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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Stop bus

Venerdì 3 dicembre sciopero nazionale: bus e servizi Tper non garantiti

Stop dalle ore 11.00 alle ore 15.00

La segreteria provinciale UGL Autoferrotranvieri Bologna ha comunicato l’adesione allo sciopero nazionale del settore mobilità indetto dalla segreteria nazionale della stessa organizzazione sindacale per venerdì 3 dicembre.

Le modalità per servizi di bus e altre attività Tper

Per il personale viaggiante dei servizi automobilistici e filoviari Tper dei bacini di servizio di Bologna e Ferrara (bus e corriere) lo sciopero si svolgerà dalle ore 11.00 alle ore 15.00 di venerdì 3 dicembre.

Negli orari di sciopero, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti.

Più precisamente, prima dello sciopero:

  • per i bus urbani, suburbani ed extraurbani del bacino di Bologna saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle ore 10.45.
  • per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione ferroviaria, o dall'autostazione, fino alle ore 10.50.
  • per i mezzi urbani, extraurbani e del servizio Taxibus di Ferrara saranno garantite solamente le corse dai capilinea periferici, centrali e intermedi con orario di partenza fino alle ore 10.45.

Negli orari di sciopero, al call-center telefonico 051-290290 sarà garantita la presenza di un operatore.

Gli scioperi riguardano anche il personale dedicato al servizio “Marconi Express”, la cui astensione è prevista dalle ore 11 alle ore 15.

Le motivazioni dello stop 

Anche il 3 dicembre, lo stop iguarda l'applicazione e i controlli relativi al Green pass e ai controlli.UGl dunque ha indetto lo sciopero: 

  • Per la discriminazione in essere tra lavoratori in possesso e non di green, contraria a quanto previsto dalle norme e dalle raccomandazioni in materia di discriminazione – così come prevista dalla Risoluzione Europea 2361 – e che sta creando tensioni inutili e pericolose nel mondo del lavoro;
  • Per le intimidazioni e le ritorsioni che stanno verificandosi vista l’autonomia decisionale lasciata alle aziende per stabilire le procedure aziendali in materia di applicazione del green pass; andando addirittura oltre quelle che sono le norme stabilite dalla legge, relativamente all’assenza ingiustificata ed alla sospensione di qualsiasi emolumento economico per il periodo di assenza dal lavoro, minacciando i lavoratori con previsioni di recupero economico e sanzioni disciplinari ultrattive rispetto alla norma – si prevede infatti “il diritto di chiedere il risarcimento dei danni tutti causati dal mancato svolgimento dell’attività lavorativa e dalla conseguente impossibilità di garantire il servizio di Trasporto Pubblico Locale”;
  • Per il mancato rispetto della tutela dei lavoratori – anche se le norme prevedono limiti al potere disciplinare del datore di lavoro, si stanno verificando casi di gravi violazioni;
  • Per la non applicazione nella maggior parte delle aziende del settore mobilità dell’Art. 1.2 punto b secondo alinea dell’allegato al DPCM del 12.10.2021 in GU n. 244 il 14.10.21 parte integrante del DL 127 del 21.09.21, creando situazioni di discriminazione evidente tra lavoratori che vogliano fruire di istituti riconosciuti dalla legge e dagli istituti contrattuali, non rispettando le norme citate dalla legge in materia. Tutto questo ledendo in maniera evidente i diritti dei lavoratori;
  • Per le approssimative e fallimentari organizzazioni sindacali, che invece di adottare procedure chiare e trasparenti, spesso utilizzano metodi confusivi ed improduttivi, come l’individuazione di preposti alla verifica che non sono stati minimamente informati e formati sui modi e sullo sviluppo delle procedure;
  • Per la possibilità che i tamponi per la certificazione verde siano elargiti gratuitamente a tutti i lavoratori interessati per far rispettare alle aziende il loro obbligo determinato dalla legge 81/08 di sorveglianza sanitaria e prevenzione per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • Perché si sensibilizzino le aziende nella ricerca di convenzioni ad hoc, che non pongano in essere ulteriori discriminazioni;
  • Per la sicurezza – sia in termini di safety che di security – di tutti gli operatori del settore, perché non sia un elemento da valutare ed utilizzare solo in determinate situazioni, ma divenga un campo di attenzione e di investimento prioritario e garantista;
  • Perché la situazione del trasporto pubblico locale che si prospetta è a dir poco surreale: si richiede l’obbligatorietà di un green pass a chi conduce il mezzo, ma non a chi ne fruisce, creando importanti dubbi sulla efficacia che questo strumento davvero eserciti nel combattere la pandemia – nel qual caso sarebbe opportuno prevederne la necessità anche per la fruizione dei mezzi stessi;
  • Perché la situazione del trasporto ferroviario che si è determinata non è congruente con le finalità della legge, considerando che l’obbligo del green pass non è previsto per tutte le tipologie di percorrenza dei treni. L’assurda ed estrema situazione che si verifica nel Trasporto Locale, Regionale ed Interregionale dove il lavoratore ha l’obbligo del green pass mentre lavora all’interno di un convoglio dove potenzialmente tutti gli utenti potrebbero non averlo, crea importanti dubbi sull’efficacia di questo strumento;
  • Perché gli autoferrotranvieri e i ferrovieri hanno tanto fatto perché il Paese non si fermasse durante questa pandemia, garantendo con la propria responsabilità e professionalità la mobilità del Paese anche in momenti in cui le tutele e gli strumenti sanitari erano praticamente assenti;
  • Per l’assente tutela agli operatori front line vittime degli effetti post covid, che invece di essere accompagnati in percorsi di garanzia e ripresa, sono discriminati e spesso spinti a soluzioni risolutive come destituzione e licenziamento, in quanto non più idonei;
  • Perché l’obbligo del green pass nei luoghi di lavoro sta creando molte difficoltà anche ai lavoratori che ne sono in possesso, poiché le aziende del settore per sopperire alle mancanze di personale, già insite strutturalmente e amplificate dalla situazione attuale, non concordano la fruizione delle ferie e delle assenze richieste riconosciute dai dettami contrattuali. Inoltre la forte richiesta di lavoro straordinario e la rimodulazione dei turni di lavoro stanno creando serie difficoltà organizzative che hanno ripercussioni negative sulla vita dei lavoratori.

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