Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Non si fermano le proteste del Comitato Besta: "Il sindaco Lepore dica da che parte sta"

Per il movimento ambientalista è stata "esasperata" la vicenda delle scritte contro la giunta comunale

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“Il sindaco Lepore deve dire finalmente da che parte sta”. Chiede chiarezza Gianni De Giuli, portavoce del Comitato Besta che da mesi presidia il Parco Don Bosco per evitare che sia nell’ambito del cantiere del tram sia in quello della scuola – per ora bloccato – vengano abbattuti gli alberi ad alto fusto che ombreggiano lo spazio pubblico a due passi da Viale Aldo Moro.

Una battaglia che è portata avanti da diverse anime, dai cittadini del quartiere San Donato, ai genitori degli allievi della scuola media, fino ai collettivi studenteschi e a gruppi anarchici vicini all’ex centro sociale Xm 24 e al circolo Tribolo di via Donato Creti. E che si è esasperata la scorsa settimana con l’intervento delle forze dell’ordine del 20 giugno, necessario per permettere di svolgere il loro lavoro ai giardinieri che dovevano abbattere alcuni alberi per poter realizzare una pista ciclabile che correlerà in parallelo ai binari del tram, nei pressi del parco.

"Nessun contatto con il Comune"

“Da allora non abbiamo più avuto contatti con il Comune – dice De Giuli – ma il sindaco Lepore evidentemente ha deciso di risolvere la questione non politicamente ma poliziescamente e questo ci preoccupa”. “Per risolvere un problema di verde pubblico in un quartiere – prosegue - con i cittadini che si sono mobilitati la loro grande partecipazione è riuscita momentaneamente a bloccare il progetto lui ci aspettavamo che il sindaco continuasse con le ragioni della politica e non con quelle della violenza e della polizia a provare a trovare una soluzione al problema”.

Al Don Bosco poteva succedere un incidente

Durante gli sgomberi del 20 giugno “abbiamo visto una polizia incattivita fuori di misura che si comporta secondo noi ad dilà della legalità  - sottolinea il portavoce del Comitato Besta - perché abbiamo le foto di poliziotti con giardinieri e motoseghe che tagliano gli alberi dove c'è sopra un attivista, una cosa pericolosissima. La normativa sul cantiere è molto chiara, ma poi puoi usare una motosega tagliando un albero su cui c'è una persona. Poteva succedere davvero qualcosa di brutto”.

Manifestanti sugli alberi e cariche della polizia: le immagini degli scontri al parco Don Bosco

"Esasperata" la vicenda delle scritte contro la Giunta

Anche “l’esagerata drammatizzazione della vicenda delle scritte” di minacce agli assessori della Giunta Lepore, comparse venerdì 21 giugno nel corso del corteo di antagonisti che ha sfilato in zona Fiera per il portavoce del Comitato Besta “è un classico, una montatura. La difficoltà della politica si trasformano in violenza della polizia da un lato e dall’altro si drammatizza una scritta” destinata all’assessore ai Lavori pubblici, Simone Borsari (ora sotto protezione) che gli augurava di “morire male” che  “non  si può certamente approvare, ma che non è una minaccia e qualsiasi persona di buon senso lo sa”.

Tafferugli al parco don Bosco

Diversa è la posizione delle forze dell’ordine. La Digos, infatti, è al lavoro per visionare i filmati delle telecamere della zona e identificare gli autori di questa e altre scritte, dei danneggiamenti alle auto parcheggiate e ai mezzi delle ditte incaricate di svolgere i lavori. I nomi degli eventuali responsabili si aggiungeranno agli oltre trenta anarchici e antagonisti già identificati per gli scontri del 20 giugno, quando nel parco poliziotti e carabinieri sono stati affrontati con pietre e bastoni, rispondendo con scudi e manganelli.

Comportamenti portati al limite, per il Comitato Besta, che continua a ribadire che “si tratta soprattutto di una drammatizzazione”. “La lotta per la salvezza del parco non è più solo del Comitato Besta – aggiunge De Giuli – si è allargata e adesso non può essere riportato tutto solo a noi”.

"Nessun legame" con il rave al giardino Virginia Wolf

Il Comitato Besta prende però le distanze dal rave notturno al giardino Virginia Woolf, andato in scena nella notte tra sabato e domenica e fatto terminare intorno alle 5.30 dalla pioggia battente. A partecipare, da quanto si è saputo, sono stati in circa 400. Alla fine del party abusivo, alcuni sarebbero tornati a dormire al Parco Don Bosco. “Quell’iniziativa è stata promossa da alcuni collettivi – spiega il portavoce del Comitato Besta – e non c’entra nulla con noi, non è legata assolutamente con le nostre attività”. E oggi alle 18 i ‘Don Bosco’ sono pronti nuovamente alla protesta sotto la Prefettura.

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