Rischi del 5G, Dora Palumbo: "Speravo che anche il Comune di Bologna aderisse alla moratoria"

La consigliera del Gruppo Misto aveva portato un ordine del giorno in aula: "Aumento delle sentenze che riconoscono la correlazione tra elettrosmog e cancro"

Manifestazione anti 5G a Roma

Il 5G per molti e a varie latitudini è più una preoccupazione che un'opportunità tecnologica: troppe ipotesi, poche conferme, studi non completati o non oggettivi. Sul tema dice la sua anche la consigliera comunale del gruppo misto Dora Palumbo: "Su questo argomento il mio impegno è costante, così come la preoccupazione nel constatare l'aumento delle sentenze che riconoscono la correlazione tra elettrosmog e cancro oltre a un numero sempre maggiore di scienziati e medici, provenienti da più paesi, che propongono una moratoria fino a quando i potenziali pericoli per la salute umana e l'ambiente saranno stati completamente studiati da scienziati indipendenti dall’industria". 

"Proprio in questi giorni siamo venuti a conoscenza che il comitato scientifico di Bruxelles è stato azzerato a causa del conflitto di interessi di diversi suoi membri che risultavano contemporaneamente  consulenti delle aziende di telecomunicazioni e decisori nel merito del 5G - continua Palumbo - Il Governo italiano sembra deciso ad andare avanti sottoponendo tutta la popolazione ad un grande esperimento senza conoscere l’effetto che avrà su di essa. Nonostante i Comuni siano in difficoltà avendo pochi strumenti legislativi per negare i permessi  all’installazione di antenne 5G sui propri territori, cresce la lista di quelle amministrazioni che scelgono di proteggere la propria popolazione. Esse si  appellano al principio di “precauzione e tutela della salute pubblica” e all’assenza di studi preliminari sulla valutazione del rischio sanitario e per l’ecosistema derivabile da una massiccia, multipla e cumulativa installazione di nuove antenne che, inevitabilmente, andrebbero a sommarsi alle decine di migliaia di stazioni radio base ancora operative".

"Speravo che anche il Comune di Bologna aderisse alla moratoria - spiega Palumbo -  lo avevo chiesto con un Ordine del giorno, che è approdato in Consiglio lo scorso ottobre, bocciato dalla maggioranza e sostituito con un altro che richiedeva sì la moratoria ma sino alla definizione di un orientamento condiviso a livello metropolitano o comunque alla approvazione di un Regolamento comunale".

"Anche se non siamo arrivati ancora alla sospensione del 5G devo dire che sta crescendo la consapevolezza all’interno del Consiglio comunale di Bologna, che bisogna indagare sugli effetti che il 5G ha sulla salute. Infatti, in occasione del bilancio 2020-2022, è stato approvato un Ordine del giorno, che ho presentato ed è stato sottoscritto anche dalla consigliera Clancy e dal Consigliere Martelloni di Colazione civica, con il quale si invitano il Sindaco e la Giunta a prevedere stanziamenti annuali per finanziare uno studio indipendente da multinazionali e gestori, al fine di analizzare come la tecnologia 5G inciderà sulla salute delle cittadine e dei cittadini. Si tratta di partecipare al cofinanziamento di uno studio indipendente (che vede coinvolti già altri Comuni: Trento, Torino, Baceno e Ostiglia) per analizzare come la tecnologia 5G inciderà sulla salute della popolazione, per assolvere al compito di tutela e salvaguardia della salute. Il mio impegno su questo argomento è costante, ho proposto un altro atto, momentaneamente sospeso, che mira sempre ad impedire che vengano rilasciate autorizzazioni per impianti 5G nel territorio comunale in attesa che venga accertata l’assenza di rischio per la popolazione esposta".

Palumbo, una critica la fa anche al suo ex partito: "Il Movimento 5 Stelle, divenuta forza di governo, propaganda tale tecnologia dimenticando quanto più volte sostenuto da molti suoi esponenti. È vero che in Italia la legge obbliga a stare entro limiti di esposizione che sono i più bassi d’Europa come dice il consigliere Bugani nell’intervista che ho ripreso in un video montato da me (VEDI VIDEO SOTTO), ma purtroppo dopo il 2014 l’esposizione viene calcolata facendo una media sulle 24 ore, anzichè su 6 minuti. In questo modo viene aggirato il problema dei picchi che si verificano nelle fasce orarie diurne, quando è in corso la maggior parte delle comunicazioni, come mostra il consigliere Piazza con le ciambelle rosse e verdi. Invito i consiglieri del Comune di Bologna a mettersi d’accordo!"

Massimo Bugani e Marco Piazza sul 5G - VIDEO 

La consigliera Dora Palumbo come spiegava, aveva portato il tema in Consiglio Comunale, con l'ordine del giorno che chiede di sospendere il rilascio di autorizzazioni per impianti 5G e adottare un regolamento comunale. Il preambolo di questo odg condiviso anche con Federico Martelloni ed Emily Clancy: "Premesso che la tecnologia di comunicazione 5G è in fase di sperimentazione dal 2017 e si aggiungerà agli standard ancora esistenti per le tecnologie 2G, 3G e 4G prevedendone la sostituzione nell’arco di pochissimo tempo (dal 1° Gennaio 2019 sono operative le nuove bande messe all’asta dal Governo) il 5G opererà su frequenze più elevate di quelle sino ad ora utilizzate dai sistemi di radiotelefonia e renderà necessaria l’installazione in area urbana di numerosissimi micro-ripetitori (con aumento della densità espositiva) a causa degli ostacoli alla trasmissione lineare di questo particolare tipo di segnale da parte di palazzi e aree verdi". 

"Considerato che nel marzo 2018 sono stati diffusi i primi risultati dello studio condotto in Italia dall’Istituto Ramazzini di Bologna (Centro di ricerca sul cancro Cesare Maltoni), che ha considerato esposizioni alle radiofrequenze della telefonia mobile (3G) mille volte inferiori a quelle utilizzate nello studio sui telefoni cellulari del National Toxicologic Program (NTP), riscontrando gli stessi tipi di tumore.  Non si è ancora compreso quali siano i rischi provocati dalla rete di nuova generazione per cui sono necessarie ulteriori analisi.  Più di 180 scienziati e medici provenienti da 37 paesi, hanno proposto una moratoria per l’introduzione della quinta generazione - la 5G - della telecomunicazione, fino a quando i potenziali pericoli per la salute umana e l'ambiente saranno stati completamente studiati da scienziati indipendenti dall’industria". 

"Aumentano le sentenze che riconoscono la correlazione tra elettrosmog e cancro quando ci si trova esposti in una condizione multipla e cumulativa.  Si rendono necessari ulteriori studi per esplorare maggiormente e in maniera indipendente gli effetti sulla salute delle onde elettromagnetiche usate dal 5G.  Bruxelles è stata la prima città a bloccare la sperimentazione del 5G per i suoi effetti sulla salute.  Cresce la preoccupazione dei Sindaci di diversi Comuni italiani. Alcuni hanno vietato, con ordinanze, la sperimentazione e/o l’installazione di antenne per la telefonia di nuova generazione sui territori di loro competenza". 

"In data 25 giugno 2018 con P.G. 273268/2018 Il Consiglio Comunale di Bologna - prosegue il testo portato nell'aula consigliare di Palazzo d'Accursio - ha approvato un Ordine del Giorno per invitare il Sindaco e la Giunta ad attivarsi anche con la Regione, l’AUSL e le Istituzioni competenti per lanciare una campagna informativa pubblica affinché i cittadini siano messi al corrente dei rischi che si corrono utilizzando i cellulari in modo inappropriato chiedendo un impegno in tal senso anche alle compagnie telefoniche.  Il Comune con atto di Giunta ha approvato l’avvio di un tavolo di concertazione con i soggetti gestori delle reti di telefonia mobile e dei servizi analoghi per l’applicazione della tecnologia 5G a Bologna. Il 2 settembre 2019, il Consiglio comunale con l’Ordine del giorno n.236 ha invitato il governo italiano e i ministeri competenti a non attuare qualsiasi aumento del valore di attenzione e dei limiti di esposizione di cui al DPCM 8 luglio 2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz ”, decreto che stabilisce i seguenti valori: obiettivo di qualità : 6 V/m; valore di attenzione : 6 V/m; limite di esposizione: 20 V/m". 

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Chi è Dora Palumbo. Laureata in geologia nel 1987 è abilitata alla professione di geologo. Nel 2011 partecipa ad un master in “Gestione dell’innovazione tecnologica nella Pubblica Amministrazione” presso la “Alma Graduate School” di Bologna. Dopo la laurea svolge a lungo attività di libera professionista. Collabora a numerose ricerche con il Dipartimento di Geofisica e Vulcanologia dell’Università di Napoli e con il CNR. Dal 1999 ricopre l’incarico di funzionaria, con qualifica di specialista in Ambiente, presso la Regione Emilia-Romagna dove attualmente si occupa di caratterizzazione delle acque al fine di preservare e risanare gli habitat naturali del territorio regionale. Consigliera del Gruppo Misto - Nessuno resti indietro.

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