menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Emilia-Romagna 'arancione', è ufficiale: ecco cosa cambia da domenica

Regole e misure più restrittive: c'è la conferma con l'ordinanza del ministro Speranza in vigore da domenica 21 febbraio, alla luce delle ultime valutazioni. Ristoranti pronti a scendere in piazza a Bologna

Zona arancione per Emilia-Romagna, insieme a Molise e Campania, con regole e misure più restrittive. L'ipotesi che circolava ormai da giorni, a fronte di dati non confortanti, ora è ufficiale: con l'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza la nostra regione vestirà la nuova tonalità da domenica 21 febbraio. 

Cosa cambia da zona gialla ad arancione 

Cosa cambia da zona gialla ad arancione per gli spostamenti, i negozi, i ristoranti e le visite a parenti e amici? Cosa si può fare e cosa no e quali sono le regole da rispettare per evitare una multa? Facciamo chiarezza, cominciando col dire che in tutte le aree di rischio è in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5: chi esce in queste ore senza un valido motivo di necessità, lavoro o salute rischia una sanzione da 400 a mille euro.

Nessuna differenza tra zona gialla e arancione anche riguardo agli spostamenti fuori dalla regione: il divieto è in vigore fino al 25 febbraio per tutte le aree di rischio. Si può uscire dalla regione solo per il rientro al luogo di residenza, domicilio e abitazione e nei casi previsti dal modulo di autocertificazione (salute, comprovate esigenze lavorative, necessità). Per quanto riguarda le seconde case fuori regione, il governo ha ammesso la possibilità di rientro a coloro che possono dimostrare un titolo valido anteriore al 14 gennaio 2021.

Bonaccini: "Situazione peggiorata, si dovrà reggere per un paio di mesi" 

Ristoranti, negozi, supermercati aperti o chiusi?

Le differenze principali tra zona gialla e zona arancione riguardano la libertà di spostamento entro i confini regionali (in zona gialla sono consentiti senza autocertificazione) e l'apertura di ristoranti, bar, trattorie, pizzerie, gelaterie e pasticcerie. Questi esercizi commerciali sono aperti al pubblico in zona gialla fino alle ore 18 e sono chiusi in zona arancione, salvo per asporto e consegna a domicilio. Nelle regioni in zona arancione è sempre vietato consumare cibi e bevande all'interno dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie, gelaterie etc.) e nelle loro adiacenze. Dalle 5.00 alle 22.00 è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande, come segue:

  • dalle 5.00 alle 18.00, senza restrizioni;
  • dalle 18.00 alle 22.00, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili - codice ATECO 56.3) o commercio al dettaglio di bevande (codice ATECO 47.25)

La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. È consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati. Nelle aree o negli orari in cui è sospeso il consumo di cibi e bevande all’interno dei locali, l'ingresso e la permanenza negli stessi da parte dei clienti sono consentiti esclusivamente per il tempo strettamente necessario ad acquistare i prodotti per asporto e sempre nel rispetto delle misure di prevenzione del contagio. Non sono comunque consentiti gli assembramenti né il consumo in prossimità dei locali.

Supermercati e negozi al dettaglio di generi alimentari, librerie, cartolerie, tabacchi, ferramenta, negozi di abbigliamento per adulti e bambini, di informatica, articoli per la casa, l'igiene e il giardinaggio sono aperti sia in zona gialla che arancione. I centri commerciali chiudono nel weekend e nei festivi, ad eccezione di supermercati, farmacie e parafarmacie e tabacchi presenti al loro interno.

Bollettino coronavirus 19 febbraio: contagi ancora su, + 532 casi e 14 morti a Bologna

E il resto?

Aperti in zona gialla e arancione saloni di parrucchiere, barbiere e centri estetici senza nessuna differenza. In zona gialla si può fare sport o semplice attività motoria (come le passeggiate a passo svelto) all'interno del territorio regionale e senza obbligo di autocertificazione. Al contrario, in zona arancione l'attività fisica è limitata al territorio comunale, salvo poche eccezioni.

E la scuola? In zona gialla e arancione tornano in classe in presenza gli studenti delle scuole primarie e quelli delle scuole secondarie di primo e secondo grado (al 50%), salvo misure più restrittive imposte dalle ordinanze regionali.

Zona gialla e zona arancione hanno anche un altro divieto in comune: il tetto massimo di due invitati in casa. Il Dpcm in vigore impone, infatti, sia per la zona arancione che per quella gialla alcuni limiti alle visite in casa altrui:

  • è ammessa una visita al giorno;
  • non si può uscire dal comune (in zona arancione) o dalla regione (in zona gialla);
  • si può andare al massimo in due, al netto di figli minori di 14 anni e persone non autosufficienti/disabili con loro conviventi.

In zona gialla l'autocertificazione serve soltanto per i viaggi interregionali e per uscire durante il coprifuoco per comprovati motivi di salute, lavoro o casi urgenti. Tutti gli altri spostamenti sono liberi. Al contrario, in zona arancione si può uscire senza obbligo di autocertificazione soltanto all'interno del proprio comune.

Emilia Romagna: Rt in salita, superiore a 1

Sono dieci le regioni con un Rt puntuale maggiore di 1, di cui nove anche nel limite inferiore, compatibile con uno scenario di tipo 2 e in aumento rispetto alla settimana precedente. Secondo il monitoraggio Iss, l'Umbria registra un livello di rischio alto. Sono dodici, rispetto alle dieci della settimana precedente, le regioni a rischio moderato (di cui sei ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e otto a rischio basso. Le 10 regioni con Rt superiore a 1 sono Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Molise, province autonome di Bolzano e Trento, Toscana e Umbria.

Terapie intensive e ricoveri, Emilia-Romagna tra le regioni a rischio moderato

"Si osserva una stabilità nel numero di regioni/province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica". Si tratta di "5 regioni/Pa", secondo quanto riportato nella bozza del monitoraggio settimanale e sono Marche, Bolzano e Umbria, che presentano un sovraccarico sia nelle terapie intensive sia in area medica, e Abruzzo e Friuli Venezia Giulia dove il sovraccarico riguarda solo le intensive.

Sono 12 le regioni e province autonome con una classificazione di rischio moderato, tra queste L'Emilia-Romagna insieme a Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, la provincia autonoma di Bolzano e quella di Trento, la Toscana e la Valle d'Aosta. "Di queste, sono sei ad avere una alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane: Abruzzo, Emilia-Romagna, Marche, Molise, le province autonome di Trento e Bolzano". Così evidenzia la bozza del monitoraggio della cabina di regia Iss-ministero della Salute con i dati relativi alla settimana dall'8 al 14 febbraio.

Disperati i ristoratori: "Non ce la facciamo, salta anche la Pasqua" 

Ristorazione già pronta a scendere in piazza a Bologna

Una manifestazione con fiaccolata per protestare contro "regole mutevoli, spesso dissennate e incomprensibili se non addirittura contrastanti tra loro". Lo ha deciso il Comitato tutela ristoranti ed Esercenti resistenti, per alzare la voce sullo stato dell'arte del settore, anche a fronte del ritorno in zona arancione dell'Emilia-Romagna.

Domani sabato 20 febbraio alle 18:30, dunque, simbolicamente dopo l'orario di chiusura in vigore anche in zona gialla, verrà organizzata una "civile manifestazione con fiaccolata in Piazza Maggiore" alla quale parteciperanno piccoli e grandi imprenditori della ristorazione e del commercio, assieme a tutte le realtà ad essi collegate (distributori, vignaioli, pescherie, macellai, rappresentanti, fornai etc )

delle ultime valutazioni della cabina di regia e del Comitato tecnico scientifico sull'evoluzione dell'epidemia di coronavirus

I nuovi colori dell'Italia a partire da domenica

In base alla nuova ordinanza del 19 febbraio (valida da domenica 21) abbiamo:

  • in zona gialla: Calabria, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto;
  • in zona arancione: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Molise, Toscana, provincia autonoma di Bolzano, provincia autonoma di Trento, Umbria;
  • in zona rossa: nessuna regione;
  • in zona bianca: nessuna regione.
Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Zona rossa, i negozi che restano aperti

social

Sanremo: la scaletta della finale del Festival

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BolognaToday è in caricamento