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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Cronaca

30enne muore dopo torture in Iran, aveva studiato a Bologna

Mehdi Zare Ashkzari è morto dopo 20 giorni di coma. Zaki: "Unibo ha una nuova vittima della libertà"

Mehdi Zare Ashkzari, un giovane 30enne, è morto in Iran dopo venti giorni di coma a seguito di torture.

In passato aveva studiato Farmacia a Bologna, dove aveva lavorato anche in una pizzeria per mantenersi gli studi. Due anni fa era tornato in Iran. Lo ha detto Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, al quotidiano Domani.  "È stato torturato tanto, al punto che dopo 20 giorni di coma è morto".

Il giovane sarebbe stato rilasciato dopo i pestaggi per evitare si sentisse male mentre era in cella, ma subito dopo è entrato in coma.

"Abbiamo appreso con dolore e profondo sconcerto da Amnesty International che un nostro studente iraniano, Mehdi Zare Ashkzari, che aveva studiato farmacia a Bologna, è morto a seguito di torture in Iran. Sembra fosse andato a trovare la madre in fin di vita. Esprimiamo tutta la nostra indignazione, sconcerto e dolore con lui e per tutti gli studenti iraniani che hanno perso la vita per la libertà di tutti. L'università e la città di Bologna continueranno a chiedere giustizia e l'intervento delle istituzioni", ha detto la professoressa Rita Monticelli, intervenendo alla marcia della pace in corso a Bologna.

"Da Bologna mandiamo un pensiero molto forte alla famiglia di Mehdi Zare Ashkzari, torturato e morto in Iran dopo 20 giorni in coma. A tutta quella popolazione che lotta per quella libertà di donne e uomini in Iran. Mandiamo un forte abbraccio di fratellanza e sorellanza alla comunità iraniana che vedo qui", ha affermato la vicesindaca d Bologna Emily Clancy, intervenendo sul palco di piazza Nettuno.

Patrick Zaki: "Unibo ha una nuova vittima della libertà"

Scrive Zaki: "Oggi l'Università ha ricevuto una notizia orribile. Mehdi Zare Ashkzari, che aveva studiato farmacia due anni fa all'Unibo, è appena morto dopo essere stato in coma per 20 giorni. sembra che sia stato rilasciato dopo essere stato sottoposto a torture per evitare la responsabilità del deterioramento della sua salute. Il nuovo anno inizia con questa notizia per darci un avviso sulle violazioni dei diritti umani che si verificano nella regione di SWANA e in particolare in Iran. Unibo ha ora una nuova vittima della libertà di espressione. Purtroppo, questa volta, era troppo tardi per salvarlo. Tutte le mie condoglianze alla sua famiglia e a noi per questa grande perdita".

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