Liberazione, in 20 mila a Monte Sole con don Gallo

Il parroco ha invitato i giovani ad "agitarsi, organizzarsi e studiare", ha letto passi della Costituzione e ha ricordato la sua esperienza da partigiano. Così il 25 aprile sull'Appennino

In piazza Nettuno cerimonia istituzionale alla presenza del sindaco Virginio Merola, nella giornata del 25 aprile. Nel pomeriggio, per le vie del centro, corteo degli anarchici. Così si è svolta a Bologna la giornata del 67° anniversario della Liberazione d'Italia.

A Monte Sole, celebrazioni con il segretario della Fiom Maurizio Landini e il prete di strada don Andrea Gallo, protagonisti della festa sull'Appennino bolognese, che ha ricordato la strage di Marzabotto, quando nel settembre del 1944 le milizie nazifasciste uccisero circa 800 persone per rappresaglia contro i partigiani della Brigata Stella Rossa. A

Circa 20 mila persone, molte delle quali giovani, hanno partecipato alla giornata anche con molte altre iniziative di carattere storico, commemorativo e musicale. Don Andrea Gallo, citando Gramsci, ha invitato i giovani ad "agitarsi, organizzarsi e studiare", ha letto alcuni passi della Costituzione e ha ricordato la sua esperienza di giovanissimo partigiano.

"Nel 1943 - ha detto don Gallo - sono entrato nella Resistenza e a 17 anni ho visto nascere la democrazia, ora che sto per morire non voglio vederla scomparire. Io non sono preoccupato, ma sono incazzato, per quello che fanno tutte le istituzioni compresa la mia chiesa e il 'pastore tedesco'".

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Landini, oltre alla Resistenza, ha ricordato anche le lotte per il lavoro del dopoguerra. "Ci sono volute le lotte della classe operaia - ha detto - per applicare i diritti presenti nella Costituzione. Oggi siamo di fronte a un attacco ai diritti del lavoro senza precedenti, il lavoro senza diritti non è lavoro ma è schiavitù".

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