Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Trovano soldi e Bot in cantina, brutta sorpresa in banca: 'Sono andati prescritti, è carta straccia'

Ritrovati 170 milioni di vecchie lire e titoli di Stato. Alla bella sorpresa, segue l'amarezza. La coppia si rivolge ad AGITALIA, che spiega: "Se è vera l'imposizione del termine decennale per il cambio delle lire in euro è altrettanto vero...."

Potrebbero essere una bella squadra di calcetto quella che hanno messo su Carlo Russo, quarantenne, originario di Messina e Stefania Medici, anche lei sulla quarantina, originaria dell’Emilia-Romagna, con all'attivo sette figli, tutti ancora minorenni. Forse è per tanto coraggio nel mettere al mondo figli in un mondo in “crisi” che qualche tempo fa il destino ha riservato loro una singolare sorpresa.

Nella casa dei nonno, infatti, in cantina chiusi dentro una valigia da viaggio i coniugi hanno ritrovato ben 170 milioni di banconote in lire (la maggior parte con tagli da 100mila e 50mila) ed alcuni vecchi titoli di stato degli anni ’50 del valore di 10mila e 50mila lire. Chi li abbia nascosto lì resta un vero mistero, probabilmente qualcuno dei nonni oggi defunti.

Sta di fatto che alla bella sorpresa è seguita l’amarezza. Infatti, recati a chiedere informazioni alla Banca d’Italia, sarebbe stato loro detto che i soldi sono carta straccia e con i Bot – che sarebbero andati prescritti – possono farci un bel quadro, come riferisce AGITALIA - L'associazione per la giustizia in Italia cui la coppia si è rivolta  - che aggiunge "Se è vero infatti che è stato stabilito un termine decennale (2002-2012) per il cambio delle lire in euro è altrettanto vero – come sostiene ampiamente la Giurisprudenza – che qualsiasi termine di prescrizione o decadenza decorre da quando il soggetto è posto in grado di far valere il proprio diritto, quindi nei casi in esame i dieci anni per il cambio lire/euro decorrono dal giorno del ritrovamento delle somme in lire."

Stesso discorso sulla decorrenza della prescrizione varrebbe anche per i titoli bancari ritrovati. La coppia si è cos ì rivolta all’ufficio legale dell’Associazione sia al fine di ottenere il cambio delle lire in euro (richiesta inoltrata a Bankitalia), sia al fine di ottenere il rimborso, con gli interessi, rivalutazione e capitalizzazione dei titoli bancari rinvenuti.

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