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Carcere Bologna, guardie protestano: 'Da tre giorni senza pane in mensa'

Scioperi e mancati pagamenti stanno creando disservizi al servizio pasti della casa circondariale

La pausa pranzo al carcere Dozza di Bologna adesso fa alzare la voce alle guardie che da tre giorni sono rimaste senza pane, a causa degli scioperi degli addetti alla mensa e ai mancati pagamenti ai fornitori delle merci da parte dell'azienda che la gestisce in appalto.

"Siamo molto preoccupati", spiega Salvatore Bianco della Fp-Cgil di Bologna. Non tanto "perché ci manchi il pane, ma perché percepiamo segnali davvero poco incoraggianti", continua il sindacalista aggiungendo che, in ogni caso, non vogliono che ci sia una 'lotta' tra lavoratori.

Infatti, mentre le guardie lamentano di rimanere senza cibo, dietro ai fornelli ci sono gli addetti alla cucina che alternano giornate di lavoro ad altre 'a braccia conserte' per protestare contro i mancanti pagamenti degli stipendi arretrati di dicembre e della tredicesima da parte di Food&Facility del consorzio Unilabor, che gestisce la mensa in appalto.

Una situazione per la quale "è stato aperto lo stato di agitazione nazionale, dato riguarda molte altre regioni e l'udienza conoscitiva chiesta dall'assessore al Lavoro di Bologna, Marco Lombardo e la consigliera Leti rimane confermata al 27 febbraio", scrive Filcams-Cgil in una nota. Unilabor è lo stesso consorzio che adesso "non avendo pagato alcuni fornitori non riceve piu' determinate merci, tipo il pane o i generi sostitutivi". Però, questi prodotti "sono stati ordinati e pagati dall'Amministrazione del carcere di Bologna direttamente" e da domani verranno distribuiti di nuovo in mensa. In ogni caso, la Cgil chiede "urgenti interventi in merito da parte degli organi preposti al fine di evitare che tale situazione sfugga di mano e soprattutto non continui a ricadere negativamente sul personale che presta servizio presso la Casa circondariale". (Saf/ Dire)

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