L'Arma scarica Alex Schwazer dopo lo scandalo doping alle Olimpiadi

Prestava servizio nella caserma felsinea, qui ieri si è presentato per restituire il tesserino da carabinieri. Per l'atleta dura condanna dal Ministro Gnudi: "Fuori dallo sport. Scorciatoia inaccettabile, esempio da non imitare"

Entrato in caserma a Bologna - dove prestava servizio da carabiniere scelto per i meriti sportivi - Alex Schwazer è uscito con una  sospensione dall'incarico disposta dal Comando dell'Arma. E' l'epilogo dopo la bufera scoppiata alle Olimpiadi di Londra 2012, al cui centro il marciatore altoatesino è finito perchè trovato positivo ai test anti-doping.
Restituiti dall'atleta tesserino e pistola d'ordinanza, lo stop all'impiego nell'Arma arriva in via cautelativa e durerà fino a quando non verrà chiarita ogni cosa dal punto di vista penale e sportivo. E' un altro addio dopo quello alla marcia: dovrà lasciare quel mondo che gli aveva, per usare le sue parole, consentito di fare sport da professionista.

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Da parte del presidente del Coni Gianni Petrucci ecco allora un invito, un'esortazione a diventare un simbolo nella lotta allo sport 'viziato', una cima lanciata per tirarsi su: "Schwazer testimonial contro il doping? Ce lo auguriamo, dovrebbe diventare il leader nella battaglia contro il doping. Si deve - spiega il capo dello sport italiano - fare questo quando si cade nel baratro, ma l'aspetto umano deve essere salvaguardato". Parole che il 28enne di Calice di Racines, l'ex superman del Nido d'Uccello di Pechino, sembra raccogliere. Sul proprio sito, oltre a ringraziare tutti quelli che gli sono stati vicini in un "momento terribile", pubblica messaggi, riprende concetti della conferenza stampa di Bolzano, come a farsi forza: "Ho a casa quattro medaglie, ma la vita è tutt'altro. E' assurdo perdere parenti e amici per andare più forte in una gara".Tentativi di modellare un'immagine, mentre il Cio fa i complimenti al Coni per la gestione della situazione. E mentre il Paese continua a interrogarsi su quanto accaduto. "Chi usa sostanze dopanti deve restare fuori dallo sport. Non si possono alterare sensibilmente i risultati: è una scorciatoia inaccettabile. Quelli di Schwazer sono esempi da non imitare", dice il ministro dello Sport Piero Gnudi in radio.

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