Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Proiettili per intimidire collega: condannato professore Unibo

Due anni e 4 mesi di reclusioni per docente oculistica e la moglie, complice, per le minacce avanzate al fine di ottenere l'assegnazione di cattedra universitaria

Tentativo di pilotare un concorso universitario minacciando un collega, fino ad arrivarte ai proiettili. Così si sono guadagnati 2 anni e 4 mesi di reclusione il professor Alberto Meduri, già docente di oculistica all'Ateneo di Bologna e la moglie, Lucia Scorolli, allora responsabile dell'unità operativa di oftalmologia del Policlinico Sant'Orsola. A decidere la condanna il Tribunale di Bologna durante il processo per estorsione aggravata, infatti la coppia di oculisti arrivò a telefonate minatorie, irruzioni in studio e proiettili recapitati al collega Emilio Campos (e all'anziana madre), a capo all'epoca dell'altra unità operativa oculistica del policlinico.

IL CONCORSO INCRIMINATO. Una vicenda che deflagrò a inizio 2007, legata a un concorso per professore associato di Oftalmologia all'Università di Bologna al quale partecipò la Scorolli, senza vincere. Le minacce sarebbero state fatte perché Campos avrebbe osteggiato la candidatura della Scorolli.

La sentenza (accolta la richiesta del pm Enrico Cieri, ma riqualificato il reato in violenza a pubblico ufficiale e minacce) è stata pronunciata dal Tribunale presieduto dal giudice Grazia Nart dopo oltre dieci ore di camera di consiglio. Erano poi imputati, come autori materiali delle minacce, anche Remo Grassetti (condannato a un anno e sette mesi) broker assicurativo di Macerata ed esperto di arti marziali, e l'autotrasportatore torinese di origini calabresi Roberto Talarico (condannato a due anni). A Grassetti sono state riconosciute le attenuanti generiche. Ad entrambi, la sospensione condizionale della pena. Tutti gli imputati sono stati condannati inoltre al risarcimento delle parti civili e a pagare una provvisionale.

"Amareggiata" Lucia Scorolli, unica imputata in aula, ma soddisfatto nel merito il suo avvocato, perché dall'estorsione si è passati a minacce. "L'importante - per il legale di Meduri - è che non ne siamo usciti da estortori". La sentenza è stata depositata contestualmente (solo 15 giorni per il ricorso).


 

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