Rete mobile 5G, tavolo in Comune per monitorare le antenne

Non ci sono ancora evidenze scientifiche per possibili danni alle persone ma Palazzo D'Accursio vuole giocare di anticipo

Fino ad oggi a Bologna non è stata attivata nessuna antenna con tecnologia 5G. Per ora, perché ormai è questione di tempo e quando ci saranno in giro abbastanza cellulari capaci di funzionare con le nuove frequenze, gli operatori telefonici inizieranno le 'trasmissioni'.

Perché l'avvento del 5G, che desta molti timori per i possibili effetti del segnale sulla salute delle persone, non sia un salto nel buio, Palazzo D'Accursio vara il tavolo comunale permanente sul 5G e chiama a raccolta tutti, operatori, comitati dei cittadini, università, Istituto Ramazzini, associazioni ambientaliste per condividere tutte le conoscenze a disposizione sul questo tema, ma soprattutto per provare a definire assieme agli operatori un piano d'azione che individui i luoghi adatti all'installazione degli nuovi impianti e quelli 'da evitare' in quanto vicini a scuole, asili, ospedali.

"In arrivo frequenze potentissime, ma senza un calcolo dei rischi"

Insomma, l'amministrazione prova a guidare il processo, pur avendo, per com'è strutturata la legge, poca voce in capitolo sulle scelte degli operatori. "Vogliamo evitare allarmismi senza basi scientifiche, ma non voglio nemmeno minimizzare i possibili rischi. Questa tecnologia potrà permettere al sistema produttivo di fare passi avanti, soprattutto sul fronte dei servizi. Nessuno studio scientifico ad oggi certifica il nesso di causalità con l'insorgenza di alcune malattie, ma come amministrazione vogliamo applicare un principio di precauzione: non permetteremo che i cittadini vengano usati come cavie", assicura l'assessore comunale alle Attività produttive. Marco Lombardo annunciando l'apertura del tavolo permanente assieme all'assessore alla Sanità, Giuliano Barigazzi.

 "Abbiamo bisogno che si apra una discussione a livello nazionale, perché l'utilità di queste nuove tecnologie e le preoccupazioni dei cittadini deve essere tenute sullo stesso piano", sostiene Barigazzi. L'idea di fondo del Comune di Bologna è proporre ai gestori telefonici la definizione di "piani annuali, per capire prima dove e quante antenne hanno intenzione di installare, per proporre magari luoghi alternativi, come è stato fatto già in passato".

Negli anni, il dialogo ha funzionato, ma l'unica arma a disposizione del Comune è la 'moral suasion'. "Fin da subito raccoglieremo le domande che vengono presentate e cercheremo ogni anno di avere il quadro della situazione per programmare anche nel tempo, visto che dal 2022 verranno utilizzate le frequenze che destano più preoccupazione. L'obiettivo è cercare di controllare la situazione dal punto di vista delle preoccupazioni dei cittadini, che vanno prese sul serio", spiega l'assessore, ricordando che le emissioni consentite dalla legge italiana sono le più basse" d'Europa. "Per il 4G abbiamo messo a disposizione capannoni o luoghi con case sufficientemente lontane. Proveremo a trovare luoghi pubblici e privati che possano minimizzare l'impatto", assicura. "La normativa, che è ancora la Legge Gasparri, ci spunta le ali ed è estremamente semplificata", sottolinea Barigazzi. Intanto, riferisce Lombardo, si sono già tenuti due incontri del tavolo, uno con gli operatoir, l'altro con i portavoce dei comitati dei cittadini. (Vor/ Dire) 
 

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