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Cronaca

Pedofilia. Dal 'grooming' alla 'sextortion', le insidie della rete (e i numeri a Bologna)

Tanti i pericoli online a sfondo sessuale ai danni di minori. L'identikit degli adescatori, il modus operandi e i dati forniti dalla polizia postale tracciano un quadro allarmante

"La lotta all’abuso sessuale online in danno di minori diventa sempre più puntuale nel cercare di porre un argine a fenomeni gravi quanto complessi: cresce il numero dei soggetti adulti arrestati per reati di pedopornografia, adescamento online e abuso sessuale di minori". La Questura di Bologna ribadisce l'impegno per la tutela dei minori in occasione del 5 maggio, Giornata Nazionale contro la Pedofilia e la Pedopornografia. 

I minori, come è noto, sono i soggetti più fragili e chi li sfrutta o li adesca è considerato ad alto livello di pericolosità poiché colto in flagranza di reato e detentore di grandi quantità di materiale pedopornografico. 

Nei primi tre mesi del 2023, in Italia sono già 56 i minori di età inferiore ai 13 anni adescati in rete, mentre sono 34 le vittime adolescenti (14-16 anni). Vengono agganciati da adulti pedofili su social network, su app di videogiochi, sulla messaggistica istantanea per parlare di sesso, per proporre scambi di immagini intime, per avvicinare, fino ad un incontro, le piccole vittime.

I dati a Bologna e in Emilia-Romagna

Il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica che ha sede in città, nel 2022 a Bologna ha arrestato una persona, e 63 soggetti sono stati denunciati per detenzione, produzione e diffusione online di materiale pedopornografico. 15 Sono stati gli identificati, e denunciati per gli adescamenti online, tecnicamente "grooming". 
In Emilia-Romagna, ci sono stati 9 arresti, sono stati segnalati in black list 19 siti illegali e sono state denunciate 116 persone. 

La pedofilia online: cifre impressionanti

Le Polizia Postali hanno riassunto in numeri la lotta allo sfruttamento sessuale dei minori in rete nel 2022.

  • 2622: questo è il numero dei siti oscurati e resi irraggiungibili agli italiani. I siti contengono immagini di violenze su bambini e vengono oscurati perchè consentono alle immagini di abuso di continuare a circolare, favoriscono la commercializzazione del danno subito dalle piccole vittime e alimentano la richiesta di nuovi abusi sui minori.
  • 1466 le persone denunciate per aver scaricato, condiviso e scambiato foto e video di abuso sessuale di minori: 299 denunciati già dopo i primi tre mesi del 2023. Sono spesso uomini, italiani, incensurati e con un’età media inferiore ai 50 anni, i soggetti che vengono identificati come responsabili di reati legati alla pedopornografia.
  • 149 gli arresti legati ai casi di pedopornografia, 12 nei primi 3 mesi del 2023. Le indagini identificano soggetti ad alto livello di pericolosità poiché colti in flagranza di reato, perché detentori di grandi quantità di materiale pedopornografico o in quanto abusanti di bambini e ragazzi nelle loro disponibilità.

Adescamento online, detenzione e sextortion: i numeri 

La tendenza è in aumento nei casi che riguardano vittime di età inferiore ai 13 anni. Negli ultimi tre anni (2020, 2021, 2022) sono poco meno di novecento, i bambini approcciati da adulti nei luoghi virtuali del gioco e della socializzazione, mentre esercitano il mestiere di crescere, spesso convinti di essere in un luogo sicuro. Sono 56 i casi nei primi tre mesi del 2023.

Negli ultimi anni anche i minori diventano protagonisti di casi di detenzione e diffusione online di pedopornografia: nel 2022 sono stati 150 i ragazzi segnalati all’Autorità Giudiziaria come autori di reati gravi, erano appena 20 nel 2016. Sono quasi sempre maschi, con un’età media di circa 15 anni, incuriositi dalla ricerca di materiale sessuale, incappano in circuiti informali online dove accedono ad ogni tipo di materiale illegale tra cui quello che riguarda abusi sessuali su minori, non disdegnano di condividere con altri utenti per inconsapevolezza, goliardia e superficialità.

Sextortion, un fenomeno, di solito rivolto al mondo adulto, nel 2022: minaccia bambini e ragazzi con curiosità sessuale e li trasporta in un incubo fatto di ricatti, richieste insistenti di denaro e minacce di distruggere la reputazione, diffondendo sui social immagini sessuali autoprodotte. Tutto inizia con qualche scambio di battute con profili social di coetanei, si passa poi alla messaggistica, si avviano video chat e le immagini si fanno più spinte e riservate. Nei giorni seguenti, il martellamento online include la richiesta di somme di denaro anche esigue (30,50,100 euro), ultimatum e scadenze alle quali le vittime devono attenersi se non vogliono che il materiale sessuale venga diffuso online. Le vittime si sentono in trappola tra la vergogna e il terrore della diffusione delle immagini intime.

Lo studio criminologico: l'identikit e modus operandi

L’Unità di Analisi del crimine informatico- UACI è un’équipe composta da psicologi della Polizia di Stato che svolgono anche il profiling criminologico, ovvero la ricostruzione dei diversi profili di abusanti che usano la rete per scambiare e condividere immagini di abuso sui bambini, a partire dai casi concreti gestiti dalla Polizia Postale.

Vengono inoltre approfonditi i casi di adescamento online, per individuare le ricorrenze nel modus operandi, nelle modalità di approccio alle piccole vittime, con l'obiettivo di orientare le campagne di sensibilizzazione ai rischi di internet a partire dai dati concreti del  fenomeno reale.

Dall’analisi dei casi emerge come i soggetti interessati al materiale pedopornografico siano in genere maschi, di un’età inferiore ai 50 anni (77% dei soggetti ha un’età inferiore ai 49 anni, e un’età media di 37 anni, dati 2020-2022) spesso sposati o con una relazione sentimentale stabile, in gran parte senza precedenti penali, gelosi della loro vita “segreta” e perversa, che tengono nascosta alle famiglie. 

Per quanto attiene invece agli adescamenti online, si osserva una tendenza a differenziare le modalità di aggancio delle potenziali vittime in relazione all’età e al genere delle stesse: i bambini più piccoli (entro i 10 anni) vengono spesso agganciati in piattaforme di gioco online, collegate ad app gratuite di gaming online, magari scaricate sugli smartphone dei genitori. Gli adulti si infiltrano in questi circuiti, si offrono di aiutare i piccoli giocatori a vincere le partite, scambiano confidenze e poi cercano di passare su circuiti di messaggistica per essere più “protetti” dal rischio di identificazione.

Le adolescenti invece vengono agganciate soprattutto sui socialnetwork attraverso like e messaggi di apprezzamento sull’aspetto fisico, i ragazzi invece vengono agganciati con la promessa di sessioni di sesso virtuale con sedicenti coetanee. In tutti i casi, le interazioni diventano brevemente di tipo spiccatamente sessuale, possono evolvere in vere e proprie estorsioni di ulteriori immagini private e producono nei ragazzi un senso di intrappolamento molto intenso: bloccati dalla vergogna di aver concesso attenzioni a degli sconosciuti, impauriti da minacce o dal tenore eccessivo delle conversazioni, fanno fatica a denunciare e chiedere aiuto ai genitori e agli insegnanti.

Materiale pedopornografico

Più complesso quanto osservato in merito agli abusi sessuali commessi per la realizzazione di materiale pedopornografico da scambiare in rete: sono spesso parenti o persone molto vicine alla famiglia delle vittime a compiere le azioni di abuso più gravi. E’ il legame di fiducia tra vittima e abusante ad essere il principale ostacolo all’emersione dei casi. Le indagini informatiche svolte dalla Polizia Postale che vengono effettuate sul materiale foto e video sequestrato agli indagati consentono di geolocalizzare le vittime e gli abusanti. 

Indagini sotto copertura: fingersi pedofili 

Nel 1998 in Italia viene introdotto il reato di pedopornografia con la legge n. 269/1998 "Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù" e si associa ad esso la possibilità, in via esclusiva per la Polizia di Stato, di utilizzare strumenti giuridici come l’attività investigativa in sotto copertura. Quindi fingersi pedofili. 

Lo staff di psicologi della Polizia di Stato dell’UACI affianca il personale del C.N.C.P.O. e tutti gli operatori della Specialità dislocati sul territorio, con il Progetto Formazione Assistita.
Si tratta di un percorso di studio, progettazione e realizzazione di azioni volte al sostegno psicologico degli operatori della lotta alla pedofilia on-line, che visionano migliaia di immagini illegali, interagiscono con pedofili e incontrano piccole vittime e le loro famiglie, in momenti di grande dolore.

Attraverso corsi ad presso il Centro di Addestramento della Polizia di Stato di Cesena, gli psicologi dell’UACI forniscono agli operatori sotto copertura e agli investigatori, strumenti utili per ridurre al minimo l’impatto emotivo legato a questo particolare tipo di servizio, anche attraverso il confronto tra pari, simulazioni ed esercitazioni pratiche. L’obiettivo non è rendere gli operatori insensibili al dolore delle vittime ma quello di sviluppare autoconsapevolezza, autodominio e buone prassi utili al defaticamento psicologico, in un clima di condivisione.

Le campagne di sensibilizzazione 

Una vita da social: nel 2022 è ripartita da Gragnano (Na), la più importante campagna educativa itinerante realizzata dalla Polizia di Stato e dal Miur, per la sensibilizzazione e la prevenzione dei rischi e dei pericoli del web per i minori. Gli operatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni e degli Uffici Scolastici Regionali del Ministero dell’Istruzione hanno coinvolto oltre 2 milioni e mezzo di studenti sia nelle piazze che nelle scuole, 220.000 genitori, 125.000 insegnanti per un totale di 17.000 Istituti scolastici, 400 città raggiunte sul territorio e due pagine twitter e facebook con 127.000 like e 12 milioni di utenti mensili sui temi della sicurezza online. 

Cuori connessi: l’8 febbraio 2023 è ripartita la Campagna di sensibilizzazione ideata e realizzata dalla Polizia di Stato, in collaborazione con Unieuro, in occasione del Safer Internet Day, istituito nel 2014 dalla Commissione europea, per promuovere un utilizzo consapevole e responsabile delle nuove tecnologie, soprattutto tra i più giovani. 

Nei panni di Caino: obiettivo del progetto è la costruzione di un protocollo formativo che valorizzi le prospettive della vittima e dell’autore di un reato, attraverso la proiezione, su visori 3D, di scenari costruiti per indurre stati emozionali profondi. La peculiarità del progetto risiede nella metodologia innovativa utilizzata e nella ricerca scientifica applicata all’uso delle più moderne tecnologie, per un nuovo, più attuale, modello di educazione alla legalità. 5 le regioni obiettivo del Progetto, più di 1000 i ragazzi formati con la realtà virtuale.

Cooperazione e sinergie

Nel 2022 sono stati siglati vari protocolli di intesa.

C'è quello di Save the children, per favorire l’accesso dei minori ad un ambiente online più sicuro, per prevenire i rischi connessi ad un utilizzo non consapevole della rete, per contrastare gli abusi sessuali online, promuovendo attività di prevenzione, segnalazione ed emersione precoce di potenziali abusi.

Quello con il Telefono Azzurro: per il potenziamento dell’attività di prevenzione e di contrasto alle violenze in danno dei minori in rete attraverso la stipula di accordi tra pubblico e privato sociale.

Nel 2023 sono stati rinnovati ulteriori protocolli anche con la Comunità di Sant'Egidio: il protocollo favorirà la realizzazione di campagne di sensibilizzazione per bambini e ragazzi, volte ad un uso consapevole e sicuro delle tecnologie digitali e avvierà iniziative congiunte per l’individuazione delle vittime di eventuali abusi online.

C'è poi il protocollo Meter: l’accordo sottoscritto disciplina le attività e i progetti svolti in collaborazione tra le parti per la realizzazione di iniziative congiunte in materia di promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nell’ambito della tutela dei minori da ogni forma di violenza e abuso online, riconoscendo la necessità di azioni sinergiche per promuovere l’educazione di minori e famiglie a un uso consapevole della rete.

Infine l'intesa siglata con Missing & Exploited:  proficua la collaborazione con organismi internazionali attivi nella protezione di minori come il N.C.M.E.C. statunitense, che coadiuva le attività di gestione delle segnalazioni di rischio per minori, che collabora per la messa in sicurezza e l’identificazione delle piccole vittime.

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