Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Processo Amato, in aula crolla la versione delle "doppie" e "triple dosi" di tranquillanti

Nella scorsa udienza l'oculista, accusato di aver ucciso la moglie e la suocera con un mix di farmaci, aveva parlato delle chat in cui la moglie probabilmente parlava di farmaci. Per gli avvocati di parte civile si trattava di emoticon

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Che cos’erano le “doppie” e “triple dosi” a cui Isabella Linsalata faceva riferimento nei messaggi inviati al marito, Giampaolo Amato, nell’estate del 2019? In quel periodo la ginecologa, trovata morta proprio dal marito il 31 ottobre 2021, stava cercando un riavvicinamento. Amato, che aveva intrecciato una relazione con un’altra donna, aveva lasciato la casa di famiglia. Un duro colpo per la moglie, che aveva iniziato a prendere tranquillanti e aveva iniziato un percorso di psicoterapia.

Che cos'erano le "doppie" e "triple" dosi?

Quei messaggi, quindi, di cosa parlavano? “Di qualcosa per stare tranquilla”, ha detto Amato davanti alla Corte d’Assise durante il suo esame. L’oculista 65enne è accusato dell’omicidio della moglie e della suocera, Giulia Tateo, con un cocktail di farmaci. Le due donne sono morte nell’ottobre del 2021 a distanza a 22 giorni di distanza l’una dall’altra.

Semplici emoticon di angioletti

Adesso, però, gli avvocati di parte civile Francesca Stortoni per lo zio materno di Isabella e Maurizio Merlini per la sorella di Linsalata, Anna Maria, hanno fornito una nuova spiegazione. Quei messaggi non facevano riferimento a sonniferi o tranquillanti, ma a semplici emoticon di angioletti.

Isabella era solita aggiungere ai messaggi indirizzati al marito “faccine” e “disegnini”. In particolare, dopo i riferimenti alle dosi doppie e triple, la donna sempre le “emoticon” degli angioletti. La donna, come ha spiegato in aula l’avvocato Stortoni, era solita inviare “un augurio per la giornata ogni mattina, con l’emoticon dell’angioletto. Nei giorni in cui parla di dosi doppie e triple, anziché uno come al solito ne manda appunto due oppure tre. In un caso, gli dice che ‘stasera avrai bisogno di tutti gli angeli e gli arcangeli’ e gliene manda 7, quanti gli arcangeli”.Insomma, attaccano i legali, “quelle di Amato in aula sono state evidenti falsità. Lui sapeva benissimo a cosa si riferiva la moglie, e non erano certo farmaci”.

Accusa e difesa a confronto

Amato è accusato di aver ucciso la mogli e la suocera, che abitavano nello stesso palazzo dove lui aveva lo studio e viveva temporaneamente, con un cocktail letale di Midazolam, una benzodiazepina, e Sevoflurano, un anestetico ospedaliero. Per l’accusa, il suo scopo sarebbe stato quello di ereditare il patrimonio della mogli e vivere liberamente la sua nuova relazione. Per i difensori dell’oculista, gli avvocati Gianluigi Lebro e Cesarina Mitaritonna, invece, Isabella Linsalata avrebbe assunto i medicinali da sola, per lenire il dolore della separazione dal marito, a cui era legata fin dal liceo.

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