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Il primario Marcello Lanari

Il primario Marcello Lanari

Covid e bambini: ricoveri, contagi, opzione vaccini. Intervista al prof Lanari

Il direttore della pediatria d'urgenza del Sant'Orsola: "I bimbi infetti hanno generalmente sintomatologie banali come febbre, rinite e tosse. Tamponi rapidi a scuola una possibile opportunità"

Covid-19 e bambini: si parla, con la prepotente presenza oggi della variante inglese, di un abbassamento dell'età dei contagiati e di una maggiore diffusione del virus nelle scuole (che con l'entrata in zona rossa sono state chiuse). Quanto e come sono colpite le fasce infantili? Sono gli adulti che infettano i piccoli o viceversa? Marcello Lanari, direttore della pediatria d'urgenza e del pronto soccorso pediatrico del Sant'Orsola, cerca di dare delle risposte chiare ma non sempre definitive: "Se c'è una cosa che questo virus ci ha insegnato è che quello che si dice oggi può essere smentito dopo poche settimane. Le cose cambiano continuamente e la letteratura scientifica è in costante aggiornamento. Tuttavia, basandoci sui dati raccolti a livello mondiale e condivisi, possiamo fare un quadro della situazione e dire che ad oggi i bambini pagano ancora un prezzo meno caro rispetto agli adulti, con meno casi e tutti meno gravi".  

"Situazione drammatica. Il picco è atteso intorno al 10 marzo"

La sua pediatria è incastonata in uno dei policlinici più grandi d'Europa, il Sant'Orsola. Partiamo parlando della situazione generale? Quanti sono i bambini ricoverati nel reparto Covid-19 e in che condizioni sono? "La situazione per gli ospedali è diventata drammatica e prevediamo che il picco possa manifestarsi intorno al 10 marzo. Nelle unità di crisi (ne facciamo a cadenza settimanale per confrontarci su quello che accade monitorando costantemente tutti gli elementi a disposizione) vengono fatte delle proiezioni statistiche per evitare di rincorrere i posti letto necessari e disponibili applicando dei calcoli matematici che considerano gli effetti delle restrizioni e dei flussi, supportati anche dall'Alma Mater. Cosa cambia quando siamo in zona arancione scuro? Cosa quando siamo in lockdown? Purtroppo l'ordinario è stato già ridotto (non su urgenze e trapianti), ma in mezzo a tutto questo, la pediatria fortunatamente non è stata profondamente coinvolta.

Per rispondere alla domanda sui numeri e sui casi del Sant'Orsola, non ci sono situazioni particolari da segnalare (la bambina di 11 anni ricoverata di cui si è tanto parlato non è una mia paziente e sono da appurare i fattori di rischio e le condizioni precedenti già gravi): nelle ultime settimane i bambini ricoverati nel padiglione 25 (i casi Covid o sospetti non stanno in pediatria, ma in questa area riorganizzata la scorsa estate) sono meno di 15 e grazie ai tamponi antigenici di terza generazione tutte le procedure sono molto rapide. I bimbi infetti hanno generalmente sintomatologie banali come febbre, rinite e tosse. Qualche gastroenterite. Il tutto gestibile anche a domicilio con segnalazione all'Igiene Pubblica. Fra l'altro i flussi legati a infezioni come ad esempio le bronchioliti virali, che in questo periodo dell'anno solitamente abbondano, grazie ai dispositivi e alla prevenzione che ormai adottiamo da tempo si sono ridotte moltissimo". 

Dalla prima ondata a questo terzo picco: cosa è successo? "La prima ondata ha determinato la 'desertificazione' del pronto soccorso per il timore del contagio e questo è stato buono da un lato perchè molti ingressi 'inutili' sono stati evitati, ma negativo dall'altro canto perchè diversi bambini non hanno avuto le cure anche urgenti di cui avrebbero avuto bisogno (esordi di diabete per esempio)". 

Sono gli adulti che infettano i bambini o viceversa? "Questa è una delle domande alla quale non posso rispondere in modo sicuro. Da quello ancora che risulta in letteratura potrebbe essere più facile che siano gli adulti a trasmettere il virus ai bambini e allora ci si chiede come mai tutti questi focolai nelle scuole...". 

Vaccinare anche i bambini. Potrebbe essere una soluzione? Quale il vaccino giusto per loro? "Si sta già valutando la possibilità di far accedere al vaccino anti-Covid anche la fascia pediatrica, ma come ben sappiamo la somministrazione è il punto di arrivo di un lungo percorso e dovremo aspettare ancora un po' perchè vanno prima testati sulle varie fasce di età e forse è un po' prematuro parlarne in questa fase ancora di grande difficoltà di approvvigionamento per le fasce più fragili visto che i bimbi al momento non sono una priorità in questo senso essendo colpiti meno e meno gravemente dal Coronavirus. Resta il fatto che noi medici siamo molto favorevoli alle vaccinazioni anche perchè ne stiamo vedendo gli effetti positivi sugli anziani e sul personale sanitario. Giusto vaccinare gli insegnanti. Una cosa che potrebbe essere molto utile, a tema bambini e scuola, potrebbero essere i test antigenici rapidi (quelli di terza generazione hanno un grado di affidalibilità altissimo) fatti a tappeto. Non dico tutti giorni, ma quasi...". 

Scuole chiuse. Pensa che queste scelta fosse inevitabile vista la curve dei contagi. E adesso, con i bambini a casa da gestire, cosa raccomanda ai genitori o a chi si occupa di loro? Come comportarsi con i nonni per esempio per evitare di metterli a rischio? E se sono già vaccinati?  "Credo che nessuno oggi sia ignaro di ciò che comporti la chiusura delle scuole, una decisione dolorosa che immagino sia stata vagliata attentamente. Tuttavia mi auguro che queste chiusure vadano di pari passo con lo stop degli assembramenti che vediamo dopo la scuola e fuori dalle aule: via Indipendenza, piazze e strade della nostra città che sono luogo (abbiamo visto gli affollamenti nelle scorse settimane) di aggregazione giovanile. Con i bambini a casa vale il discorso fatto tante volte delle cosiddette classi pollaio: se si creano dei nuclei per comprensibili esigenze di gestione (lavoro di entrambi i genitori e impossibilità di avere una baby-sitter) è bene che i bambini siano pochi e sempre gli stessi in modo da garantire un alto livello di tracciabilità, fondamentale per evitare i focolai. Se uno di loro starnutisce o tossisce va isolato subito. Corretto farli stare all'aria aperta (la stagione ci sta venendo incontro) e se sono al chiuso, meglio un maglioncino in più e una finestra aperta per abbattere il virus in nebulizzazione".  

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