Questo casolare rustico, con sale in pietra, travi a vista e un grande camino acceso nelle giornate più fredde è ideale anche d’estate. Dalla terrazza, allestita nelle belle giornate, si ammira infatti un panorama che vale il viaggio. Dalla rocca di Badolo parte la Via degli Dei (il percorso di trekking che collega Bologna a Firenze) alla quale è dedicato uno dei menu degustazione, quello vegetariano: 24€ per sformatino di spinaci e Parmigiano, tortelloni burro e salvia, mezzelune con fave e patate e medaglioni di ceci. Ci troviamo però in pieno Appennino, e non possono mancare portate a base di funghi e tartufo, oltre a tanta selvaggina. Il petto di fagianella farcito costa 12€, la lasagnetta al ragù di cinghiale e salsa al ginepro 11€ e lo spezzatino di cacciagione con polenta bramata 18€. Il vino della casa si possono ordinare anche in caraffa.

La veranda dell'Antica Hostaria della Rocca di Badolo

Non esattamente in centro, e per questo dotata di un invidiabile spazio all’aperto (nonché di un parcheggio molto comodo), La Bottega di Franco è aperta dal 1981. L’insegna è ideale per grandi tavolate e perché no cerimonie, come anche cene più intime o pranzi in grande relax. D’estate, infatti, il giardino si trasforma in un’oasi dal sapore country chic, con aiuole fiorite, tovaglie bianche, sedie in ferro battuto e addirittura la possibilità di cenare in una casetta sull’albero. Cosa si mangia? Piatti creativi ma appaganti, come i rigatoni freschi al carbone con ragù bianco di cortile e tartufo (15€), lingua di manzo tonnata con polvere di capperi e gel di ciliegia (16€) e cremoso ai tre cioccolati con panna montata e croccante alle mandorle (7€). Prima di cenare, date un’occhiata al menu dei cocktail e magari ordinatene uno dalla “Gintoneria”.

Il giardino de La Bottega di Franco

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Il patron Daniele Minarelli è uno dei più appassionati cultori della gastronomia petroniana. Votato al racconto e all’accoglienza, affidatevi a suoi consigli per comporre una cena difficile da dimenticare. Vi proporrà qualche fetta di “sua maestà la mortadella” (come la chiama lui) per proseguire con un menu sempre diverso a seconda della stagione. In autunno, assaggiate i tortelli di zucca mantecati con burro, cavolo nero e formaggio di fossa (16€) e la faraona arrosto col suo fondo e prugne in agrodolce (18€). Ordinate anche una fetta di torta di riso. La sala è particolarmente piacevole di sera, con luci soffuse e un’atmosfera raccolta. La carta dei vini è lunga e completa di referenze emiliane, nazionali e non solo. La guida Osterie d’Italia di Slow Food l’ha inserita tra le migliori insegne del paese.

All'Osteria Bottega-3

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Per raggiungere Parco Cavaioni dal centro di Bologna bastano 10 minuti di auto. Qui si trova Cà Shin, la “casa” delle tante iniziative che abitano i giardini della villa dei primi del Novecento riportati in vita dalla cooperativa Le Ali. Il parco avventure per i bambini è aperto tutto l’anno, mentre dall’orto arrivano le materie prime per il ristorante e il “baretto”, da raggiungere anche solo per un cocktail e un boccone (crescentine 4€, panini 12-18€). In cucina c’è chef Davide Travascio, che predilige gli ingredienti biologici e di stagione: tra gli antipasti, ad esempio, c’è il flan di verdure con taleggio e mandorle (9€), tra i primi le lasagne verdi alla bolognese (13€) ma anche i cavatelli con cacio, pepe e asparagi (14€). Secondi tra i 16 e i 24€ (per la cotoletta alla bolognese, che si può completare anche col tartufo) e dessert tra i 5 e i 6€.

Tavoli all'aperto da Cà Shin

Insegna della famiglia Bartolini specializzata in cucina di pesce della tradizione marinara adriatica, con due ristoranti a Cesenatico e Milano Marittima, che nel 2016 è arrivata a Bologna. Una terrazza all’ombra di un grande platano ultrasecolare, illuminata da tanti fili di lampadine, che sarebbe il cortile di palazzo Dondini Ghiselli (già Marescotti). La sala interna si trova in un grande spazio voltato che prima erano le scuderie del palazzo, e i colori richiamano il mare e la sabbia. Una “cucina da peschereccio” molto stagionale, a base di pesce fresco che viene per la maggior parte dal mercato ittico dell’asta di Cesenatico. Qui realizzano tutto in casa: dalla pasta fresca al pane a lievitazione naturale, dai dolci ai gelati e sorbetti. La specialità assolutamente da non perdere è il Gran Fritto di Pesce dell’Osteria, da sempre il loro cavallo di battaglia. Completa l’offerta una selezione di vini perlopiù romagnoli e una selezione di distillati.

Osteria Bartolini-5
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Aperto dal 7 giugno 2023 fino alla fine di agosto, Battirame 11 è un grande giardino all'aperto nella via omonima, dove la cooperativa sociale Eta Beta unisce le forze con lo chef Massimiliano Poggi. Nella periferia della città è così di nuovo a disposizione, per il terzo anno di fila, uno spazio recuperato e messo a frutto dagli sforzi dell'artista Joan Crous, dove sono protagonisti i prodotti dell'orto e un'offerta gastronomica che cambia ogni settimana. Qui si può venire per l'aperitivo, dal martedì al sabato, o per cena, dal mercoledì al venerdì; per il pasto principale c'è un menu degustazione fisso che propone 4 portate per 40€. Si comincia, per esempio, dai fiori di zucca con erbe e pomodoro, il risotto al siero di Parmigiano e piselli, il pollo alla diavola e il gelato al latte. 

La cena da Battirame 11
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Aurora Mazzucchelli nel suo locale

Aurora Mazzucchelli gestisce col fratello Massimo un locale che negli ultimi anni ha cambiato faccia più volte. Gli ambienti sono sempre quelli luminosi ed eleganti di un’insegna di alto livello, ma la proposta gastronomica ha abbracciato la passione per la panificazione approfondita dalla chef durante la pandemia. A pane e pizza è dedicato l'adiacente Mollica, un forno che diventa caffè, trattoria e pizzeria. Nei piatti di Casa Mazzucchelli, invece, i lievitati non sono semplici accompagnamenti, ma vengono integrati in ogni portata: dalla battuta di asino al coltello con focaccia integrale, mandorle e capperi al petto d’anatra con fondo bruno, panfrutto e cicoria laccata, passando per i ravioli in sfoglia di pasta madre con ceci e crema di cipolla. Il menu degustazione da sei portate costa 70€, mentre per sette più un dessert si spendono 90€.

Aurora Mazzucchelli nel suo locale
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Salendo un poco verso gli Appennini, la trattoria Gilberto della famiglia Parmeggiani è un ristorante dagli interni ampi, con una bella veranda all’aria aperta che d’inverno viene chiusa e riscaldata. Qui si beve molto bene, scegliendo da una lunga carta dei vini e delle birre, e si gustano pietanze genuine che spaziano dagli antipasti di crescentine e tigelle con salumi (7,50€ per il misto della casa) agli strozzapreti e gramigna all’ortica con salsiccia e funghi (14€); dal castrato alla brace (15€) ai dolci tradizionali (7€). Si trovano anche buone selezioni di formaggi, da assaggiare al piatto o cotti alla brace.

Trattoria Gilberto

Nella prima periferia e accanto al Parco Nord, Al Cambio è un ristorante elegante con un ottimo servizio. La sala è nelle sapienti mani del maître Piero Pompili, mentre la cucina — condotta da Armando Martini sotto la direzione di Max Poggi, chef emiliano e proprietario del locale — omaggia la tradizione cittadina, con piatti maestosi come le lasagne verdi e la cotoletta (che a Bologna è di vitello panato e fritto, completata con prosciutto crudo e Parmigiano sciolto con un po’ di brodo), sempre presentati in maniera curata. Ci sono due menu degustazione: quello di tre portate costa 38€ e comprende sformatino di patate e mortadella, le gettonatissime tagliatelle al ragù e la guancia brasata al Sangiovese con purè. Per 10€ in più si aggiunge una porzione di tortellini in brodo e una fetta di “latte in piedi” (il budino al forno tipico della città). Il ristorante è molto frequentato, quindi è il caso di prenotare con anticipo. Ottima anche la torta degli addobbi.

Le tagliatelle al ragù del Ristorante Al Cambio

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Teresina è un ristorante classico aperto dal 1980 e dedicato tanto alla cucina tipica emiliana quanto alle proposte di pesce. Nell’insegna a pochi passi dalle Due Torri i coperti interni quasi raddoppiano durante la bella stagione, grazie al cortile curato, protetto da tendoni e punteggiato da tante piante. Per togliersi qualche voglia estiva si può ordinare un antipasto di mare (11-14€), un piatto di spaghetti alle vongole (14€) o uno spiedo di calamari al gratin (20€). Curiosamente, ci sono diversi omaggi alla Sicilia, come la pasta alle sarde (14€) e il cannolo di ricotta (6€). Tra i dessert — tenetelo presente — c’è anche la tradizionale torta degli addobbi (7€).

Il dehors di Teresina
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La “me” in questione è Elisa Rusconi, brava cuoca che qualche hanno fa ha rilanciato la trattoria avviata dal nonno nel 1937. Dalla parte siciliana della famiglia ha ereditato la propensione per la contaminazione gastronomica, che nel suo ristorante prende la forma del risotto al pomodoro con melanzane e pesto di basilico (14€) e dei tagliolini “come piacciono a mio padre”, conditi con friggione e squacquerone (13€). Sia chiaro: qui la cotoletta alla bolognese (20€) raggiunge forse livelli ineguagliabili e le tagliatelle al ragù (14€) si preparano alla vecchia maniera. Ma ci sono anche portate più creative, come la guancia di maiale brasata al Sangiovese con purea fredda di patate americane (19€) e il pollo fritto di ispirazione thai con salsa al cocco (13€) e tanti dessert fantasiosi, come il “sorbetto fritz” (6€) e la zuppa inglese al cucchiaio (7€). La sala è moderna, colorata e accogliente.

La lingua di vitello con aria di capperi e prezzemolo della Trattoria Da Me

In questo locale esisteva uno spaccio di generi alimentari già dalla metà dell’Ottocento. È solo nel 1991 che gli attuali proprietari hanno preso in mano quello che era diventato un ristorante, già molto famoso per le tagliatelle al ragù. Le fanno ancora, naturalmente, ma si divertono a proporre anche qualche piatto meno prevedibile, come gli spaghetti al torchio con sarde, zafferano, pinoli e finocchietto (13€). Tra i secondi, poi, oltre all’abbondante scelta alla brace (spiedini a 17€ e salsiccia di maialino brado a 13,50€) si trova il sedano rapa arrosto con sformato di spinaci, broccoli e salsa di mandorle (13,50€). Abbiamo le prove, anche in Emilia ci sono opzioni vegane.

La veranda della Trattoria Monte Donato
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Nell’invero del 2021, con numerose esperienze internazionali all’attivo, il cuoco 35enne Gian Maria Fano ha aperto a 25 minuti da Bologna il suo home restaurant. Siamo in aperta campagna, in una bella villetta con un fienile riconvertito a cucina che può accogliere non più di una quindicina di ospiti. Prenotate con buon anticipo e affidatevi alle proposte dello chef, che in un menu degustazione a sorpresa (del costo di 55€) vi servirà piatti incentrati su un tema variabile ogni mese. Non ci troverete tagliatelle e cotoletta ma portate che elaborano materie agricole da piccoli produttori locali, allevamenti di qualità e tanti vegetali. E non manca nemmeno il pesce. Qualche esempio? Fusilloni con passata di kiwi, olio affumicato, capperi ed erbe, palamita con carote e mela cotogna e scorfano con pil pil (una salsa a base di baccalà) e barbabietola. Il servizio della cena si effettua dal sabato al lunedì; di domenica si può venire anche a pranzo.

La sala di Mamo Cucina

Ci troviamo all’interno del golf club Siepelunga, in un contesto chic tra prati pettinati e una vista panoramica sulla vicinissima Bologna. Il ristorante elabora i classici con tecnica e leggerezza, ma la vera specialità della casa è il gran fritto bolognese. Parliamo di un’assortimento di bocconcini di carne, spiedini, mortadella, salvia, parmigiano e verdure in pastella, oltre a cremini e frittelle di mela (dolce e salato sono serviti insieme, come tradizione comanda). Alcune ricette incontrano materie prime lucane con risultati interessanti, come nei tortelloni di baccalà, timo e peperone crusco(14€). I primi costano tra i 12 e i 16€, i secondi tra i 16€ della parmigiana di melanzane e i 24€ del petto d’anatra in agrodolce. Come contorno ordinate il friggione (6€): uno stufato di pomodori freschi e cipolle, ottimo sul pane.

Il giardino de Il Boccone del Prete
Apri su Maps 0516469050 https://www.sacerno.it

Nel cuore della prima campagna bolognese, a soli quindici minuti dal centro della città, l'Antica Trattoria di Sacerno è il ristorante ideale per gli amanti del pesce. Alla sua guida sin dal 2010 l'esperienza dello Chef Dario Picchiotti, fanatico della materia prima che seleziona personalmente dai distributori di pesce proveniente dai migliori mercati di Chioggia, Cesenatico, Sardegna, Sicilia e Puglia. Specializzato nei crudi e con una cantina di 400 etichette selezionate dalla bravissima sommelier Giada Berri, l'Antica Trattoria di Sacerno propone un menu che cambia stagionalmente e in base alla disponibilità del mercato. 

Apri su Maps 051233919 @vicolocolombina

Oltre Al Cambio e al ristorante che porta il suo nome a Trebbo di Reno, l’alfiere della cucina emiliana Max Poggi ha aperto da qualche anno quest’insegna moderna e curata, a pochi passi da Piazza Maggiore. In cucina c’è la giovane Leonora Rinaldi (1988), che si misura senza timore con la tradizione pur non rinunciando a qualche tocco innovativo. Sontuose le sue lasagne al ragù di cortile (15€), come pure i garganelli al friggione (12€) e la guancia brasata con purè di sedano rapa (22€). Sul menu si trovano anche proposte che mettono in risalto i vegetali, come la verza arrosto al parmigiano (11€) e la zucca con ricotta e agrumi (15€). La ciambella bolognese, qui, è servita in formato “mono” e accompagnata da un’abbondante cucchiaiata di zabaione (7 €). Per finire, sappiate che la carta dei vini comprende etichette di pregio e un’ottima selezione di bollicine.

I piatti di Vicolo Colombina

Pareti ricoperte da cimeli e foto in bianco e nero — soprattutto di glorie della canzone, capiremo il perché — paralumi in tessuto e perline e tovagliato doppio: tutto da Grassilli emana un fascino d’antan. Il signor Francesco, prima di aprire il locale nel ’44, faceva il cantante lirico e dunque Grassilli era meta frequente di cantanti e musicisti. La proprietà è passata più avanti a Jacques Durussel (ex chef personale di Liz Taylor e Richard Burton) e ancora oggi suo figlio Jean-David prepara tortellini (13€) e passatelli (un primo tipicamente romagnolo a base di pangrattato e uova) ma anche terrina d’anatra (10€), rognone di vitello alla senape (18€), tarte tatin e monte bianco (quando è stagione di marroni; 6€). In carta si trova una buona selezione di vini naturali e biodinamici.

La sala del Ristorante Grassilli

Un fish bar, un locale molto piccolo ma dalla grande qualità nella proposta. Gestito da Alessia e Lucio, da Ittico si può spaziare dai plateau di crudi che si possono comporre in base alla disponibilità, carpacci serviti con burro di Normandia e pan brioche (20€), antipasti cotti che fanno il giro del Mediterraneo come le alici di Porto Santo Spirito con tzatziki light e l'ottima selezione di paste, molte delle quali fatte a mano. Piatto must i ravioli ripieni di branzino con colatura di alici e burro (20€).

Apri su Maps 051239645 @casa.merlo

Dario Picchiotti e Francesco Tonelli hanno aperto nel 2019 questo locale in centro con un solo obiettivo: divertirsi e far divertire. Ci sono riusciti ispirandosi all’atmosfera delle osterie storiche e proponendo una cucina “del ricordo”, che però non si limita alla ri-proposizione dei classici. Non solo tortellini, tortelloni e lasagne, quindi, ma anche punti fermi della gastronomia domestica, come le ruote alla vodka e il pollo arrosto col purè. In menu c’è anche tanto pesce — dai canonici spaghetti al tonno ai paccheri con pesto trapanese e pesce spada — e qualche sorprendente piatto-firma. Come il Poldino alla bolognese: un hamburger con ripieno di tortellini, friggione, salsa verde e Parmigiano soffiato. Tre menu degustazione (cinque portate scelte dallo chef a 35€, cinque piatti di carne a 40€ e di pesce a 48€) e una carta dei vini da piccoli produttori di tutto il mondo.

Il panino Poldino di Casa Merlò

In quest’insegna che dichiara nel nome la vocazione verso i piatti dell’estremo sud italiano si fa cucina siciliana ma non solo. Il pesce è ottimo ed è soprattutto quello delle varietà azzurre più “povere”, che spesso sono anche le più gustose. D’estate il cortile esterno è particolarmente grazioso e accogliente, col muro rivestito di edera che lo separa dal cinema all’aperto dell’Arena Orfeonica. Come d’obbligo, tra gli antipasti ci sono le panelle (le frittelle di ceci dello street food siciliano, 3€ al pezzo). Si può proseguire poi con la pasta “incasciata” al forno (10€), la seppia nera ripiena di cous cous speziato (10€) e una cassatina (5€).

Un piatto di Pane e Panelle

Sono 30 i chilometri che separano Bologna da questo delizioso borgo in direzione Imola, che merita una visita per almeno tre motivi: è completamente rivestito da murales d’artista (dal 1960 si tiene la Biennale del Muro Dipinto), c’è un’imponente rocca sforzesca che ospita l’enoteca regionale dell’Emilia Romagna e proprio lì davanti si affaccia La Scuderia, un ristorante affidabile di cucina tipica. Mettete quindi in programma una passeggiata per le viuzze del centro, una degustazione di Albana e poi una cena a base di garganelli alla boscaiola (12€), tagliatelle al prosciutto di Dozza (10€), grigliata (14€) e, nell’improbabile caso abbiate ancora fame, un sorbetto alla crema (4,50€). C’è anche un menu vegetariano.

La rocca di Dozza e il dehors de La Scuderia
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Non lasciatevi ingannare dall’ingresso tempestato di sticker: Oltre non è un negozio di dischi, ma un ristorante contemporaneo che tuttavia non disdegna tortellini in brodo di cappone (18€), cotoletta (21€) e zuppa inglese (12€). Ci troviamo nell’animato quartiere del Mercato delle Erbe e in cucina lo chef Daniele Bendanti — che si è fatto le ossa all’Osteria Bottega — guarda anche (appunto) oltre, spaziando su tecniche e contaminazioni internazionali. Se preferite il comfort dei classici scegliete il menu degustazione della tradizione (sette portate a 55€), mentre per qualcosa di differente c’è “Il viaggio di un cuoco”: tartare di cavallo, capasanta al limone arrosto, cannelloni con ricotta e topinambur, chitarra agli anacardi, merluzzo all’ aglio nero, raviggiolo e melograno e infine un dolce di mascarpone e kiwi (65€). Qui si può venire anche soltanto per un ottimo cocktail in un contesto “trendy”, dalle 19.30.

Le tagliatelle al ragù di Oltre, ph. Camillo Pasquarelli
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In zona San Vitale, Be’ Mo è un ristorante cinese di quelli che non ti aspetti. Una saletta raccolta con cucina a vista, qualche tavolino e mensole alte dove appoggiarsi, in un contesto minimale con menu a schermo sopra il bancone. La specialità è la cucina delle regioni occidentali, con molte opzioni nel comparto noodles. Dagli spaghetti di grano tirati a mano “Momo” con verdure e olio piccante (5€) a quelli con ragù di maiale (siamo pur sempre a Bologna!), verdure e tofu (6€). Poi vermicelli di patate dolci — li chiamano “felici” — con maiale, brodo di carne e pelle di tofu (7€) e tagliatelle servite fredde con germogli di soia, cetrioli, aglio e olio piccante (5€). Interessante anche il Rogamo, un paninetto di farina di frumento tagliato a metà e farcito con suino, manzo, oppure verdure (5-6€). Si può anche optare per un menu completo, con un Rogamo, noodles e bibita, al prezzo più che competitivo di 11€.
 

Be'Mo
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La signora Cesarina Masi è stata una figura leggendaria: si dice fu lei a provare per prima a condire i tortellini con la panna, invece di lasciarli “morire nel brodo”. E che lo abbia fatto nell’osteria di famiglia, ancora prima di aprire nel 1947 il ristorante che porta il suo nome. Qui si viene per l’affaccio sul salotto di piazza Santo Stefano — uno degli angoli più suggestivi della città —, l’atmosfera distinta (romantica d’estate, coi tavolini all’aperto) e naturalmente i sopraccitati tortellini (16€). Oppure i balanzoni al burro fuso (tortelli verdi a base di spinaci, ripieni di mortadella e ricotta; 14,50€) e il fritto alla bolognese — che, tenetelo presente, è sia salato che dolce, con bocconcini di carne, verdure, formaggi e cremini. Molto sfiziosi gli “stecchi alla petroniana”: saporiti spiedini di mortadella e formaggio panati e fritti (13,50€). 

Ristorante Cesarina

Ha una sede anche a Prato, grande centro della comunità cinese, il ristorante Carnivore Union, che sviluppa la sua proposta intorno all’hot pot. Di cosa si tratta? Al centro di ogni tavolo c’è un fornelletto dove collocare una pentola colma di brodo. Si sceglie di che tipo — di carne, sia normale che piccante; oppure di funghi misti o ancora a base di pomodoro speziato (5-9€) — poi si ordinano le pietanze. Che andranno cucinate in autonomia proprio nel brodo. Ci si può “tuffare” un po’ di tutto: filetto o costolette di manzo (8-12€), trippa e lingua di vitello (7€), ma anche gamberi, polpette di seppia e frutti di mare (4-6€). Per i più coraggiosi c’è molto quinto quarto, anche insolito (lingua d’anatra, cuore di maiale e tendini di manzo, tra gli altri), ma chi non vuole osare può optare per ravioli alla piastra, tagliatelle di patate in brodo o il classico riso saltato (5-6€).
 

Carnivore Union

Un locale super contemporaneo e arredato con gusto, nato dall’iniziativa dello chef Chao Zeng insieme ad amici sia italiani che cinesi. Amole è un ristorante fornito di piccolo dehors per la bella stagione, e completo di bancone bar per cocktail, aperitivi oppure un classico tè. La cucina è quella autentica della regione del Sichuan, tra mapo tofu (8€), riso Yangzhou (5€), pollo alla Zigong (9€) e zuppa di polpette di gamberi (7€). Ma si trovano anche proposte eccentriche, come l’insolita “tigella del Sichuan” (3€).


Amole
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Il ristorante stellato Portici ha lanciato da qualche tempo alcune ‘costole’ dedicate alla ristorazione veloce, ma sempre di notevole qualità. Proprio sotto alle Torri c’è questo locale aperto tutto il giorno continuativamente, dove è gradevole godersi una colazione con vista sul centro storico. Il caffè è estratto e servito in una varietà di modi, poi ci sono succhi di frutta, spremute, e da mangiare anche brioche salate, completate — volendo — con mortadella e formaggio Edamer. Un’altra possibilità riguarda il calzone, farcito con crudo, misticanza e formaggio.


Bottega Portici 2 Torri

Se si ha voglia di cucina di mare siciliana allora l’indirizzo giusto è Sikelia. Un ristorante che rispecchia tutti i canoni classici del tipico indirizzo di mare: ambiente caldo con rimandi al mondo nautico, tovaglie bianche, e un menu sostanzioso che punta dritto al gusto. Si trova in Via Riva di Reno e dietro c’è la giovane gestione di Cristian Galli (in cucina) e Attilio Riso (in sala), che hanno apportato alcune modifiche rispetto al passato senza stravolgerne l’essenza. In carta: crudi di crostacei, ostriche, polpettine, moscardini, vellutata, insalatine e molte altre proposte di antipasti. Immancabili i bucatini sarde e finocchietto selvatico oppure le busiate trapanesi. Ottima, tra i secondi, la tagliata di tonno alle mandorle, gli involtini e il calamaro.

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Un ristorante che parla di cucina del Mediterraneo, semplice e diretto nella proposta. Un menu stagionale e in base al pescato del giorno: non mancano i grandi classici del repertorio marittimo come i crudi, spaghettone con gambero cruso, fusillo con burro di normandia, alici e pinoli, fritture e cotture alla griglia e al forno. In base alla disponibilità anche i ricci di mare, buonissimi nella versione con gli spaghetti fatti a mano da loro. 

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Poco lontano dal Parco della Montagnola, il Ristorante Shu propone gastronomia del Sichuan e soprattutto l’hot pot. Una preparazione conviviale, da gustare in più persone cuocendo in brodo (piccante, con verdure sottaceto, oppure di pesce) una varietà di ingredienti: dal coscio di agnello (8€) alle uova di quaglia speziate (5,50€). Tra i piatti alternativi, è interessante il tofu tenero con uovo centenario (4€), nonché l’anatra al profumo di arancia (8€).


Ristorante SHU
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In via Murri, un po’ defilato dal centro di Bologna, c’è Acqua Pazza un ristorante per cui vale la pena spostarsi leggermente. Ottimo pesce del Mediterraneo selezionato personalmente dallo chef-patron Francesco Carboni che ha aperto questo indirizzo nel 2008. Da allora un’ascesa costante che ha consolidato questo locale nella scelta dei bolognesi che sono alla ricerca di una cucina di pesce genuina e impeccabile. Grande attenzione alla materia prima che arriva dai fornitori sull’Adriatico, Tirreno e non solo. Un loro must? I tortellini ripieni di razza da accompagnare con una delle numerose referenze di champagne in carta.

Darcy è aperto da aprile 2023 nello spazio che ha ospitato il precedente Cabala Café con un obiettivo: spingere la trattoria bolognese nel futuro. Per questo sono al lavoro Cynthia Ravanelli, la chef, e Dario Stagni, già noti per la loro Officina del Gusto di Castenaso. Tra il comodo dehors esterno e una sala che non sfigurerebbe nel centro di Manhattan - tavolini gialli, sedie in velluto, pareti scure e mise en place minimale - l'attenzione resta puntata sul menu. Solidissimo e riconoscibile, pur se trattato con tecnica e una propensione al mondo vegetale. A pranzo la carta è più agile, mentre a cena ci sono due menu degustazione: il Condividi, a scelta quasi totale della cucina, e il Cabala, con 5 portate che ne sintetizzano la filosofia. Anche qui si mangia bolognese, forte e chiaro, con gnocchi al ragù, cotoletta, selezioni di salumi e una lasagna che ha già fatto parlare di sé. Per finire ci sono la sbrisolona con crema allo zabaione e l'irrinunciabile zuppa inglese, da accompagnare a vini da dessert dalla fornitissima cantina.

Darcy-2
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Un locale un po’ spartano davanti al quale bisogna andare oltre le apparenze. La proposta di Mrs. Lin, in Via San Vitale, è incentrata sui piatti di Wenzhou. La specialità sono i panini di Xi An, qualcosa di non troppo distante dalle locali tigelle, naturalmente farcite in modi diversi. Poi ci sono i Xmoo, ovvero dei burger fatti a mano, che racchiudono spalla e pancetta di maiale stufata con salsa 12 spezie (6€); oppure coda di manzo stufata e ancora pollo fritto (6,60€). Non mancano chiaramente nemmeno involtini primavera, ravioli alla piastra, e pure riso e spaghetti saltati.


Mrs.Lin

Il banco e i salumi della Trattoria del Borgo

Il borgo in questione è quello medievale di Monteveglio alto: una terrazza naturale dove la pianura lascia il posto all’Appennino, incrocio delle culture gastronomiche di Bologna e Modena. Tutte ottime premesse, per la qualità di una tavola inserita tra le migliori Osterie d’Italia da Slow Food. La trattoria è incastonata tra le vie del centro e ha un bel caminetto per l’inverno, mentre con la bella stagione si spolverano i tavoli all’aperto. Per assaggiare un po’ di tutto conviene comporre un menu degustazione da 4 portate al costo di 40€ (non dimenticate i tortelloni con crema di latte e pomodoro, che qui preparano dal 1995). Da bere, tante bottiglie dai colli circostanti.

Il banco e i salumi della Trattoria del Borgo
Apri su Maps 051227304 @trattoriadamaro

Un altro indirizzo che risente della forte componente del sud che popola Bologna. Infatti Da Maro, in zona universitaria, è un ristorante di cucina di pesce alla siciliana, grazie alle origini del suo proprietario Gianluca Romano. Una ventata di Mediterraneo nel cuore di Bologna, in un tipico ambiente da osteria vecchio stampo. Una pausa dalla schiera di locali che fanno tortellini e ragù. Il menu cambia spesso, con serate degustazione tematiche incentrate su un solo ingrediente.
 

Un ristorante, ed enoteca, completo di bella veranda immerso nelle colline di Casalfiumanese, tra le città di Imola e Castel San Pietro Terme. A fare da valida spalla alla cucina - prevalentemente del territorio, ma con qualche escursione "fuori porta" - c'è una cantina poderosa, a prova di esperto e appassionato. Anche il carrello dei formaggi è altisonante, con selezioni da ottimi caseifici. L'antipasto misto prevede il classico assortimento di bruschette, scamorze e tortini di verdure (11€), ma si può anche chiedere il prosciutto crudo al coltello (6,50€) oppure il petto d'oca all'aceto balsamico (9€). Provate poi i tortelli al tarassaco conditi con burro e timo (10€), poi il castrato agli odori (11€), preparato alla maniera della vicina Romagna. Si finisce con ciambelle, gelato, zuppa inglese e "semifreddo Valsallustra".

Ristorante Valsellustra

 

Un ristorante di cucina messicana nel cuore di Bologna e aperto fino a tarda notte. Piedra del Sol si trova nel ghetto ebraico ed è una pietra miliare nella costellazione dei locali dove mangiare oltre i classici orari. Aperto nel lontano 1992, Piedra del Sol propone diversi menu dal pranzo alla cena: nachos farciti (dai 3 ai 9€), empanadas (9€), tacos di pesce e di carne (9-16€), tortilla (14€), chili con carne (16€) e tutto il repertorio più classico della cucina del Messico.

Piedra del Sol