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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

L'epidemiologo di Stanford al Festival della Scienza medica: "Anche l'Italia vicino alla fine"

John Ioannidis, tra i più importanti scienziati al mondo: "Presto avremo più protezione dal Covid che non dall'influenza. L'Italia ha percentuali di vaccinazioni ottime"

John Ioannidis al Festival della Scienza Medica di Bologna, in live streaming con un'intervento dal titolo "Lezioni di epidemiologia alla fine della pandemia". L'epidemiologo di Stanford, tra i più importanti scienziati più importanti al mondo riconosce: "Le previsioni sul Covid sono state spesso fallaci, ma alcuni Paesi più di altri sono vicini alla fine, come l'Italia e i Paesi più vaccinati. Presto avremo più protezione dal Covid che non dall'influenza". 

Errori causati anche da "dati spesso non sufficienti, mancanza di trasparenza unita a quella di esperienza e conoscenza, ma siamo migliorando" ha detto Ioannidis, convinto che siamo vicini all'endemizzazione: "L'Italia ha percentuali di vaccinazioni ottime, soprattutto per quanto riguarda la fascia degli over 65, quella più esposta al rischio di conseguenze gravi".

La stratificazione del rischio è uno dei concetti sui quali Ioannidis si sofferma maggiormente: "Ci sono fasce d'età che presentano una differenza di rischio di 10mila volte superiore a quelle più giovani, come ad esempio i bambini. Il tasso di letalità della malattia è estremamente variabile: se la media è dello 0,15%, saliamo allo 0,4% in Europa, dove la popolazione è mediamente più anziana, per scendere sotto allo 0,1% in Africa. Dunque mettere in sicurezza le categorie più fragili, dagli anziani alle persone con patologie, è un dovere imprescindibile, se vogliamo agire nell'orizzonte della medicina di precisione".

Sui vaccini: "sono stati una conquista importantissima, anche a livello psicologico perchè ci hanno fatto finalmente vedere una possibile fine della pandemia. Oggi siamo al 40% della popolazione mondiale vaccinata, dubito che riusciremo in tempi brevi ad arrivare al 70%, ma i vaccini ci possono traghettare verso una situazione endemica in cui rischieremo di meno a contrarre il virus Sars-CoV-2 che non l'influenza, a patto, ovviamente, che non si presentino nuove mutazioni". 

Le difficoltà nel tenere sotto controllo la pandemia sono legate al ruolo degli asintomatici, "invisibili" vettori di virus. "Anche se - dice Ioannidis - le misure drastiche, come i lockdown imposti ad intere nazioni, non hanno portato a grossi miglioramenti, mentre ad esempio stoppare i grandi eventi si è rivelato efficace". Ioannidis cita anche due trial randomizzati da lui condotti sull'utilità delle mascherine: "il loro utilizzo porta a una riduzione del 10% del rischio, non altamente significativa". Oltre a ciò, Ioannidis evidenzia le possibili conseguenze secondarie del Covid: "è indubbio che la pandemia sia stata un crash test per la tenuta dei Sistemi Sanitari, soprattutto di quelli che negli ultimi anni avevano subito dei tagli, come da voi in Italia. Questo ha portato indirettamente anche ad un aumento di morti al di sotto dei 75 anni attribuibili a carenze del sistema sanitario". Di certo però il Covid ha dato una lezione: "se riuscissimo ad agire con lo stesso pugno di ferro anche rispetto ad altre morti evitabili potremmo risparmiare, ad esempio, le numerosissime morti legate al fumo. C'è molto da fare in termini di educazione sanitaria e di prevenzione". Sulla chiusura delle scuole: "è stata una scelta sbagliata, considerato l'impatto devastante sul benessere sia dei bambini che delle loro famiglie". 

John Ioannidis: Professore di Medicina, Ricerca e politica sanitaria e di Scienze dei dati biomedici presso la Stanford University School of Medicine e professore di Statistica presso la Stanford University School of Humanities and Sciences

John P.A. Ioannidis è Professore di Medicina, Professore di Epidemiologia e Salute della popolazione e Professore di Scienze dei dati biometrici presso la Scuola di Medicina, Professore di Statistica presso la Facoltà di Scienze umane e Scienze e Co-direttore del Meta-Research Innovation Center di Stanford (METRICS) presso la Stanford University. È inoltre Direttore del Meta-Research Innovation Center di Berlino (METRIC B).

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