Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Stazione 2 agosto, per il giudice "Non fu spontanesimo, ma strage di stato"

Il fatto che a distanza di decenni "l'imputazione sia di nuovo 'implosa' in un'ottica minimalista e 'spontaneista' che riconduce tutto alla dimensione autarchica di quattro amici al bar lascia perplessi"

"Si è trattato di una strage politica, o, più esattamente di una strage di Stato". E' forte la dichiarazione, riferita da Ansa, del presidente della Corte di assise di Bologna Michele Leoni, nel motivare la condanna all'ergastolo di Gilberto Cavallini, quindi "il dilemma se la strage alla stazione di Bologna sia stata una strage 'comune' o una strage 'politica' non esiste". 

"Il fatto che a 37 anni di distanza l'imputazione per la strage di Bologna sia di nuovo 'implosa' in un'ottica minimalista e 'spontaneista' che riconduce tutto alla dimensione autarchica di quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo (con le bombe, ma anche con il solito corteo di coperture e depistaggi) - osserva Leoni - lascia perplessi, anche perché non si sa attraverso quale percorso istruttorio e/o processuale si sia approdati a ciò".

Come si legge nelle 2.118 pagine di una 'sentenza-trattato',Gilberto Cavallini "era tutt'altro che uno 'spontaneista' confinato in una cellula terroristica autonoma. Nonostante la sua maniacale riservatezza il suo nome è comparso in molti scenari, direttamente e/o incidentalmente". "Risulta chiaro che Cavallini, con i suoi 'collegamenti', era pienamente consapevole dei disegni eversivi che coinvolgevano il terrorismo e le istituzioni deviate", sottolinea ancora la Corte. 

Ieri, 7 gennaio, era stata rigettata dal tribunale per assenza di esigenze cautelari la richiesta di carcerazione per l'ex terrorista nero Paolo Bellini, nell'ambito delle nuove indagini sulla strage. 

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