Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Funzionario del ministero chiede tangente per cancellare multa: in arresto

Bruno Colantonio, impiegato al ministero dello Sviluppo economico, sorpreso in flagrante mentre prendeva denaro da un imprenditore bolognese, per evitargli una multa

Bruno Colantonio, funzionario del ministero dello Sviluppo Economico, arrestato con l'accusa di concussione per aver chiesto una tangente per evitare una multa ad un imprenditore bolognese. Domani la convalida dell'arresto e, cosa molto rara in caso di concussione, il processo per direttissima.

L'indagine è partita proprio dalla denuncia presentata dall'imprenditore che importa capi di abbigliamento dal Pakistan. Un'indagine amministrativa interna è stata avviata anche dal ministero che - si legge in una nota - ha anche avviato "come da prassi, le procedure per la sospensione del funzionario".

IMPRENDITORE BOLOGNESE MULTATO. Un paio di mesi fa un carico di vestiario, arrivato dal paese asiatico, era stato bloccato alla dogana per presunte violazione delle regole sui marchi. All'imprenditore era stato prospettata una multa da 20 mila euro e quando si è rivolto al Ministero dello Sviluppo Economico per definire il contenzioso ha ricevuto da Colantonio, secondo quanto verificato dal pm Ielo, la proposta di chiudere la questione previo versamento di un balzello del 10 percento della sanzione. Ovvero 2.000 euro. L'imprenditore però ha deciso di denunciare il tutto ed, d'accordo con gli investigatori, per il funzionario è scattata la trappola. Nell'ufficio di Colantonio così sono state collocate una videocamera e altre attrezzature tecniche utili alle indagini fornite dallo Scico. Le banconote che sarebbero state usate in seguito per pagare la tangente sono state segnate.

COLTO IN FLAGRANTE. Alla consegna del denaro dunque c'é stata l'irruzione delle fiamme gialle comandate da Virginio Pomponi. Colantonio si è giustificato con i finanzieri sostenendo che quei soldi che l'imprenditore gli stava dando erano solo "un regalo". Per gli investigatori erano la prova di una tangente ed è stato arrestato. Ora rischia da quattro a 12 anni di reclusione. Le indagini però continuano. Si vuole verificare se la tangente chiesta all'imprenditore fosse un caso isolato o un'opera sistematica del funzionario. I dirigenti del Ministero "si sono prontamente resi disponibili con gli inquirenti per ogni eventuale necessità".

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