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Abbiamo raccontato in un articolo dedicato l’approccio gastronomico di Alessandro Cesari, uno dei più talentuosi e promettenti gelatieri del Paese. Dalla sua passione per gli ingredienti di alta qualità, trasformati in creme e sorbetti in piccoli lotti, e disponibili solo fino esaurimento scorte, è nata di recente un’iniziativa che esplora una materia prima fondamentale del mondo dei dessert. Il Vanilla Project è un’esplorazione verticale di un totale di 16 bacche di vaniglia pregiate, selezionate da un ricercatore esperto e fornite in quantitativi limitati. Ogni settimana, Cesari ne trasforma una o due in non oltre 2,5 kg di gelato per tipo, proponendole in coppetta o cono con una lieve maggiorazione (alcune vaniglie costano fino 3.000€ al kg). È partito con quella di Tahiti, poi è andato in Nuova Guinea, su un’isola polinesiana e ancora in Indonesia. Verso la fine della serie arriveranno le tipologie più pregiate, anche millesimate. Per conoscere le nuove proposte, seguite la pagina Instagram.


Sablè Gelato

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Tanta pasta all’uovo tirata fresca al mattarello, ma anche secondi arrosto e alla griglia, in una trattoria dal rapporto qualità-prezzo difficile da eguagliare. Al di là della stazione, ma comunque poco distante dal centro, si varca un ingresso un pochino démodé per accomodarsi in una sala che sembra aver fermato il tempo a qualche decina di anni fa. Non servono fronzoli per portare in tavola le ottime tagliatelle con prosciutto e cipolla o un piatto di tortellini in brodo di cappone (entrambi a 10€) preparato a regola d’arte. Le polpette e le zucchine ripiene costano 9€ e una porzione di carne ai ferri in media 8€. Tra i dessert non manca nulla: la zuppa inglese, il fior di latte (un altro nome per il latte in piedi) e lo zuccotto, tutti a 5€.

I tortellini in brodo de Le Golosità di Nonna Aurora

Il Cappello è comparso sugli archivi storici addirittura nel 1379, nell’elenco delle locande allora attive a Bologna. Dopo vicende alterne, l’osteria ha riaperto ufficialmente nel 2013, per dedicarsi in toto alle specialità emiliane, a tavola come nei calici. Qui si possono infatti acquistare soltanto vini e birre locali, i migliori — pensano i proprietari — per accompagnare “tigelle&co” (focaccine tonde a base di farina, strutto o olio, da farcire con salumi e formaggi; per due a 19€), gramigna alla salsiccia (11€), polpette in umido (15€) e, nel caso del passito di Sangiovese o Albana, pure le raviole (dolcetti di pasta frolla e mostarda, 2€ al pezzo). Per un aperitivo petroniano, ordinate un calice di Pignoletto e un cartoccio di tortellini fritti.

Osteria del Cappello

Nonostante le dimensioni modeste, il giardino interno di questa osteria è davvero delizioso. Aperto a cena tutte le sere (tranne il lunedì), nel weekend è attivo anche a pranzo per un brunch il più possibile lungo e rilassato. In questo caso il prezzo è fisso: per 15€ le ostesse servono un assortimento dolce e salato con yogurt e granola, mini panini con falafel, mousse al caffè e opzioni anglosassoni, come i fagioli in agrodolce. Di mattina si beve caffè americano e succo di arancia, mentre più tardi si sfodera una carta dei vini con selezioni interessanti. L’accompagnamento? Taglieri di salumi e cestini di tigelle.

Un piatto di Tricheco Osteria

Quello in questione è il vicolo Trebisonda, in pieno centro storico. Rinverdito da rampicanti che circondano i tavoli, l’esterno di questo ristorante è una sorta di gradevole giardino urbano in miniatura, aperto a pranzo e a cena senza tralasciare l’aperitivo. La cucina della tradizione è ben rappresentata, con balanzoni (16€), cotoletta alla bolognese (18€) e tortellini, in brodo o alla crema di parmigiano (18€). Ma ci sono anche piatti di pesce (15-24€) o meno impegnativi panini (18€) e insalatone (10-15€). La carta dei cocktail e dei vini alla mescita è altrettanto variegata.

I tavoli dell'Hosteria del Vicolo

“Vado in ufficio”, annunciavano i signori bolognesi prima di filare in osteria. In questo piccolo locale verso Porta Santo Stefano, i proprietari Mirco Carati e la moglie Antonella fanno di tutto per conservare l’atmosfera di una volta. Anche nella rotazione del menu, che propone piatti diversi ogni giorno, proprio come si faceva un tempo (date un’occhiata ai foglietti scritti a mano e appiccicati all’ingresso). Questo ad eccezione di alcuni punti fermi che non saltano mai, come i taglieri di crescentine con salumi e formaggi (10€). Di lunedì probabilmente troverete il friggione e il sabato la trippa alla bolognese; se disponibili, però, assaggiate i balanzoni col tartufo o la cotoletta di capocollo con verdure (8€). A fine pasto ci sono i classici di casa, come la pinza, un friabile rotolo di frolla farcito con confettura o mostarda (4€).

I tortellini di Vag in Ufezzi

In questa storica osteria, avviata dalla famiglia Natali nel 1901, c’è un giardino immerso tra i colli dove provare la “merenda rinforzata” della tradizione. Scegliete uno dei tavoli di legno all’aria aperta e fate un aperitivo abbondante con un tagliere di salumi e formaggi emiliani, sottoli e sottaceti, insieme a ottime crescentine e tigelle (le focaccine tonde a base di farina, un goccio di latte, strutto oppure olio). Da bere si può ordinare qualche calice di Pignoletto, prima di concludere con una fetta di pinza bolognese fatta in casa: un rotolo di frolla farcito con confettura di prugne o mostarda di frutta. Con 20€ mangerete e berrete a sazietà.

I tavoli all'aperto dell'Osteria del Nonno
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Alla sede bolognese attiva dal 2008 in piazza Cavour se n’è aggiunta una più recente nella città di Imola. I fratelli Alessandro e Stefano Boltim mantecano ogni giorno un lungo elenco di gusti diviso tra classici e speciali. Mentre i primi annoverano tante “vecchie glorie” — bacio con nocciole intere, fior di panna, zuppa inglese e panna cotta —, i secondi si sbizzarriscono in tributi golosi alla città: La Dotta (mascarpone e cioccolato fuso), Piazza Grande (crema di mandorla, amaretti e mandorle caramellate) e I Portici (cioccolato bianco con riso soffiato). C’è addirittura il gusto 50 Special, con mascarpone al caffè e torta tenerina, per i nostalgici delle canzoni dei primi Duemila. Oltre allo sfuso (che costa 26€ al kg), da Cavour si trovano ottimi gelati-biscotto e moretti ricoperti di cioccolato.
 

Il gelato biscotto al pistacchio della Cremeria Cavour

Serghei si trova a pochi passi dalla famosa finestrella di via Piella, e tra i tanti i turisti che vengono a sbirciare il canale delle Moline (uno dei pochi corsi d’acqua di Bologna risparmiati dall’asfalto, la cosiddetta “Piccola Venezia”) molti ne approfittano per accomodarsi ai suoi tavolini sotto i portici. Oppure nella sala rustica dai rivestimenti in legno, sedie impagliate e scaffali ricolmi di bottiglie. La conduzione familiare garantisce un’accoglienza cordiale e un servizio schietto. Così come la cucina, che qui è quella della tradizione, di sostanza e che non va troppo per il sottile sulla presentazione. Ordinate i tortellini in brodo (13€) e l’arrosto di faraona o coniglio (10€) e capirete. In cantina ci sono le referenze immancabili del territorio.

Le lasagne verdi della Trattoria Serghei

Uno spazio artigianale con laboratorio a vista. Quella di Gianni, Marzia e Mattia Cavallari è una cremeria in cui il gelato si affianca a una serie di prelibatezze come torte, biscotti, cioccolateria, macaron, granite e addirittura gelatine e caramelle. Tra le materie prime ci sono solo ingredienti di alta qualità, come le Nocciole D’élite di Cravanzana (con le quali si fa il sorbetto), le arachidi dell’Azienda Agricola Paggetti di Venturina e l’acqua di arancio amaro della Vecchia Distilleria di Vallebona. Il gelato ai fichi caramellati, inoltre, si prepara con la ricotta del caseificio Case Bortolani di Savigno, ed è buono quanto quello al fior di latte e infusione di tiglio. Assaggiate uno dei gusti ispirati ai dessert della tradizione: tiramisù alle fragole, crema Malaga e biancomangiare con mandorle di Noto. Oppure la Crema delle Zitelle, il cavallo di battaglia a base di mascarpone e pinoli. Aperto dal 2006 e sempre affollato, propone il suo prodotto a 27€ al kg.


Il sorbetto alla mela della Cremeria Santo Stefano

Questo locale si trova sulla strada che porta verso Casalecchio di Reno, un po’ fuori mano. La cosa, però, non sembra impensierire i bolognesi, che fanno costantemente la fila fuori dalla porta e ne approfittano per godersi un cono ai tavolini all’aperto. Si dice infatti che quello di Leonardo Ragazzi sia uno dei migliori gelati della città. Non vogliamo sbilanciarci, ma possiamo confermare che è senz’altro uno dei più golosi: assaggiate il gusto Alice al mascarpone e cioccolato colato, o il Contessa, una crema con mandorle caramellate, per averne prova. Oppure una delle “coccole” in vasetto monoporzione, la focaccia artigianale da farcire con le palline e — quando è periodo — la colomba o il panettone ripieno. Perché il gelato è sempre una buona idea.
 

La brioche con gelato della Cremeria Funivia
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Mangiare pesce all’interno del Mercato delle Erbe è possibile grazie a Banco 32, un piccolo ristorante che affaccia su piazza San Gervasio, di fronte alla pescheria di Andrea. Doppia formula: a pranzo si mangia in maniera rapida, per venire incontro alle esigenze anche di chi lavora, mentre la sera dall’aperitivo in poi c’è una formula tapas che permette di provare più cose. Una cucina di mare che fa però il giro del mondo, che ha saputo cogliere lo spirito del Mediterraneo, dall’Italia all’Egitto fino alla Grecia. Un menu vario tra pesce crudo e cotto, con tante portate da condividere: parmigiana di pesce spada (11€), polpette di tonno (10€), gamberoni alla palermitana (10€), spaghetti allo scoglio (13€), frittura di alici e gamberetti (13€).
 
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Il Mulino Bruciato è una classica trattoria Anni ’80 arrivata ai giorni nostri in splendida forma. Qui si va avanti a spadellare fino alle 3 del mattino, per questo è tra gli indirizzi più conosciuti a Bologna quando si deve decidere dove tamponare la fame notturna. Infatti questo indirizzo fuori Bologna è meta di tutti i biassanote della città, ovvero i nottambuli alla ricerca di un primo piatto prima di andare a dormire. All'ingresso c'è un banco frigo dove poter scegliere tra un'ampia proposta di verdure e piatti al buffet e poi si passa al vero e proprio menu tra grandi classici della tradizione bolognese e non solo. Passatelli romagnoli, tagliatelle al ragù, tortelloni burro e salvia, cotoletta alla bolognese tutti i giorni per chi non vuole andare a dormire.

Mulino Bruciato
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Andrea Bandiera ha abbandonato una carriera da informatico nel 2004 per realizzare il sogno di fare il gelato; e c’è riuscito talmente bene da diventare uno dei migliori artigiani d’Italia. Dalla passione per la gastronomia, e dal confronto con tanti cuochi, è arrivata l’idea di proporre gusti gastronomici a base salata, come quello al pecorino dop e miele, al Parmigiano e fichi secchi, alla zucca e pepe, mandorle e gorgonzola e addirittura tonno e cipolla caramellata. La linea dei sorbetti è priva di lattosio (provate l’Essenza di cioccolato, con cacao Valrhona 100%), mentre per le creme si usa solo latte crudo di filiera locale (che il gelatiere pastorizza personalmente). Fatevi farcire una focccia (classica oppure al pistacchio) con il gusto della casa a base di zabaione al Marsala e quello al biscotto e agrumi. Gelato a 26€ al kg, coni e coppette da 2,80€.
 

La focaccia al pistacchio della Cremeria Scirocco

Pescheria San Gervasio è un piccolo locale dove fermarsi a mangiare una cucina di pesce semplice e alla mano. Pesce fritto, al vapore, cous cous, polpette, spiedini, guazzetto, burger e fish'n'chips, anche al momento dell’aperitivo accompagnando il tutto da un’ampia scelta di vini di qualità, in bottiglia o al calice e birra artigianale. Un’osteria di mare vicino al Mercato delle erbe.
 
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All’interno dei Giardini Margherita — uno dei parchi del cuore dei bolognesi — le Serre è un centro culturale polifunzionale che ha preso vita nei 650 metri quadrati delle ex serre comunali. Il bistro Vetro si trova proprio qui, ed è stato pensato come uno spazio di pausa e ristoro dedicato a chi viene per lavorare, partecipare a iniziative culturali o semplicemente concedersi una pausa. Si comincia a colazione con pane, burro e marmellata (1,90€), si prosegue a pranzo con curry di fagioli borlotti e crostini allo zenzero (8€) e si approda all’aperitivo con un Negroni (7€) o una buona birra artigianale (6€).

Lo spazio all'aperto di Vetro

Il gelatiere romano Stefano Roccamo lavora ogni giorno dal 1998 materie prime grezze da agricoltura biologica certificata. Come il latte fresco dall’Appennino bolognese, pastorizzato nel laboratorio a vista alla Bolognina e trattato in piccoli lotti per garantire sempre la massima freschezza. Qui c’è grande sensibilità per il mondo vegano, con gusti preparati da riso integrale germogliato o semplicemente a base di acqua e prodotti leggeri, con poco zucchero di canna, adatti davvero a tutti. Prendete posto in uno dei due dehors e assaggiate un must come yogurt e miele oppure lo Yucatan, a base di cacao criollo, nettare di fiori di cocco e peperoncino. Ottima e gustosa anche la crema bolognese all’uovo e vaniglia e il “cioccolato sgarbato”, con un inaspettato pizzico di sale. Ricordatevi che si farciscono al momento cannoli alla ricotta di pecora e che le brioche arrivano dal Forno Brisa, un’altra eccellenza bolognese. Ottimo rapporto qualità-prezzo: una vaschetta da 1 kg costa 26€. 

Costa 39 è un locale dallo stile moderno tutto arredato nei toni dell’azzurro, si trova nella prima periferia della città e in primavera prepara colombe e focacce farcite col gelato. Qui c’è anche un piccolo giardino con tavolini, dove gustare con comodo un cono di gusti alla frutta, buoni almeno quanto le creme. Assaggiate pera Williams e cardamomo, zucca al barbecue e mango. Se siete più golosi, nessun problema. Anche per voi c’è l’imbarazzo della scelta, tra la ricotta di pecora con scorze di arancia candita e cioccolato fondente, la crema catalana e “Il Senso”: pistacchio e mandorla con granella di frutta secca e glassa al mandarino. Controllate il gusto del mese, sempre creativo. Un chilo di gelato costa 25€.


I sorbetti su stecco della Gelateria Costa 39

Un ristorantino di pesce che nasconde un microcosmo fatto di ricette di mare autentiche e goduriose. Il Cantuccio è un angolo di Bologna dove fermarsi tra arredi vintage in stile retrò per gustare una cucina di mare ricca di materie prime eccellenti, moderna e che non dimentica le basi dei piatti italiani e mediterranei. Un dna campano grazie alle radici della signora Livia che gestisce questo locale con la passione di un tempo. Tra gli imperdibili: zuppetta di vongole veraci e ceci (18€), cappellacci di ricotta di Rosola, gamberi e carciofi (20€), tagliolini fatti in casa con ragù di mare (18€), per omaggiare la tradizione delle sfogline bolognesi.

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Dall’iniziativa dei gestori dell’Agnese, di cui abbiamo già detto, è nato anche un chiosco interamente dedicato al gelato artigianale. Si trova a meno di venti metri, nella stessa piazza, e accoglie i clienti tutti i giorni tra mezzogiorno e mezzanotte in uno spazio allestito con tavolini e ombrelloni. Creme e sorbetti sono preparati con materie prime prevalentemente biologiche: zucchero di canna, cacao e uova, oltre a latte e panna freschi da aziende del territorio. Cosa provare? Il caramello salato con salsa mou e mandorle siciliane o il gelato alla cheesecake con salsa di lamponi e ribes, entrambi golosissimi. Ma ci sono anche parecchie opzioni vegane altrettanto valide.


La crema di Bologna
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Tra i nomi che risuonano nella notte quando si è presi d’attacchi famelici improvvisi è l’Osteria dello Scorpione. Una vecchia osteria buia e nascosta alle spalle di Porta Saragozza, dove si va avanti fino alle 3 di notte con panini, taglieri, birre, ascoltando musica e chiacchierando con gli avventori sempre curiosi. Un posto che vale la pena visitare per l’atmosfera fuori dai nostri tempi, infatti l’Osteria dello Scorpione è anche tra gli indirizzi più antichi della città.

Osteria dello scorpione
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Ai margini del giardino Bandiera De Coubertin su Via Saragozza, la gelateria Meloncello è un chioschetto molto amato dai bolognesi, che d’estate si ritrovano con piacere a fare una piccola fila davanti al banco. È situato infatti proprio di fronte all’Arco del Meloncello, dal quale parte l’infilata di portici (e scalini) che conduce al Santuario di San Luca. Dopo una bella passeggiata a piedi, può essere quindi una buona idea rifocillarsi con una coppetta di pinolata — con mascarpone e pinoli, uno dei gusti preferiti della casa — oppure dolceamaro (vaniglia, cacao e croccante) o ancora una classica crema alla zuppa inglese. Coni a partire da 3€.


Gelateria Meloncello

In piena zona universitaria, la cremeria Mascarella è aperta tutto l’anno senza pause stagionali. Di inverno si serve la cioccolata in tazza, oltre specialità come affogati, biscotti al gelato, torta tenerina al mascarpone e muffin ripieni di crema. Le vaschette da asporto costano 25€ al kg e, prima di ordinare, conviene dare un’occhiata ai gusti del giorno, che riservano spesso sorprese dedicate al territorio. Un esempio? Ricotta di pecora con fichi all’aceto balsamico di Modena. Non mancano mai i più amati della casa — come il pistacchio salato, la crema bruciata e il fior di latte — e, se volete, potete comporre un cono d’autore scegliendo il Vermeer (crema allo zabaione, meringhe bianche e pasta brisè) e il Guercino (fondente, pan di Spagna e salsa di pere). All’ora dell’aperitivo, granite alcoliche allo spritz.
 

I cookies con gelato alla crema della Cremeria Mascarella
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All’inizio del Novecento il gelatiere bolognese Enrico Giuseppe Grifoni chiuse la sua bottega di via San Vitale (frequentata, si dice, anche da Giosuè Carducci) lasciando al mondo il “Trattato Di Gelateria: Manuale Pratico per la Fabbricazione dei Gelati e Relative Conserve”. Uno dei primi manuali sulla materia è diventato la Bibbia di Gianni Figliomeni, che nel 1998 ha aperto la sua insegna nella stessa via, lasciandosi ispirare da ricette storiche come la “bomba dell’Orsini”, la “bavarese del Rinascimento”, lo “zabaglione dell’inquisizione” e la “bomba anarchica”. Le tecniche sono quelle moderne e aggiornate dalle quali arriva un prodotto che gli è valso la menzione sul Financial Times. Il segreto? Materie prime sempre freschissime, uova biologiche, cioccolato esclusivamente monorigine e frutta dei contadini bolognesi. I gusti variano di stagione in stagione, ma troverete quotidianamente omaggi al sud come il Principe di Calabria (bergamotto e gelsomino) e il Regno delle Due Sicilie (pistacchio, mandorle e pan di Spagna). Anche caffè e pasticceria, il gelato si vende a 23,50€ al kg. 
 

Gelati del Gelatauro

Il fatto che la Trattoria Bertozzi non si trovi esattamente in centro non scoraggia i bolognesi, che la raggiungono per la cucina che non prevede deroghe alla tradizione. Fabio Berti e Alessandro Gozzi l’hanno aperta nel 2007 concretizzando la loro passione per la gastronomia d’altri tempi, che fanno rivivere ogni giorno con materie prime esclusivamente locali. Il menu è proprio quello che ti aspetti: antipasti a base di mortadella e salumi regionali (8-12€), tagliatelle al ragù (oppure al sugo di cipolla “vecchia maniera”; 12€) e gramigna con guanciale e zucchine (13€). Poi polpettine all’antica con piselli (14€), cotoletta (18€), friggione (uno stufato di pomodoro e cipolla, 6€) e gelato di crema (4,50€). La cantina parla in prevalenza emiliano, con un’ampia selezione di referenze dai colli.

La sala della Trattoria Bertozzi
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Una tipica osteria bolognese nota ai più per essere il locale rilevato dal cantante Cesare Cremonini insieme ad altri soci. La Tigre si trova vicino Via Castiglione, una zona residenziale di Bologna, e oltre ai piatti tipici della cucina bolognese come tortellini, cotolette alla petroniana che chiamano La Tigre, affianca anche un menu di taglieri e formaggi della zona. Un locale volutamente lasciato com’era: ambiente rustico ma accogliente come solo le vecchie osterie di Bologna sanno essere. Nel weekend si mangia fino all’1:30.

osteria la Tigre

Poco lontano dal parco della Montagnola, Galliera 49 è una “gelateria dinamica” che punta su naturalità e sostenibilità. Non solo coppette e cucchiaini compostabili, ma attenzione al risparmio d’acqua durante la produzione, selezione di ingredienti da commercio equo solidale e, chiaramente, bando totale ad additivi ed emulsionanti di qualsiasi genere. Fanno anche ottime granite alla mandorla, caffè, cioccolato e pistacchio, oltre a sorbetti di pura frutta e zucchero di canna (perfetti per i vegani). Prendete il numerino, mettetevi in fila, poi ordinate la crema di ricotta di vacca bianca modenese del Caseificio Rosola con fichi caramellati alla saba oppure la Mediterranea, con mandorle, pistacchi e pinoli. Le brioche, prendete nota, sono prodotte dal maestro pasticcere Gino Fabbri. Cialde e coppette da 3 € (anzi da 1€, se vi accontentate di una singola pallina), vaschette da asporto a 26€ al kg.
 

Il gelato al mandarino tardivo di Ciaculli di Galliera 49

Giacomo Schiavon e Martina Marchiori hanno inaugurato la loro gelateria nel 1994, dopo esperienze in storiche cremerie bolognesi. Sono stati tra i primi a mostrare la produzione artigianale del gelato da un laboratorio a vista, scelta affatto scontata in quel periodo. Oggi hanno attrezzature e impianti all’avanguardia e studiano la tecnica e l’equilibrio degli ingredienti per consegnare un gelato particolarmente salutare. Sono la loro firma la crema Edoardo con mascarpone, ed elisir San Marzano, quella Michelangelo con mandorle caramellate; come anche la Emma, con ricotta dell’Appennino fresca. Non mancano torte gelato, Moretti, nonché praline e creme spalmabili. Gelato a 27€ al kg.


La Sorbetteria Castiglione
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Un locale voluto ancora dal maestro gelatiere Giacomo Schiavon, che nel 2018 ha coinvolto qui anche Denise Bacci. In Via Murri c’è un piccolo banco con carapine piene di gusti stagionali, oltre a alla frutta, torte gelato e pure granite. Bisogna assaggiare il cioccolato fondente e anche il caramello salato, oltre alle creme alla frutta secca. Poi lasciarsi consigliare dai gelatieri sulla scelta dei topping, tra panna montata fresca e granelle varie. Gelato a 27€ al kg.


Schiavon Gelato

Aperta nel 2007 dai fondatori Domenico e Cristiana, L’Emporio del Gelato ha lavorato da subito per portare la grande tradizione della pasticceria italiana nell’ambito della gelateria. L’assortimento prevede un elenco di classici sempre presenti — come fior di panna, stracciatella e zabaglione — e una scelta di proposte originali, come la ‘Tentazione Americana’, a base di cioccolato e arachidi salate. Consigliamo anche la ‘Crema Capresina’ con crema al limone e mandorla pralinata, oppure il ‘Nettare di Amalfi’ con ricotta e pere. Disponibili anche i bicchierini di gelato e le torte semifredde. Il gelato costa 27€ al kg.
 

Emporio del Gelato
 

Partita nel 2005 a Zola Predosa, negli anni la Cremeria La Vecchia Stalla ha aggiunto un negozio in Via Toscana e un altro a Via Santo Stefano, entrambi a Bologna. Ingredienti scelti con cura e niente grassi idrogenati, serviti in locali dal gusto un po’ retrò. Oltre ai gusti tradizionali, preparano il ricco ‘La Valle dei Templi’, con mandorle d’Avola e variegato al pistacchio, e anche il goloso ‘Sant’Andrea’, con crema al biscotto e scaglie di cioccolato e arancia. Coni e coppette, infine, si possono arricchire di granelle pralinate, amaretti e frutta secca. Ci sono anche gelati su stecco, gelati biscotto e torte gelato. Il gelato costa 27€ al kg.


Cremeria La Vecchia Stalla