Infermiere, ostetriche e educatrici riunite sul web: “Così abbiamo deciso di aiutare mamme e donne in dolce attesa"

Federica è un'infermiera, non lavora in reparto, ma ha deciso di dare il proprio contributo concreto mettendo in rete un team di professioniste socio-sanitarie che supporta gratuitamente le giovani famiglie

Il team di Sos famiglia

Si chiama S.O.S. Famiglia ed è un progetto online, completamente gratuito, che vede coinvolte varie professioniste socio-sanitarie (infermiere, ostetriche, psicologhe, ecc) che offrono il loro contributo per sostenere le famiglie affinchè non si sentano sole in questo delicato periodo, durante il quale le esistenze di tutti sono state stravolte. A sostegno di chi si appresta a diventare genitore o lo è da poco un team di professioniste ha deciso di mettere a disposizione le proprie conoscenze. Il tutto ha preso il via grazie a Federica Ravasini, infermiera bolognese libera professionista. 

Federica, come è nata l’idea di attivarsi per sostenere le famiglie in questo difficile momento?

L'idea è nata dal mio desiderio di voler aiutare in questo momento difficile tutte le famiglie, con un riguardo particolare alle esigenze delle neo e future mamme, che si trovano senza i servizi territoriali per ragioni giuste e valide di salute pubblica. Così ho pensato a come poterle sostenere a distanza garantendo tutti quei servizi offerti dal sistema sanitario territoriale che aiutano tantissime famiglie ogni giorno nel loro essere coppie, individui e genitori. Mi sono subito "mossa" online per creare un team multiprofessionale e disciplinare che potesse aiutarmi a costruire quello che avevo in mente. Attraverso appelli sul mio profilo Facebook e ricerche su Instagram ho contatto e sono stata contatta da tanti professionisti che  avevano il mio stesso desiderio, ovvero dare supporto attraverso le proprie competenze e professionalità. In 5 giorni, dopo varie riunioni via Skype, abbiamo reso un'idea un progetto solido, concreto e soprattutto aperto e attento ai bisogni dell'utenza. Al momento siamo un'infermiera, 2 ostetriche, 6 educatrici, 2 psicologhe e poi altri professionisti hanno aderito per alcuni incontri.

Come è stato accolto il progetto?

Il 10 Marzo la data d'inizio ufficiale del progetto, quando ho iniziato a contattare le colleghe e a chiedere collaborazioni. In 5 giorni abbiamo raccolto idee, pensato a percorsi coerenti e concreti e prodotto materiale utile all'utenza alla quale ci rivolgiamo. Il 16 Marzo avevamo la nostra pagina Facebook. L'utenza ci ha accolto con entusiasmo e le persone che seguono la pagina aumentano di giorno in giorno. Fin dalla pubblicazione del libricino pdf redatto da noi con proposte di attività per genitori con bambini 0-6 anni abbiamo raccolto ringraziamenti e tanto entusiasmo. All' uscita di alcune date dei nostri eventi siamo state invase da messaggi di adesione. Ci ha fatto sorridere e reso felici i primi messaggi di ringraziamento dei genitori che non solo aprezzavano l'idea ma anche ci chiedevano di non abbandonarli e quindi proporre più eventi.

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Quali sono i servizi che offrite?

Ci tengo a precisare che tutti gli eventi sono gratuiti, questa è stata una nostra scelta voluta e sentita da tutte perché non ci sembrava giusto far pagare qualcosa ora che le famiglie non solo sono in difficoltà ma non possono scegliere fra pubblico e privato. Al momento abbiamo messo a disposizione un libricino pdf con proposte per famiglie con bambini 0-6 anni (entro la prossima settimana dovremmo riuscire a pubblicare anche il secono); percorsi di accompagnamento alla nascita; settimanalmente abbiamo incontri aperti a tutte le donne in gravidanza e non via webcam con l'ostetrica e con me che mi occupo del supporto all'allattamento. Inoltre teniamo eventi online con le nostre educatrici che trattano temi d'interesse per le famiglie con bambini; una infermiere del 118 ha girato per noi un video, fruibile sulla nostra pagina, delle tecniche di disostruzione delle vie aeree nel bambino e lattante. Siamo sempre disponibili tramite messanger o email a rispondere alle domande che puntualmente ci arrivano, la professionista di competenza è quella che risponde alla domanda specifica.

A voi si rivolgono molte neo mamme e donne in dolce attesa. Quali sono le problematiche che vi espongono, le loro maggiori paure e ansie in questo momento?

Le nostre utenti più di tutto esprimono il senso di solitudine e il sentire la mancanza di un supporto concreto al quale rivolgersi e ci ringraziano del servizio svolto e della nostra professionalità perché grazie a noi trovano risposte o momenti dove confrontarsi con un professionista. Le mamme in dolce attesa si sentono supportate nella loro gravidanza e hanno modo di confrontarsi non solo con noi esperte ma anche con altre donne, questo le fa sentire comprese ma anche meno sole e spaventate. Una mamma ci ha scritto che grazie a noi sta prendendo confidenza con la propria maternità e si sta sentendo più tranquilla nel vivere il suo essere madre. Ovviamente molte hanno paura del momento del parto che in queste condizioni sanitarie dovranno affrontare da sole. Anche le mamme che vogliono allattare sono preoccupate di dover interrompere l'allattamento nel caso di problematiche correlate ad esso perché non hanno nessuno al quale rivolgersi, con noi trovano quel supporto, sostegno e l'aiuto concreto che cervano. La situazione nella quale entriamo è quello di persone iperconnesse ma sole, in balia degli eventi e dei falsi miti famigliari o che riguardano la maternità, con noi trovano un appoggio non solo morale ma proprio professionale.

Lei che è un’infermiera cosa ne pensa di come viene gestito il vostro lavoro nei nostri ospedali in questo momento ?

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 Penso che il lavoro nei nostri ospedali sia gestito nel migliore dei modi possibili dai professionisti sanitari. Professionisti che stanno utilizzando non solo tutte le loro competenze, ma che rischiano loro stessi la propria salute e quella dei loro cari. I dispositvi di protezione che hanno a disposizioni sono veramente esigui se non a volte inadeguati, molti si ammalano mentre sono sul posto di lavoro mentre stanno assistendo i pazienti. Purtroppo a giocare a loro svantaggio e a svantaggio di tutta la collettività vi è il fatto che i cittadini non hanno collaborato dall'inizio seguendo le regole e che i tagli fatti alla sanità nel corso degli anni, in questa situazione hanno influito tantissimo. Di Bologna non possiamo che essere orgogliosi, in tempi record hanno "creato" reparti e posti letto dedicati ai pazienti Covid-19. Nulla da dire su questi professionisti che vivono questa realtà pesante anche dal punto di vista psicologico e che non sono tutelati per nulla. Anzi, vorrei fossero a loro disposizione degli psicologici perché il carico emotivo che stanno vivendo è veramente alienante . Inoltre mi auguro che finalmente venga dato il giusto compenso e le giuste tutele e riconoscimenti al personale medico-sanitario e che tutti coloro che in questa emeregenza si sono candidati non siano utilizzati come "professionisti usa e getta", ma sia garantito  loro un giusto riconoscimento professionale, economico e lavorativo. E per chiunque non sia in corsia e voglia aiutare i nostri ospedali nella loro gestione mi sento di ribadire che se veramente volete essere utili e d'aiuto a questi professionisti, allora STATE A CASA, per rispetto loro e di tutta la collettività .

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