loro lunga storia, ma ci sono anche cappellacci, balanzoni, tagliatelle e passatelli. Prezzo: 40€ al kg.


Bottega al Pappagallo
 

Poco prima di arrivare in Piazza Santo Stefano troverete una porta che ricorda quella di un’abitazione privata. Se non fosse per il dehors esterno, infatti, Casa Minghetti potrebbe essere scambiata con uno di quegli eleganti condomini di un tempo. La sala interna è un salotto d’epoca con le pareti affrescate, i toni caldi e accoglienti del legno, gli specchi a circondare la stanza, e il bancone che inserisce un po’ di modernità senza mai stravolgere il contesto. La drink list sempre in aggiornamento segue la stagionalità e verte molto sulla miscelazione Anni ‘30: scoth, barboun, cognac, liquori come lo Strega e prodotti considerati fuori moda, per cocktail avvolgenti e molto raffinati. Prezzo 10€. Qui è possibili fermarsi durante tutto l’arco della giornata per colazione, pranzo e anche cena provando i piatti della piccola cucina tra tradizione e classici italiani.

Uno speakesy con vista sul canale delle Moline che nasce dall’unione dalla passione per il bere bene di quattro amici: Rocco Racamato, Antonello Marino, Michele Poerio e Ghassen Abid. Si suona un campanello segreto e si accede tramite una porta che conduce verso un piano sotterraneo, dove si respira a pieno l’atmosfera degli anni 20. Un locale piccolissimo dove si possono anche mangiare panini, hamburger e taglieri con prodotti del territorio emiliano e quello di origine dei proprietari ovvero Basilicata e Calabria. Le vie dei briganti è conosciuto anche per i molti eventi di musica live e gli incontri che si svolgono qui con regolarità. Prezzi contenuti: i cocktail dai 7 ai 9€, mentre per mangiare qualcosa non si superano i 16€.


Ha una sede anche a Prato, grande centro della comunità cinese, il ristorante Carnivore Union, che sviluppa la sua proposta intorno all’hot pot. Di cosa si tratta? Al centro di ogni tavolo c’è un fornelletto dove collocare una pentola colma di brodo. Si sceglie di che tipo — di carne, sia normale che piccante; oppure di funghi misti o ancora a base di pomodoro speziato (5-9€) — poi si ordinano le pietanze. Che andranno cucinate in autonomia proprio nel brodo. Ci si può “tuffare” un po’ di tutto: filetto o costolette di manzo (8-12€), trippa e lingua di vitello (7€), ma anche gamberi, polpette di seppia e frutti di mare (4-6€). Per i più coraggiosi c’è molto quinto quarto, anche insolito (lingua d’anatra, cuore di maiale e tendini di manzo, tra gli altri), ma chi non vuole osare può optare per ravioli alla piastra, tagliatelle di patate in brodo o il classico riso saltato (5-6€).
 

Carnivore Union

Un locale super contemporaneo e arredato con gusto, nato dall’iniziativa dello chef Chao Zeng insieme ad amici sia italiani che cinesi. Amole è un ristorante fornito di piccolo dehors per la bella stagione, e completo di bancone bar per cocktail, aperitivi oppure un classico tè. La cucina è quella autentica della regione del Sichuan, tra mapo tofu (8€), riso Yangzhou (5€), pollo alla Zigong (9€) e zuppa di polpette di gamberi (7€). Ma si trovano anche proposte eccentriche, come l’insolita “tigella del Sichuan” (3€).


Amole
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Mangiare pesce all’interno del Mercato delle Erbe è possibile grazie a Banco 32, un piccolo ristorante che affaccia su piazza San Gervasio, di fronte alla pescheria di Andrea. Doppia formula: a pranzo si mangia in maniera rapida, per venire incontro alle esigenze anche di chi lavora, mentre la sera dall’aperitivo in poi c’è una formula tapas che permette di provare più cose. Una cucina di mare che fa però il giro del mondo, che ha saputo cogliere lo spirito del Mediterraneo, dall’Italia all’Egitto fino alla Grecia. Un menu vario tra pesce crudo e cotto, con tante portate da condividere: parmigiana di pesce spada (11€), polpette di tonno (10€), gamberoni alla palermitana (10€), spaghetti allo scoglio (13€), frittura di alici e gamberetti (13€).
 
Apri su Maps 0512964230 @bottegaportici

Il ristorante stellato Portici ha lanciato da qualche tempo alcune ‘costole’ dedicate alla ristorazione veloce, ma sempre di notevole qualità. Proprio sotto alle Torri c’è questo locale aperto tutto il giorno continuativamente, dove è gradevole godersi una colazione con vista sul centro storico. Il caffè è estratto e servito in una varietà di modi, poi ci sono succhi di frutta, spremute, e da mangiare anche brioche salate, completate — volendo — con mortadella e formaggio Edamer. Un’altra possibilità riguarda il calzone, farcito con crudo, misticanza e formaggio.


Bottega Portici 2 Torri

Se si ha voglia di cucina di mare siciliana allora l’indirizzo giusto è Sikelia. Un ristorante che rispecchia tutti i canoni classici del tipico indirizzo di mare: ambiente caldo con rimandi al mondo nautico, tovaglie bianche, e un menu sostanzioso che punta dritto al gusto. Si trova in Via Riva di Reno e dietro c’è la giovane gestione di Cristian Galli (in cucina) e Attilio Riso (in sala), che hanno apportato alcune modifiche rispetto al passato senza stravolgerne l’essenza. In carta: crudi di crostacei, ostriche, polpettine, moscardini, vellutata, insalatine e molte altre proposte di antipasti. Immancabili i bucatini sarde e finocchietto selvatico oppure le busiate trapanesi. Ottima, tra i secondi, la tagliata di tonno alle mandorle, gli involtini e il calamaro.

Mobili d’antiquariato, pareti che ricordano il passato, atmosfera retrò senza mai scadere nel posticcio: Ruggine si trova in un vicolo di Bologna dietro Piazza Santo Stefano ed è uno dei primi locali ad avere iniziato questo nuovo rinascimento bolognese in fatto di mixology. Al comando quatro vèz (ragazzo in bolognese) che ormai si sono fatti conoscere un po’ in tutta Italia: Davo, Don, Jack e Ricky da sempre amici e amanti del buon bere. Ruggine è un cocktail bar con bistrot dove fermarsi sia a pranzo che in serata per gustare una cucina tradizionale (primi sugli 8€, secondi 10/12 €, sandwich e taglieri 8/10€) e buttar già uno dei loro signature (prezzo 8/10€). Come la Vecchia e il Mare omaggio alla Romagna con Vecchia Romagna, select, shrub al basilico e fragola hm, acqua maris, succo di limone.

Apri su Maps 051231721

Un ristorante che parla di cucina del Mediterraneo, semplice e diretto nella proposta. Un menu stagionale e in base al pescato del giorno: non mancano i grandi classici del repertorio marittimo come i crudi, spaghettone con gambero cruso, fusillo con burro di normandia, alici e pinoli, fritture e cotture alla griglia e al forno. In base alla disponibilità anche i ricci di mare, buonissimi nella versione con gli spaghetti fatti a mano da loro. 

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Inaugurata a luglio 2023 insieme agli adiacenti ristorante Calmo e al cocktail bar Scuro, Allegra è una delle ultime imprese dell’imprenditore bolognese Lorenzo Costa. Una caffetteria e bakery in stile contemporaneo aperta dalla colazione fino al dopocena, con anche possibilità di pranzo e aperitivo con vini naturali. Per colazione c’è la caffetteria curata da Robin Marastoni (che ci ha detto la sua sul prezzo del caffè) con chicchi specialty ed estrazioni particolari. Ci si possono abbinare dei buoni lievitati fatti in casa, anche farciti salati, oppure tirare un po’ più tardi verso qualcosa che somiglia al brunch: bun con pastrami, acciughe e cavolo cappuccio e flat bread con galantina, maionese, senape e rucola.


Allegra
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L’hotel I Portici è frequentato non solo da chi cerca un soggiorno elegante ma anche da chi ama mangiare bene. Oltre al ristorante fine dining con una stella Michelin condotto dallo chef Nicola Annunziata ci sono un’osteria, una bottega per la pasta fresca e una pizzeria verace. È in particolare quest’ultima a godere dello spazio all’aperto sulla terrazza Liberty della struttura, affacciata proprio sul parco della Montagnola e con vista su via Indipendenza. Qui la tonda è quella napoletana dal cornicione ben pronunciato, proposta nelle sue varianti più classiche (il menu è stringato e comprende in media 8 proposte). Per una pizza e un calice di vino lo scontrino è di circa 20€.

La terrazza del Ristorante I Portici

Pop, colorati, divertenti e con lo spirito di squadra, i ragazzi di Velluto sono tanto conosciuti in città come nel resto d’Italia. Complice il lavoro certosino del suo proprietario nonché bartender Enrico Scarzella, acclamato e fresco di premiazione come Best Barman in Italia 2023 per Identità Golose. Dal mattino fino al dopo cena Velluto offre una proposta che è attenta al no waste e alla tracciabilità dei propri ingredienti, che provengono quasi tutti dai mercati comunali della città. Melega e Natura Sì per frutta e verdura, Agnoletto e Bignami per le carni e pollami, Brunelli per pesce e crostacei, sono solo alcuni dei produttori da cui Velluto si rifornisce per