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Giovedì, 19 Maggio 2022

Ius soli, flashmob flop della Lega. E Fratelli d'Italia lancia una raccolta firme | VIDEO

La manifestazione, poco partecipata, nel cortile di Palazzo d'Accursio

La Lega di Bologna promette battaglia in consiglio comunale per stoppare l'introduzione dello Ius soli annunciata dalla maggioranza. Stamattina il carroccio ha indetto un flashmob per dire 'No Ius Soli' nel cortile di Palazzo D'Accursio ma non sono più di dieci i partecipanti. Come riporta l'agenzia Dire. 

A quanto pare, la Lega aveva intenzione di protestare nel cortile di Palazzo D'Accursio esponendo un messaggio di dieci metri con scritto "No Ius soli". Dal capannello formato dai leghisti presenti, però, trapela che c'è stato qualche problema con lo stampa. Tant'è che spunta uno striscione artigianale d'emergenza, fatto di carta, che però non passa l'esame e resta ripiegato.

Ad ogni modo, "la nostra presenza qui oggi è per testimoniare una posizione totalmente contraria" all'introduzione dello Ius soli comunale, spiega la capogruppo leghista in Comune, Francesca Scarano. "Questo eventuale atto che la maggioranza probabilmente proporrà nelle prossime settimane in Consiglio non è di competenza e di pertinenza dell'amministrazione - sottolinea la leghista - ma comunque ribadiamo la nostra totale e netta contrarietà. Dobbiamo concentrarci maggiormente sulle problematiche della città in una fase delicata e drammatica come questa: pensiamo alle infrastrutture, alla viabilità, al caro-bollette e all'emergenza casa".

La Lega dunque intende dare battaglia in aula? "Assolutamente, se Lepore e la maggioranza vogliono parlare di progetti relativi all'integrazione ci siamo - afferma il consigliere comunale Matteo Di Benedetto - però bisogna stare nelle competenze del Consiglio, non possiamo fare i legislatori. Dobbiamo guardare in concreto a cosa possiamo attuare qui per il bene della comunità. Noi ci siamo, anche con spirito collaborativo come abbiamo dimostrato in questi mesi e in queste settimane".

La mossa sullo Ius soli ricorda il periodo in cui il sindaco precedente, Virginio Merola, "voleva dare la residenza a chi non ne aveva diritto, sono quelle forzature - attacca il consigliere regionale Michele Facci - che ovviamente sono contrarie alle competenze di una realtà municipale e assolutamente demagogiche": queste operazioni "altro non fanno che distogliere l'attenzione dai problemi veri per i quali la città ha bisogno di risposte concrete".

Dal Pd, invece, si fa sentire il parlamentare Andra De maria, per sostenere "con grande convinzione" l'iniziativa di Lepore: "Un segnale importante. Di valore nazionale. Ancora una volta Bologna è un riferimento per le battaglie di civiltà e per i diritti civili". Queste decisioni "possono aiutare ad arrivare finalmente ad una legge nazionale", dichiara il dem, mentre "alla destra che risponde con la propaganda dico che essere davvero comunità, accogliendo chi nasce in Italia come cittadino italiano, significa anche promuovere coesione sociale, crescita condivisa e sicurezza". Insicurezza e tensioni sociali "nascono dove c'è esclusione e conflitto. Per questo sbagliano gravemente quelle forze politiche che vogliono strumentalizzare paure e insicurezze sul terreno dell'immigrazione perchè così non fanno altro che aggravare problemi e tensioni", conclude De Maria.

Fratelli d'Italia lancia una raccolta firme

"La proposta di prevedere lo Ius Soli nello statuto Comunale - comunica Fratelli d'Italia in una nota - non ha alcun valore legale e come tale non può essere inserita nella carta fondamentale che disciplina la vita e le funzioni del Comune. I modi e le forme per conferire la cittadinanza italiana sono normati da una legge nazionale e non possono certo essere oggetto di normativa locale. Se è vero che gli Statuti comunali possono prevedere dei contenuti facoltativi, questi devono tenere conto dei limiti contenuti nella Costituzione o nelle previsioni di legge (un esempio l'istituzione del difensore civico) altro è inserire un diritto che nella Carta Costituzionale non è contenuto. Non ci si può nemmeno appellare all’aggettivo “onorario” che è solo fuorviante e non attiene proprio all’aspetto costitutivo di un diritto". 

"Se Lepore - prosegue la nota - per la sua acclarata voglia di utilizzare Bologna come proscenio per le sua ambizioni nazionali crede di poter superare le normative nazionali, introducendo nello Statuto del Comune di Bologna il principio dello lo Ius Soli, troverà in Fratelli d’Italia una forte opposizione tanto in Consiglio Comunale, cosa già avvenuta visto che Fdi è  stato l’unico Gruppo Consiliare a presentare un odg collegato alla discussione che si è tenuta la scorsa settimana sulle linee di mandato del sindaco Lepore, bocciato dalla maggioranza, con il quale abbiamo chiesto che venisse tolto dal programma del Sindaco qualsiasi riferimento allo Ius soli, ma non solo in quanto siamo pronti  ad impugnare, di fronte al Prefetto, qualsiasi provvedimento che vada in quella direzione. Per Fdi, la cittadinanza italiana deve essere voluta, sudata, richiesta e celebrata, non certo regalata, tantomeno da un Comune".

"Da questo sabato, inoltre, partirà una raccolta firma che faremo nei banchetti di FdI nei quartieri per informare i cittadini e dire No a questa proposta. Capiamo che la Giunta Lepore e la sua maggioranza, visti i problemi in città a cui non sanno dare risposta, primo fra tutti la sicurezza, vogliano distrarre l'attenzione pubblica riproponendo il solito "evergreen" dello Ius soli, ma con queste operazioni ideologiche e di marketing in salsa progressista non fanno altro che danneggiare una città che ha bisogno di fatti concreti e che sta vivendo mesi di propaganda. I deliri di onnipotenza e le ambizioni personali di ritagliarsi un palcoscenico nazionale del Sindaco non possono mettere in secondo piano quello che dovrebbe essere il suo dovere, amministrare Bologna".

"FdI sarà presente con dei banchetti in tutti i quartieri della città, sabato mattina dalle ore 10.00 alle ore 12.00. Nel pomeriggio sarà presente con il banchetto, dalle 16,00 alle 18,00, in Via d’Azeglio - Angolo via Carbonesi".

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