Cronaca Stazione / Piazza delle Medaglie d'Oro

2 agosto 1980: "Strage fascista alla Stazione di Bologna, 35 anni senza mandanti"

Così il manifesto in occasione del 35° anniversario. Risalire ai mandanti è una questione di verità e giustizia, chiariscono i parenti delle vittime per i quali "non c'è democrazia senza responsabilità"

"2 Agosto 1980 - 2 Agosto 2015: strage fascista alla Stazione di Bologna. 85 morti e 200 feriti. 35 anni senza mandanti. Un paese evoluto deve trovare il tempo per ricostruire la sua storia uno Stato di diritto deve trovare il tempo per dare giustizia alle vittime della violenza una democrazia moderna deve trovare il tempo per contrastare il terrorismo e le mafie non c’é democrazia senza responsabilitá". 

Così il nuovo manifesto realizzato in occasione del 35° anniversario della strage di Bologna. Sono dunque ancora i nomi (sconosciuti) dei mandanti, come già nel 2014, il tema dominante: si legge infatti subito sotto la tradizionale immagine della lapide che reca i nomi degli 85 morti per la bomba esplosa alla stazione di Bologna (fece anche 200 feriti). Il manifesto è sempre quello, immutabile: sotto le date della strage e della commemorazione di quest'anno, si ricorda la matrice fascista dell'attentato e quindi si mette in risalto la lapide con i nomi di chi perse la vita quel giorno. Poi il manifesto richiama con forza l'attenzione sul fatto che i mandanti, dopo 35 anni, sono ancora ignoti. Del resto, è sui mandanti che l'associazione dei parenti delle vittime non intende arrendersi ne' arretrare di un millimetro, e proprio per questo di recente ha presentato in Procura un nuovo maxi-dossier che, incrociando le carte di diversi processi, prova a offrire nuove piste ai magistrati per risalire ai mandanti. Solo che la pazienza dei parenti sembra agli sgoccioli. Risalire ai mandanti è una questione di verità e giustizia. Come chiariscono i parenti delle vittime scrivendo sul manifesto. Infine, un ultimo monito, quasi un ''ultimatum'': "Non c'è democrazia senza responsabilità". 

Nelle scorse settimane il presidente dell'associazione dei parenti delle vittime, Paolo Bolognesi, è andato all'attacco del Governo denunciando in maniera molto dura le mancate promesse su indennizzi, vitalizi, desecretazione degli atti riservati sugli attentati e reato di depistaggio. Su questi temi si è detto pronto a ricordare pubblicamente tutte le mancanze del Governo, ma sono argomenti che non entrano nel manifesto di quest'anno.

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