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Sabato, 13 Agosto 2022
Cronaca Castenaso

Una "magnolia che doveva ancora sbocciare". Il commovente addio ad Alessia Pisanu

"Ci hai lasciato così, all’improvviso e senza un perché...." Inizia così l'ultimo saluto alla quindicenne bolognese morta investita da un treno a Riccione, insieme alla sorella maggiore Giulia

"Ciao Alessia, Ci hai lasciato così, all’improvviso e senza un perché in una bella mattina d’estate. Siamo addolorati e smarriti per come ci hai lasciato, insieme a Giulia che tanto amavi. "Ti abbiamo conosciuto come una studentessa molto vivace e sincera . Avevi appena mosso i primi passi al Liceo Artistico e volevamo vedere espresse, nei prossimi anni, le tue capacità grafiche e la tua intelligenza. "

Inizia così l'ultimo saluto del Liceo artistico Arcangeli di Bologna ad Alessia Pisano, la ragazzina travolta e uccisa da un treno alla stazione di Riccione lo scorso weekend, insieme alla sorella Giulia. 

Compagni di classe, colleghi di scuola, corpo docenti e personale tutto , sono scossi. Increduli. Una doccia fredda, uno schiaffo in faccia che non ti aspetti. L'intera comunità scolastica si stringe intorno al dolore per la famiglia e dedica parole commosse a quella alunna volata via troppo in fretta, nel fiore degli anni.

E per ricordarla usa proprio l'immagine di alcuni fiori, unita alle parole di commiato. fiori bellissimi e delicati, proprio come Alessia. Non fiori qualunque, ma  tracciati proprio dalla mano della ragazzina, come specifica il messaggio : "Ti ricordiamo con i tuoi disegni - si legge - in particolare la magnolia, un bel fiore che doveva ancora sbocciare, come sei stata tu. Ti vogliamo bene."

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Il messaggio del Liceo Artistico Arcangeli

Giulia e Alessia morte sui binari: Castenaso si risveglia sotto shock

Le testimonianze che tracciano il contorno della tragica mattina alla stazione di Riccione

"Stiamo tornando". Sono le ultime parole che Giulia e Alessia Pisano, di 17 e 15 anni, avrebbero detto al padre durante un'ultima telefonata qualche minuto prima di morire sui binari della stazione di Riccione. E da qui le indagini prendono le mosse, unite ad altre testimonianze raccolte dagli investigatori, per ricostruire i contorni di quella maledetta mattina

Secondo la Polizia Ferroviaria, sarebbe stato un 24enne  assieme ad un amico  ad accompagnare le due ragazze dalla discoteca alla stazione. E alle due sorelle aveva prestato il telefono per chiamare casa.  Durante il tragitto era stata Alessia, la più giovane, a chiedere in prestito il cellulare per poter fare una telefonata al padre. Il suo era scarico e alla sorella avevano rubato borsa e telefonino, come era anche emerso dalla testimonianza del barista della stazione. Il 24enne sarebbe stato rintracciato proprio grazie a questa telefonata al padre.

Una testimonianza importante perché, come ricostruisce l’agenzia di stampa Ansa, è lui che ha poi raccontato di aver visto Giulia e Alessia, in discoteca e di aver rivisto nuovamente la maggiore fuori dal locale stesa a terra, stanca ma non in uno stato di particolare alterazione. Giulia stessa aveva raccontato di essere particolarmente provata perché aveva lavorato tutto il giorno prima di partire con la sorella per andare a ballare a Riccione.

Le due sorelle sono arrivate in stazione attorno alle 6,50 del mattino e dopo dieci minuti almeno cinque testimoni le osservano avvicinarsi ai binari. Le varie testimonianze raccolte dalla Polfer riportano di aver visto la maggiore sui binari e la più giovane seduta a terra sulla banchina per poi scendere e raggiungere la sorella.

Secondo il macchinista pare che la maggiore delle sorelle, Giulia, si trovasse sui binari con il volto e lo sguardo fisso rivolto verso il treno. Gli altri testimoni in stazione vedono invece Alessia prima sedersi sulla banchina e poi scendere sui binari per smuovere la sorella. Quando capisce che non riesce a portare via Giulia, Alessia accenna a tornare sui suoi passi, ma ormai è troppo tardi.

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