Cronaca

1° maggio, Cgil, Cisl e Uil: "Festa amara, ma torniamo in piazza. Sia il giorno della ripartenza"

Non era scontato, ma il 1° maggio i sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil, come da tradizione, tornano in Piazza Maggiore con lo slogan "Italia sicura con il lavoro". Preoccupa la piazza dei "patrioti"

Non era scontato, ma il 1° maggio i sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil, come da tradizione, tornano in Piazza Maggiore con lo slogan "Italia sicura con il lavoro".

  • Dalle 10 alle 12 ici saranno i saluti del sindaco Virginio Merola e del cardinale Matteo Zuppi e a seguire le interviste ai tre segretari confederali. 
  • Il pomeriggio l'evento si sposterà all'Estragon con una maratona musicale trasmessa in diretta streaming. 

"Abbiamo dovuto gestire delle modalità particolari anche per i tempi stretti. Avremo gestione molto attenta della piazza, nel rispetto delle ordinanze - ha detto il segretario Cgil Bologna, Maurizo Lunghi - siamo stati i paladini dei protocolli di sicurezza nei luoghi di lavoro, quindi dobbiamo offrire una gestione disciplinata". 

Per Lunghi si tratta di una "festa un po' amara per la combinazione pandemia-recessione che sta creando effetti pesanti sul tessuto produttivo. Siamo attenti al superamento del blocco licenziamento - fissato dal Governo nel mese di giugno - e alla riforma degli ammortizzatori sociali. Ai tavoli di crisi della Città metropolitana facciamo i conti con la perdita di migliaia di posti lavoro, in particolare quelli legati all'attività turistica e al commercio. Sappiamo che all'orizzonte c'è una ristrutturazione, nuove tecnologie, il digitale, il lavoro agile a distanza..." 

Lo slogan è chiaro, "Italia sicura con il lavoro, pensiamo che sarà tema per la prossima campagna elettorale e i candidati sindaco", come il tema delle grandi opere, tornato nel dibattito: "Passante, tram, aeroporto... Ci preoccupano perchè sono volani importanti di occupazione e investimento sulla città". 

Come sindacati, annuncia Lunghi "contribuiremo con una quota di 10mila euro da mettere a disposizione del fondo di comunità Dare per fare. Nessuno resti scoperto”, il Fondo sociale di comunità, nuovo strumento di welfare metropolitano che raccoglie risorse, beni, progetti, idee per rispondere ai bisogni economici e sociali delle persone, dovuti principalmente all’emergenza Covid. 

Fondo sociale di comunità: "Dare per Fare” diventa sempre più grande

"Il 1° maggio è il capodanno del sindacato e un momento fare punto, che sia il giorno della ripartenza. Vogliamo guardare ai prossimi anni tenendo al centro il lavoro - ha detto il seghretario Uil, Giuliano Zignani - a Bologna, nonostante il blocco licenziamenti, si è perso qualche migliaio di posti lavor, e non ne siamo fuori - sottolinea - e con lo sblocco licenziamenti si prevedono altre migliaia di posti a rischio". Zignani si richiama ai patti sottoscritti con la Regiuone: "Nessuna azienda può procedere in maniera unilaterale - ai licenziamenti, e vede altri momenti importanti per la città - l'elezione del nuovo rettore dell'università a giugno e quella del nuovo sindaco. Abbiamo bisogno di aprire un confronto vero con i candidati e di ridisegnare la città anche in relazione ai fondi PNRR". 

"Ci sono nuove povertà anche a Bologna - rimarca Zignani - persone che devono ricorrere alle cucine popolari, ed è un problema trasversale, che riguarda stranieri e italiani. La crisi economica degli ultimi 10 anni e la pandemia hanno creato un solco profondo tra chi si è arricchito e chi è ai margini". 

"Non sarà il primo maggio che abbiamo conosciuto, ma voglio vederla anche in maniera positiva - ha detto Enrico Bassani, segretario Cisl - sarà un'occasione per riportare in piazza il nostro dna, quello di guardare il lavoro, con le preoccupazioni collegate al futuro sblocco dei licenziamenti che chiediamo di prorogare. Per noi si tratta di una opportunità".

In piazza della Pace si riuniranno anche i patrioti...

"Siamo un po' preoccupati per il clima di tensione legata all'accavallarsi di iniziative in città, come quella dei patrioti che possono ispirarsi a un richiamo nostalgico, vorremmo evitare che si creassero tensioni sociali oltre a quelle già esistenti o problemi ordine pubblico in una giornata 1di festa. Ieri - commenta Lunghi - lo abbiamo fatto presente alla prefetta, il comitato di sicurezza si riunirà per la gestione della giornata. A febbraio del 2018 con Bologna e altri comuni abbiamo firmato dei verbali di intesa che definivano che gli spazi pubblici non venissero dati a formazioni che si richiamavano ai temi fascisti - continua Lunghi - la Costituzione da un lato prevede la libertà di manifestare, dall'altro vieta certi richiami. Gli accordi quindi prevedono un'attenzione dell'amministrazione sull'utilizzo spazi pubblici. Se si dà piazza della Pace, bisogna controllare e far rispettare lre regole". 

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"Non capisco perchè il comune conceda la piazza - ha detto Zignani - gli accordi non vengono applicati?All'indomani bisognerà fare una riflessione. Noi siamo dentro la cornice della costituzione, gli altri non so".

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