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Alla sede bolognese attiva dal 2008 in piazza Cavour se n’è aggiunta una più recente nella città di Imola. I fratelli Alessandro e Stefano Boltim mantecano ogni giorno un lungo elenco di gusti diviso tra classici e speciali. Mentre i primi annoverano tante “vecchie glorie” — bacio con nocciole intere, fior di panna, zuppa inglese e panna cotta —, i secondi si sbizzarriscono in tributi golosi alla città: La Dotta (mascarpone e cioccolato fuso), Piazza Grande (crema di mandorla, amaretti e mandorle caramellate) e I Portici (cioccolato bianco con riso soffiato). C’è addirittura il gusto 50 Special, con mascarpone al caffè e torta tenerina, per i nostalgici delle canzoni dei primi Duemila. Oltre allo sfuso (che costa 26€ al kg), da Cavour si trovano ottimi gelati-biscotto e moretti ricoperti di cioccolato.

Il gelato biscotto al pistacchio della Cremeria Cavour

Uno spazio artigianale con laboratorio a vista premiato da anni con tre coni sulla guida Gelaterie d’Italia del Gambero Rosso. Quella di Gianni, Marzia e Mattia Cavallari è una cremeria in cui il gelato si affianca a una serie di prelibatezze come torte, biscotti, cioccolateria, macaron, granite e addirittura gelatine e caramelle. Tra le materie prime ci sono solo ingredienti di alta qualità, come le Nocciole D’élite di Cravanzana (con le quali si fa il sorbetto), le arachidi dell’Azienda Agricola Paggetti di Venturina e l’acqua di arancio amaro della Vecchia Distilleria di Vallebona. Il gelato ai fichi caramellati, inoltre, si prepara con la ricotta del caseificio Case Bortolani di Savigno, ed è buono quanto quello al fior di latte e infusione di tiglio. Assaggiate uno dei gusti ispirati ai dessert della tradizione: tiramisù alle fragole, crema Malaga e biancomangiare con mandorle di Noto. Oppure la Crema delle Zitelle, il cavallo di battaglia a base di mascarpone e pinoli. Aperto dal 2006 e sempre affollato, propone il suo prodotto a 27€ al kg.

Il sorbetto alla mela della Cremeria Santo Stefano

Questo locale si trova sulla strada che porta verso Casalecchio di Reno, un po’ fuori mano. La cosa, però, non sembra impensierire i bolognesi, che fanno costantemente la fila fuori dalla porta e ne approfittano per godersi un cono ai tavolini all’aperto. Si dice infatti che quello di Leonardo Ragazzi sia uno dei migliori gelati della città. Non vogliamo sbilanciarci, ma possiamo confermare che è senz’altro uno dei più golosi: assaggiate il gusto Alice al mascarpone e cioccolato colato, o il Contessa, una crema con mandorle caramellate, per averne prova. Oppure una delle “coccole” in vasetto monoporzione, la focaccia artigianale da farcire con le palline e — quando è periodo — la colomba o il panettone ripieno. Perché il gelato è sempre una buona idea.

La brioche con gelato della Cremeria Funivia
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Andrea Bandiera ha abbandonato una carriera da informatico nel 2004 per realizzare il sogno di fare il gelato; e c’è riuscito talmente bene da diventare uno dei migliori artigiani d’Italia. Dalla passione per la gastronomia, e dal confronto con tanti cuochi, è arrivata l’idea di proporre gusti gastronomici a base salata, come quello al pecorino dop e miele, al Parmigiano e fichi secchi, alla zucca e pepe, mandorle e gorgonzola e addirittura tonno e cipolla caramellata. La linea dei sorbetti è priva di lattosio (provate l’Essenza di cioccolato, con cacao Valrhona 100%), mentre per le creme si usa solo latte crudo di filiera locale (che il gelatiere pastorizza personalmente). Fatevi farcire una focccia (classica oppure al pistacchio) con il gusto della casa a base di zabaione al Marsala e quello al biscotto e agrumi. Gelato a 26€ al kg, coni e coppette da 2,80€.

La focaccia al pistacchio della Cremeria Scirocco

Il gelatiere romano Stefano Roccamo lavora ogni giorno dal 1998 materie prime grezze da agricoltura biologica certificata. Come il latte fresco dall’Appennino bolognese, pastorizzato nel laboratorio a vista alla Bolognina e trattato in piccoli lotti per garantire sempre la massima freschezza. Qui c’è grande sensibilità per il mondo vegano, con gusti preparati da riso integrale germogliato o semplicemente a base di acqua e prodotti leggeri, con poco zucchero di canna, adatti davvero a tutti. Prendete posto in uno dei due dehors e assaggiate un must come yogurt e miele oppure lo Yucatan, a base di cacao criollo, nettare di fiori di cocco e peperoncino. Ottima e gustosa anche la crema bolognese all’uovo e vaniglia e il “cioccolato sgarbato”, con un inaspettato pizzico di sale. Ricordatevi che si farciscono al momento cannoli alla ricotta di pecora e che le brioche arrivano dal Forno Brisa, un’altra eccellenza bolognese. Ottimo rapporto qualità-prezzo: una vaschetta da 1 kg costa 26€. 

Costa 39 è un locale dallo stile moderno tutto arredato nei toni dell’azzurro, si trova nella prima periferia della città e in primavera prepara colombe e focacce farcite col gelato. Qui c’è anche un piccolo giardino con tavolini, dove gustare con comodo un cono di gusti alla frutta, buoni almeno quanto le creme. Assaggiate pera Williams e cardamomo, zucca al barbecue e mango. Se siete più golosi, nessun problema. Anche per voi c’è l’imbarazzo della scelta, tra la ricotta di pecora con scorze di arancia candita e cioccolato fondente, la crema catalana e “Il Senso”: pistacchio e mandorla con granella di frutta secca e glassa al mandarino. Controllate il gusto del mese, sempre creativo (al momento, ad esempio, si tratta di zenzero e tè nero). Un chilo di gelato costa 25€.

I sorbetti su stecco della Gelateria Costa 39

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Dall’iniziativa dei gestori dell’Agnese, di cui abbiamo già detto, è nato anche un chiosco interamente dedicato al gelato artigianale. Si trova a meno di venti metri, nella stessa piazza, e accoglie i clienti tutti i giorni tra mezzogiorno e mezzanotte in uno spazio allestito con tavolini e ombrelloni. Creme e sorbetti sono preparati con materie prime prevalentemente biologiche: zucchero di canna, cacao e uova, oltre a latte e panna freschi da aziende del territorio. Cosa provare? Il caramello salato con salsa mou e mandorle siciliane o il gelato alla cheesecake con salsa di lamponi e ribes, entrambi golosissimi. Ma ci sono anche parecchie opzioni vegane altrettanto valide.


La crema di Bologna

Il signor Gianni De Simoni è un grande personaggio del gelato bolognese, con due sedi cittadine tra cui una, centralissima, proprio all’ombra delle Due Torri. Dal lungo bancone con oltre 40 gusti artigianali si può scegliere quello dedicato proprio a loro, a base di latte della fattoria Monte di Bebbio e crema alle nocciole. La creatività di un artigiano che si diverte a fare il suo lavoro è alla base di altre ricette fantasiose, come il Brontolo (con croccante di pistacchio salato), il Signore degli Anelli (variegato alla nocciola con panna), il Bologna Ride (con cremino di nocciola e salsa croccante al cacao), l’evocativo Neve di primavera (solo latte e zucchero di barbabietola) e il sospirato Che Fatica Farlo (crema, nocciola, e mini bignè ricoperti uno a uno di cioccolato). Non mancano varianti classiche come il tiramisù e lo zabaione, i gelati di frutta con ingredienti dal mercato locale e scelte vegane come il cioccolato fondente, la mandorla e il Sole, fatto con acqua di vaniglia del Madagascar e mandorle pralinate. Il prezzo è di 25€ al kg.

Il gelato gusto Due Torri della Gelateria Gianni-2
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Ai margini del giardino Bandiera De Coubertin su Via Saragozza, la gelateria Meloncello è un chioschetto molto amato dai bolognesi, che d’estate si ritrovano con piacere a fare una piccola fila davanti al banco. È situato infatti proprio di fronte all’Arco del Meloncello, dal quale parte l’infilata di portici (e scalini) che conduce al Santuario di San Luca. Dopo una bella passeggiata a piedi, può essere quindi una buona idea rifocillarsi con una coppetta di pinolata — con mascarpone e pinoli, uno dei gusti preferiti della casa — oppure dolceamaro (vaniglia, cacao e croccante) o ancora una classica crema alla zuppa inglese. Coni a partire da 3€.


Gelateria Meloncello

In piena zona universitaria, la cremeria Mascarella è aperta tutto l’anno senza pause stagionali. Di inverno si serve la cioccolata in tazza, oltre specialità come affogati, biscotti al gelato, torta tenerina al mascarpone e muffin ripieni di crema. Le vaschette da asporto costano 25€ al kg e, prima di ordinare, conviene dare un’occhiata ai gusti del giorno, che riservano spesso sorprese dedicate al territorio. Un esempio? Ricotta di pecora con fichi all’aceto balsamico di Modena. Non mancano mai i più amati della casa — come il pistacchio salato, la crema bruciata e il fior di latte — e, se volete, potete comporre un cono d’autore scegliendo il Vermeer (crema allo zabaione, meringhe bianche e pasta brisè) e il Guercino (fondente, pan di Spagna e salsa di pere). All’ora dell’aperitivo, granite alcoliche allo spritz.

I cookies con gelato alla crema della Cremeria Mascarella
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All’inizio del Novecento il gelatiere bolognese Enrico Giuseppe Grifoni chiuse la sua bottega di via San Vitale (frequentata, si dice, anche da Giosuè Carducci) lasciando al mondo il “Trattato Di Gelateria: Manuale Pratico per la Fabbricazione dei Gelati e Relative Conserve”. Uno dei primi manuali sulla materia è diventato la Bibbia di Gianni Figliomeni, che nel 1998 ha aperto la sua insegna nella stessa via, lasciandosi ispirare da ricette storiche come la “bomba dell’Orsini”, la “bavarese del Rinascimento”, lo “zabaglione dell’inquisizione” e la “bomba anarchica”. Le tecniche sono quelle moderne e aggiornate dalle quali arriva un prodotto che gli è valso la menzione sul Financial Times. Il segreto? Materie prime sempre freschissime, uova biologiche, cioccolato esclusivamente monorigine e frutta dei contadini bolognesi. I gusti variano di stagione in stagione, ma troverete quotidianamente omaggi al sud come il Principe di Calabria (bergamotto e gelsomino) e il Regno delle Due Sicilie (pistacchio, mandorle e pan di Spagna). Anche caffè e pasticceria, il gelato si vende a 23,50€ al kg. 

Gelati del Gelatauro

Poco lontano dal parco della Montagnola, Galliera 49 è una “gelateria dinamica” che punta su naturalità e sostenibilità. Non solo coppette e cucchiaini compostabili, ma attenzione al risparmio d’acqua durante la produzione, selezione di ingredienti da commercio equo solidale e, chiaramente, bando totale ad additivi ed emulsionanti di qualsiasi genere. Fanno anche ottime granite alla mandorla, caffè, cioccolato e pistacchio, oltre a sorbetti di pura frutta e zucchero di canna (perfetti per i vegani). Prendete il numerino, mettetevi in fila, poi ordinate la crema di ricotta di vacca bianca modenese del Caseificio Rosola con fichi caramellati alla saba oppure la Mediterranea, con mandorle, pistacchi e pinoli. Le brioche, prendete nota, sono prodotte dal maestro pasticcere Gino Fabbri. Cialde e coppette da 3 € (anzi da 1€, se vi accontentate di una singola pallina), vaschette da asporto a 26€ al kg.

Il gelato al mandarino tardivo di Ciaculli di Galliera 49