Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca

‘Ndrangheta, arrestato il super boss Domenico Paviglianiti

Era libero per sbaglio. Si era rifugiato in Spagna ed è lì che è stato preso. Era destinatario di un provvedimento per i reati di associazione di tipo mafioso, omicidio e associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti

Tratto in arresto il latitante Domenico Paviglianiti, classe '61, originario della provincia di Reggio Calabria. Il sessantenne era destinatario di un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti di 11 anni 8 mesi e 15giorni, emesso in data 21.01.2021 per i reati di associazione di tipo mafioso, omicidio e associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. 

Il boss Domenico Paviglianitipreso in Spagna

Il fermo è avvenuto oggi a Madrid ad opera della Polizia Spagnola - Udyco Central - e i Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna - Nucleo Investigativo - coordinati dal Procuratore della Repubblica di Bologna, Dott. Giuseppe Amato, e dai sostituti Dott. Roberto Ceroni e Dott. Michele Martorelli, in collaborazione con Eurojust - Dott. Filippo Spiezia - e in stretto raccordo con il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (progetto ICAN e team ENFAST).

Paviglianiti e il legame con Bologna 

Paviglianiti ritenuto “elemento apicale dell'omonino casato ‘ndranghetista" con “ruolo di prim’ordine nel corso della seconda guerra di mafia"

Da quanto si apprende, l’arrestato era ritenuto dagli investigatori “elemento apicale dell’omonimo casato ‘ndranghetista, tuttora operante nei comuni di San Lorenzo, Bagaladi e Condofuri (RC) con ramificazioni nel Nord Italia, in particolare in Lombardia, e nel Sud America per la gestione del traffico interazionale di stupefacenti, era già stato condannato all’ergastolo (pena in seguito sostituita in quella della reclusione nella durata di trenta anni) per una serie di omicidi, associazione di tipo mafioso e reati concernenti gli stupefacenti, commessi a partire dagli anni ’80.”

Lo stesso, riferiscono ancora gli investigatori,  avrebbe avuto un “ruolo di prim’ordine nel corso della cosiddetta seconda guerra di mafia, allorquando con altre famiglie di ‘ndrangheta della provincia di Reggio Calabria aveva appoggiato la cosca De Stefano nella sanguinosa faida con quella dei Condello.”

Paviglianiti, ricercato da gennaio 2021 dalla procura felsinea

La complessa ed articolata attività investigativa avviata nel mese di gennaio 2021, scaturisce dal nuovo provvedimento emesso dalla procura felsinea nei confronti di Paviglianiti. La misura, in particolare, scaturisce da un ricorso in Cassazione promosso dalla medesima Autorità Giudiziaria, che aveva rilevato un antecedente erroneo calcolo della pena tale da consentire al sessantenne di essere rimesso in libertà nell’ottobre del 2019. In quell’occasione - aggiungono gli investigatori - “aveva lasciato l’Italia e aveva trovato rifugio in Spagna approfittando di uno strutturato circuito relazionale in quel paese, consolidatosi attraverso gli illeciti traffici li gestiti”.

Domenico Paviglianiti - FOTO ANSA

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