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Tra speranze e cose da dimenticare, così i bolognesi si preparano all’anno che verrà | VIDEO

Abbiamo chiesto ad alcuni bolognesi cosa brucerebbero nel vecchione (simbolico) di quest'anno è quali i desideri e l’augurio per il 2021

 

Per la prima volta il Vecchione non brucerà in piazza Maggiore. Il tradizionale rito scaramantico del rogo, che dal 1922 raduna nel cuore di Bologna la cittadinanza per salutare il nuovo anno sulle ceneri del vecchio, è stato annullato a causa delle misure restrittive a contrasto dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Ma non per questo il significato simbolico ha meno importanza, così abbiamo chiesto ad alcuni cittadini bolognesi, tra cui anche alcuni ristoratori, cosa brucerebbero nel vecchione e cosa vorrebbero per il 2021.

Capodanno a Bologna, gli eventi del Comune

Il comune di Bologna ha deciso di promuovere una serie di iniziative, rigorosamente a distanza. Come? con una campagna di diffusione di cartoline, firmate dalla disegnatrice Chiara Rapaccini (RAP), un corto nella serata del 31 e una campagna di raccolta fondi in beneficienza.

Le cartoline saranno distribuite via posta a casa dei residenti. Contemporaneamente, manifesti con i tipici personaggi di RAP si affacceranno sulle vie di Bologna. Il Comune invita poi i cittadini online sul sito: alle 23,45 del 31 dicembre c'è una sorpresa con un ‘corto d’autore’ in cui "RAP reinterpreta il Vecchione in chiave digitale rappresenta l’auspicio di liberarsi dalle fatiche dell’anno trascorso", seguito da due video inediti prodotti per l’occasione da Cineteca di Bologna e Teatro Comunale e altri contributi.

A tutto questo si affianca l’iniziativa di crowdfunding “Capodanno del cuore” a favore di Ageop Ricerca e Piccoli Grandi Cuori Onlus, due realtà che da decenni si occupano rispettivamente dei piccoli pazienti oncologici e cardiopatici congeniti e delle loro famiglie.

La campagna fino al 10 gennaio sulla piattaforma idea ginger per trasformare la tristezza in speranza e la mancanza in dono: durante la pandemia le due associazioni hanno dovuto infatti cambiare modalità operative, passando ai colloqui di psicoterapia individuali e ideando attività di giocoterapia su misura per poter lavorare in sicurezza. 

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