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Strage 2 agosto: "Inchiesta sui mandanti completa il puzzle" | VIDEO

Il manifesto dei familiari delle vittime: "La strage è stata organizzata dai vertici della loggia massonica P2, protetta dai vertici dei servizi segreti italiani, eseguita da terroristi fascisti"

 

L'inchiesta della Procura generale di Bologna sui mandanti della strage del 2 agosto 1980, non ancora conclusa, fornisce qualche tassello in più di verità ai familiari delle vittime. Da qui la scelta, per il 40° anniversario, di un manifesto così netto che recita:  "La strage è stata organizzata dai vertici della loggia massonica P2, protetta dai vertici dei servizi segreti italiani, eseguita da terroristi fascisti".

Il manifesto, presentato oggi dal presidente dell'associazione, Paolo Bolognesi, e dal legale, Andrea Speranzoni, si appoggia sull'esito dell'indagine che, secondo loro, finalmente completa il puzzle della strage con alcuni pezzi fondamentali. 

"È un'indagine soddisfacente, meticolosa, non ancora conclusa perché c'è un secondo filone in corso, ma che credo dia al puzzle della strage del 2 agosto dei pezzi fondamentali che fino ad oggi mancavano". Al momento è sfociata nella richiesta di rinvio a giudizio per Paolo Bellini, ex Avanguardia nazionale, secondo l'accusa in concorso con Licio Gelli della P2.

"I faldoni dell'inchiesta ci forniscono un quadro esplicativo del finanziamento e dell'organizzazione della strage – dice l'avvocato –, il documento cosiddetto 'Bologna', con la relativa movimentazione di quel conto corrente che faceva capo a Licio Gelli, la Procura generale l'ha integralmente decrittato alla virgola e al centesimo: sappiamo a questo punto che il finanziamento dell'operazione eversiva del 1980 è iniziato in una data ben precisa – prosegue – con un'anticipazione di denaro in data 16 febbraio 1979 e si è conclusa come anticipo il 30 luglio 1980, tre giorni prima dello scoppio. Il saldo di quel pagamento è iniziato con dei versamenti del 22 agosto 1980 e si è concluso nei mesi successivi".

E poi ancora, l'emergere dagli atti della "non contraddizione tra la compartecipazione di uomini dei Nar, di Terza posizione e di avanguardia nazionale nel progetto stragista dell'80". Quanto ai "depistaggi orchestrati dal Sismi", sottolinea il legale, la pista palestinese e la figura di Carlos "vengono introdotti preventivamente alla perpetrazione della strage".

Processo sui mandanti 2 agosto: 100 familiari pronti parte civile

I familiari, presentando oggi il manifesto per la celebrazione del prossimo 2 agosto, si aspettano molto dal processo sui mandanti della strage alla stazione di Bologna che potrebbe vedere la prima udienza preliminare già in autunno e un centinaio di loro è pronto a costituirsi parte civile al futuro processo.

Cosa molto importante per il presidente dell'associazione Paolo Bolognesi: "Poter andare oltre gli esecutori materiali della strage ci riempie di speranza", afferma il presidente ricordando che tutto partì dalla continua ricerca della verità da parte dei parenti delle vittime. La direttiva Renzi, ovvero la digitalizzazione degli atti delle stragi? "Un altro depistaggio", dice Bolognesi. "Ci hanno preso in giro". 

"Il deposito degli atti da parte della direttiva Renzi è stato un grande bluff perché oltre ad averci dato carte molto scarse, ce le ha date in gran parte annerite, è chiaro che questo diventa un ostacolo insormontabile alla digitalizzazione e quindi alla possibilità di fare passi avanti", ad esempio individuando legami tra nomi in diversi documenti. Per Bolognesi "è stata un'altra operazione depistante per quanto riguarda i familiari. Però come diceva Lidia Piccolini Secci – conclude – hanno fatto un solo errore, hanno fatto la strage a Bologna senza tener conto della tenacia dei bolognesi (e di Bolognesi)".

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