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8 marzo, lo sciopero in zona rossa: "Anche tante insegnanti in dad" | VIDEO

Le mobilitazioni di Non una di meno per la giornata internazionale della donna: "Appena possibile torneremo in piazza"

 

Le donne di Bologna manifestano anche in zona rossa. Per la giornata internazionale della donna hanno aderito allo sciopero tante insegnanti in dad, educatrici, operaie. Studentesse e libere professioniste. E anche tante mamme, contro la chiusura dei nidi e materne.

È un otto marzo, a firma non una di meno, di protesta virtuale ma anche reale con diverse azioni in giro per la città, dove sono stati affissi striscioni per lo sciopero femminista.

"Sono tantissime le donne che hanno perso il lavoro, scenderemo appena possibile in piazza – afferma Paola di Non una di Meno – perché sentiamo l'urgenza, a partire da tutte le donne che ci contattano, di avere un momento collettivo in piazza. Oggi abbiamo scelto di non scendere in piazza vista la situazione sanitaria, ma rifiuutiamo che questa sia un'emergenza perché è ormai un anno che ci troviamo in questa situazione.

"Hanno manifestato la propria partecipazione allo sciopero anche le insegnanti e docenti universitarie in dad, che anche di fronte all’impossibilità di interrompere il lavoro – dovuta alle limitazioni imposte dalle nuove regole sugli scioperi – hanno organizzato lezioni dedicate allo sciopero femminista e transfemminista e alle sue rivendicazioni, oppure forme di «disconnessione» da un’attività online diventata onnipervasiva e sempre più difficile da gestire insieme al lavoro riproduttivo e di cura".

"Ha aderito allo sciopero femminista anche la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna, che da anni – e con ancora più dall’inizio della pandemia – crea le condizioni perché le donne possano sottrarsi alle relazioni violente e conquistare la propria autonomia".

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