Nettuno d'Oro a Zanardi: "Un premio dalla mia città, alla quale mi sento vicino"

Consegnato il premio Nettuno d'Oro ad Alex Zanardi: "Mi vien da dire che sono così emozionato che mi tremano le gambe"

Virginio  Merola, ha consegnato nell'Aula del Consiglio comunale il Nettuno d'Oro ad Alex Zanardi: "E'  una battuta che mi viene da riciclare ma, siccome la dissi proprio qui a Bologna qualche anno fa quando tutto stava ri-iniziando , mi vien da dire che sono così emozionato che mi tremano le gambe.  Detto questo, io sono una  persona  incredibilmente fortunata. Fa un certo effetto sentire decifrare il proprio curriculum, cosa che l'assessore ha fatto con grande trasporto  e  grande affetto, e di questo lo ringrazio. L'unica cosa su cui mi  permetto di correggerla è che sono ritornato  sì sul circuito del Lausitzring  a  guidare quel tipo di auto, ma non era la stessa macchina perché non era stato possibile riparare l'amputazione che ha subito quella macchina quel giorno".

"La mia è stata una vita avventurosa .- ha proseguito Zanardi -  mi auguro che in  qualche  modo  davanti  a  me  possano  esserci  ancora nuovi orizzonti affascinanti  da  inseguire  con impegno, con determinazione, tutte qualità che  peraltro  la  gente mi riconosce, ma che io in fondo credo di meritare fino  a  un  certo  punto. Io sono un uomo molto fortunato, lo dico sempre, perché  posso  in  questo  momento  scegliere  che  cosa trasformare in una passione  e  poi  tutto  questo  diventa  quasi  in  automatico  per me una professione,  un'opportunità dal punto di vista professionale. Normalmente, alle persone normali tutto questo non viene concesso".

"Eppure  non è sempre stato così. Io sono nato in una famiglia normalissima, abitavamo  in  via del Genio nella zona di Casaglia, qui sopra Bologna, poi ci trasferimmo a Castel Maggiore perché i miei genitori avevano l'ambizione di  avere  un appartamento tutto loro e costava qualcosa meno in quel luogo che  all'epoca  veniva  considerato  aperta  campagna. Chiamarsi Alessandro Zanardi  a  quell'epoca significava semplicemente solo essere figlio di due persone  meravigliose,  che  mi  hanno  dato  tantissimo,  mi  hanno  dato l'educazione,  che è stata il mio attrezzo di lavoro,  ciò che mi ha consentito di  partire dai  miei  talenti, di credere in me stesso e di cominciare a costruire qualche cosa".

"Diventare  un  pilota  di  formula era soltanto un sogno, però lavorando su quel  sogno  ma  soprattutto  sugli  obiettivi  che erano alla mia portata,
giorno  dopo giorno, in questo percorso affascinante che è diventato poi la mia  vita  è  stata  la  cosa  più bella. Centrare il risultato, non voglio
essere  retorico,  è  stato  un piacevolissimo valore aggiunto. Tuttavia lo sport  ha davvero fatto la differenza nel corso della mia vita, perché l'ha resa  meravigliosa  e  mi  ha  dato  anche  l'occasione  per  tirare  fuori probabilmente  il  meglio  che  avevo da dare, che ognuno di noi in qualche
modo  ha, lasciando magari più represso il male che comunque alberga dentro ognuno  di  noi  ugualmente. Io credo che lo sport sia una grande occasione per tutti i ragazzi, non soltanto per le persone con diversa abilità".

LA SUA NUOVA PASSIONE SPORTIVA CHE LO HA PORTATO ALLE OLIMPIADI. Più recentemente è nata  questa  mia  nuova passione sportiva, anch'essa all'inizio  era  soltanto un modo per passare il tempo, ma siccome poi sono una  persona  curiosa  ho provato a ragionare su quelli che potevano essere gli  obiettivi  perseguibili,  alla  fine un bel giorno mi sono ritrovato a sognare   di  partecipare  a  una  edizione  delle  Paralimpiadi.  Sembrava un'impresa  contro  ogni  pronostico,  perché  qualche annetto ce l'ho e mi sarei  ritrovato  ad  affrontare e sfidare avversari ben più giovani di me. Eppure  il  mio carattere, forse ottimista, forse molto bolognese da questo punto di vista - origini delle quali vado molto orgoglioso - mi ha comunque portato  a  fare  ugualmente  i conti e cercare di capire se un modo poteva essere  trovato.  Aver creduto possibile tutto questo mi ha in qualche modo spinto  a  mettermi  in  marcia  e  credetemi, la parte più affascinante di questo  sogno  che  si  è  concluso  a Londra nel modo più bello è stato il percorso,  è  stato  arrivare  fin lì, rendere possibile questa cosa. E per questo  mi sento una persona molto fortunata che quotidianamente incassa un sacco di complimenti,  di  riconoscimenti,  alcuni  dei  quali  vengono considerati  e  inquadrati  dal  sottoscritto come una forma di cortesia da offrire  a  chi  ha  lavorato per creare quel premio e ritiene che il sottoscritto sia meritevole del riconoscimento che intendono dargli.

UN PREMIO DALLA MIA CITTA'. Oggi  non  è  assolutamente  così,  è un premio che mi viene dato dalla mia città  e,  al  di  là  dell'indubbio  prestigio  - ho guardato la lista dei precedenti  vincitori  di  questo  premio  e  a  livello  sportivo  sono in buonissima compagnia - mi sento molto vicino a una città bellissima, sempre in prima linea su tanti fronti anche dal punto di vista della solidarietà e dell'impegno  sociale,  dello  sport.  E chissà che non si possa anche fare qualcosa assieme. Queste handbike costano un sacco di soldi e magari potrei aiutarvi  nel  caso voi vi offriste di trovare un'associazione che potrebbe in qualche modo avvicinare dei ragazzi con diverse abilità. Spesso il primo tentativo è talmente costoso che scoraggia.

Questo  è  il  mio  momento, sono  estremamente lusingato e felice proprio perché questo riconoscimento mi viene dalle persone che più sento vicino: i bolognesi.  Ringrazio  la  Giunta,  le  persone  che  sono intervenute e in particolare il Sindaco Merola che mi sta facendo questo grandissimo onore.Grazie, lo  so che è una parola banale e quasi retorica nella circostanza, ma è quella che rende meglio l'idea ed è assolutamente sincera".

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