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5G e salute dei cittadini: sì a studio indipendente dai gestori di telefonia

E' previsto un "aumento considerevole del numero delle antenne che dovranno collegare, si stima, un milione di dispositivi per chilometro quadrato"

Dopo aver votato a ottobre per stoppare, almeno momentaneamente, i nuovi impianti in città, Palazzo D'Accursio ha approvato un nuovo ordine del giorno sul 5G. Il documento è passato all'unanimità giovedì della settimana scorsa, collegato al bilancio 2020 del Comune. Questa volta, l'impegno indirizzato alla Giunta è di "prevedere stanziamenti annuali per finanziare uno studio indipendente da multinazionali o gestori tlc, per analizzare come la tecnologia 5G inciderà sulla salute dei cittadini, seguendo l'esempio di altre amministrazioni italiane".

"Si tratta di cofinanziare uno studio scientifico sulle radiofrequenze inesplorate", spiega la prima firmataria dell'ordine del giorno, la consigliera Dora Palumbo. Ad oggi, i Comuni che hanno "gia' approvato atti per lo stanziamento di fondi sono Trento, Torino, Baceno (Verbania-Cusio-Ossola) e Ostiglia (Mantova)", sottolinea. Con l'avvento del 5G, in fase di sperimentazione dal 2017, è previsto un "aumento considerevole del numero delle antenne installate sul territorio - si legge nel documento - che dovranno collegare, si stima, un milione di dispositivi per chilometro quadrato". 

Antenne 5G, verso stop nuovi impianti a Bologna e San Lazzaro

Il 5G, rimarca ancora l'odg, "opererà' anche su frequenze più elevate di quelle sino ad ora utilizzate dai sistemi di radiotelefonia" e una "corposa letteratura scientifica attesta, ormai in modo inequivocabile, che gli effetti biologici dei campi elettromagnetici vanno ben oltre l'azione di 'riscaldamento', l'unica presa in considerazione dai limiti di legge, e comprendono viceversa danni ossidativi con aumento di radicali liberi, danni nella trasmissione nervosa, ma anche effetti genotossici, epigenetici e cancerogeni". Nel documento approvato dal Consiglio comunale di Bologna si sostiene dunque che "la questione relativa ai possibili danni che l'esposizione prolungata al 5G possa comportare per la salute pubblica, è aperta". Quindi è "necessario approfondire gli studi in merito, anche per mettere al corrente la popolazione dei possibili rischi". Non è però "compito della politica svolgere ricerche in ambito scientifico o medico, ma per assolvere al compito di tutela e salvaguardia della salute dei cittadini, può' finanziare studi indipendenti finalizzati ad esaminare i potenziali rischi a cui sarò sottoposta la popolazione con l'avvento di nuove tecnologie", conclude nell'ordine del giorno. (dire)

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