Cronaca

Festa della Donna: sciopero generale, piazze tematiche e corteo serale

Una festa che diventa anche sciopero: possibili disagi dalla scuola ai mezzi pubblici. Poi con 'Non una di meno', per il secondo anno consecutivo piazza tematica sul Crescentone la mattina e una manifestazione serale

Una festa che diventa anche sciopero. Questa l'iniziativa che oggi prende il via in occasione della Festa della Donna: una giornata per ricordare che non è solo commemorazione con mimose al seguito a celebrare la parità di genere, ma anche impegno politico.

Per questo, la rete 'Non una di meno' con lo slogan 'wetoogether' (un adattamento al grido 'metoo' riferito alla campagna anti-molestie sul lavoro partita da Hollywood, ndr) oggi si mette in mostra anche sotto le Due Torri.

Una piazza tematica la mattina, dalle 9 alle 13, sul Crescentone e un corteo serale in partenza alle 18 da Piazza del Nettuno sono gli appuntamenti che fanno da sfondo a una giornata dove i sindacati di base Usb, Slai Cobas e Usi, hanno indetto uno sciopero generale: anche se alcune categorie di lavoro, come le autonomie locali, i ministeri, il trasporto marittimo e i vigili del fuoco, sono state escluse dalla commissione di garanzia sugli scioperi (siamo ancora in periodo post-elettorale, ndr), rimane in piedi una giornata di astensione dal lavoro per tutte le altri settori: pubblici, privati e cooperativi. Non sono quindi esclusi disagi al trasporto pubblico (tranne le fasce di garanzia), alla scuola e alla sanità.

"Sarà sciopero femminista perché pretendiamo una trasformazione radicale della società -si legge sulla piattaforma web di 'Non una di meno'-  scioperiamo contro la violenza economica, la precarietà e le discriminazioni. Sovvertiamo le gerarchie sessuali, le norme di genere, i ruoli sociali imposti, i rapporti di potere che generano molestie e violenze. Rivendichiamo un reddito di autodeterminazione, un salario minimo europeo e un welfare universale, garantito e accessibile. Vogliamo autonomia e libertà di scelta sui nostri corpi e sulle nostre vite, vogliamo essere libere di muoverci e di restare contro la violenza del razzismo istituzionale e dei confini".

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