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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Il 'nuovo' Covid fra varianti e vaccini: "Monitoriamo le mutazioni. Qualche vaccinato positivo, ma senza sintomi"

Parla Tiziana Lazzarotto direttrice della Microbiologia del Sant'Orsola: "Intorno al 20 maggio sono previsti degli aumenti dei contagi dovuti alle riaperture. Non abbassiamo la guardia nonostante la campagna vaccinale"

Covid e vaccini: a che punto siamo? Cosa succederà fra qualche settimana, come effetto delle riaperture? La dottoressa Tiziana Lazzarotto, che è direttrice della Microbiologia del Sant'Orsola, avverte che non è il momento di abbassare la guardia, ma che con la forza dei vaccini arriveremo all'immunità di comunità. Le varianti in circolazione in Italia al momento sono quattro (molte altre si sono 'estinte' da sole), ma resta quella inglese la più diffusa: "Il monitoraggio sulle mutazioni del virus è costante e territoriale. I nostri ospedali rispondono all'Istituto Superiore di Sanità consegnando nel momento della richiesta che arriva periodicamente, dei tamponi a buona carica virale da analizzare per mappare il virus" spiega Lazzarotto. 

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Dunque, quali sono le varianti del Covid che destano maggiore preoccupazione? "La terza ondata del Coronavirus è stata caratterizzata della circolazione della variante inglese. Nel nostro Paese sono quattro le varianti alle quali abbiamo prestato molta attenzione perchè anche se non solo le sole, sono quelle che possono subire una mutazione nel punto in cui si trova l'antirecettore: quella inglese, quella brasiliana, la sudafricana e la nigeriana. Quest'ultima ha avuto due versioni differenti: la prima scoperta ad agosto 2020 (che si è poi estinta) e la seconda, che è una sua mutazione e derivazione davariante inglese, a fine 2020. Abbiamo avuto anche una variante danese, anch'essa estinta. Sono tutte attenzionate perché le mutazioni possono riguardare zone delle sequenze che ne possono aumentare la contagiosità. Ecco la loro diffusione, per darci un'idea chiara ecco i numeri dell'ultima sorveglianza su territorio nazionale: circa il 90% dei campioni analizzati sono variante inglese, il 4% della brasiliana, ancora il 4% della nigeriana e uno 0,8% della sudafricana". 

Come si "mappano" le varianti: l'analisi dei campioni positivi 

Come lo si scopre? Da dove arrivano questi campioni e come vengono utilizzati? "Esistono dei particolari studi di sorveglianza per cui ciclicamente, l'Istituto Superiore di Sanità, ci chiede di consegnare una certa quantità di campioni di tamponi positivi al Covid. Lo chiede a livello nazionale (circa 500 alla volta) e i vari laboratori ospedalieri accreditati li raccolgono e li consegnano affinchè si possa arrivare a un numero rappresentativo della zona che copriamo. La carica virale di questi campioni deve essere buona perchè altrimenti diventa impossibile sequenziarli".  

Queste varianti possono intaccare l'efficacia dei vaccini? "Rispondo facendo l'esempio concreto degli operatori sanitari che, sebbene vaccinati, sono stati infettati dalla variante UK, spesso asintomatici o con minimi malesseri. Il dato positivo è che il virus lo eliminano rapidamente con una buona risposta immunitaria. La circolazione del virus è comunque crollata fra gli operatori sanitari e chi si infetta, lo fa in famiglia". 

"Intorno al 20 maggio ci sarà una risalita dei contagi. Le previsioni si sono sempre avverate e ce lo aspettiamo"

Dallo scorso 26 aprile abbiamo assistito alle prime riaperture. Quali sono le previsioni sulle settimane successive a questo passaggio da zona arancione a zona gialla? "Negli ultimi mesi siamo stati in collegamento costante con l'Università, che ci ha fornito previsioni via via per i periodi successivi. Tutto quello che ci era stato annunciato come probabile alla fine si è verificato e oggi sappiamo che intorno al 20 maggio potrebbe verificarsi, se non una nuova ondata, un aumento dei contagi come effetto diretto delle riaperture. Nulla di allarmante, ma comunque uno stimolo a non calare il livello di attenzione". 

L'aumento delle temperature e l'arrivo della bella stagione ci aiuterà? "Numeri più contenuti, ma non vedremo il crollo dello scorso anno. Il rischio arriva quando ci togliamo la mascherina e l'attenzione va tenuta alta. Adesso che le temperature sono più miti possiamo aprire le finestre a arieggiare le stanze: un gruppo di colleghi di ingegneria ha fatto sul tema della misurzione dell'aria degli studi particolari dai quali è emerso che quando in un ambiente chiuso sale il concentrato di umidità il metro di distanza non è più sufficiente e viene così favorito il passaggio di quelle famose goccioline che trasportano il virus". 

L'età media dei pazienti positivi al Covid ha subito delle variazioni negli ultimi tempi? "E' calata ancora. Soprattutto perchè la vaccinazione ha coperto una buona parte di popolazione e i soggetti anziani, che hanno giustamente più timori di ammalarsi, stanno molto attenti. Con la variante inglese è diminuita la media dei soggetti infetti ma anche dei soggetti malati. La fonte dei contagi in questo momento è l'ambiente familiare (come ho detto in ambiente sanitario il virus è ormai praticamente inesistente) dove si è più liberi. Con le riaperture mi hanno già accennato ad alcune scuole che hanno riscontrato dei positivi e questo fattore è legato naturalmente alla ripresa delle attività sociali. Non dobbiamo abbassare la guardia". 

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Il suo messaggio resta insomma di continuare a tenere alta la soglia di attenzione, anche se i numeri sono buoni? "Certamente e non solo. Un messaggio importante che voglio fare è quello di non sottovalutare i sintomi: quanti mi dicono "pensavo fosse un raffreddore!". Davanti a una sintomatologia o a un sospetto si fa un tampone (rapidamente, in farmacia) o si fa isolamento in casa. Da parte nostra diciamo che i laboratori stanno lavorando ancora a pieno regime, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, questo per garantire un'attività continua e rapida con monitoraggi sulle varianti. Tenetelo conto e dateci una mano. In ospedale esistono altri pazienti, ricordatevelo. Tutti hanno il diritto di essere curati e seguiti in modo corretto". 

"Quando dicono che il virus è sparito non ci credete"

Ci sono ancora delle cattive informazioni che circolano fra chiacchiere al bar e media? Sente ancora delle fake news che pensa sia doveroso combattere? "Quando si dice che il virus sta scomparendo io cambio canale, giro pagina. Non è così. Non è vero che non esiste più, anche se con le restrizioni e grazie alla vaccinazione (che portiamo avanti a fatica) stiamo andando nella direzione giusta".  

Come la vede a lungo termine? Le chiesdo se possibile una previsione per esempio sul prossimo autinno? " Dipende tutto dalla capacità di vaccinare le persone. Più ne facciamo e meglio è: riusciremo a un carto punto ad arrivare all'immunità di comunità. All'immunità di gregge. Quella sotto i 16 anni restaerà la piccola porzione di non vaccinati, ma ciò farà circolare il Covid in maniera ridottissima e quindi bene. Personalmente credo molto nei monoclonali, che sono sotto studio in molti ospedali: in questo momento sono in uso, ma sotto guida dei trial clinici, quello che va verificato con cura è il momento più opportuno per usarli in base alla loro efficacia". 

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