I 6 quartieri di Bologna: dall’identikit dei residenti ai ‘tesori’ da riscoprire

BolognaToday ha contatto i 6 presidenti degli altrettanti quartieri cittadini, mettendoli a confronto su varie tematiche. Ecco la prima parte del nostro “viaggio” alla scoperta delle diverse zone di Bologna

Chiedere all'oste se il  vino è buono. In un primo momento domandare al presidente di un quartiere di parlare del proprio operato, del proprio territorio, delle qualità e dei valori che lo caratterizzano può sembrare la strada migliore per una risposta autoreferenziale. Ma i sei governatori di zona sono anche autocritici e puntano a migliorare quello che si può fare meglio.

Simone Borsari (San Donato-San Vitale), Daniele Ara (Navile), Rosa Amorevole (Santo Stefano), Marzia Benassi (Savena), Vincenzo Naldi (Borgo Panigale) e Lorenzo Cipriani (Porto-Saragozza) hanno accettato un confronto sui loro quartieri partendo dall'identità stessa, dagli abitanti, per poi affrontare via via tematiche care ai cittadini.

Chiediamo loro un "censimento" del quartiere: quanti abitanti, un profilo dell'età e della provenienza, le caratteristiche generali della zona. Quali i motivi di maggiore orgoglio e quali i luoghi che bisogna necessariamente visitare nella loro zona? 

Rosa Amorevole, Quartiere Santo Stefano

"Santo Stefano è il secondo quartiere per superficie della città con 30.040 kmq dopo Borgo Panigale Reno, con dimensione doppia rispetto a Porto Saragozza. I residenti sono 64.086, dato mediano rispetto quelli degli altri quartieri che vanno da 60.857 di Borgo Panigale Reno e i 69.416 residenti di Porto Saragozza. Se analizziamo il profilo delle età la media dei residenti rispecchia più o meno quella degli altri quartieri, con una distribuzione per classi di età che percentualmente è molto simile a quella di Porto Saragozza.

Per il Santo Stefano va però sottolineato che il dato dei residenti non rispecchia l'effettiva presenza di persone che abitano o semplicemente vivono/lavorano/frequentano tale area territoriale. Infatti per S. Stefano, per valutarne l'esatta popolosità, dobbiamo tener conto che sul territorio vivono moltissime persone che non sono residenti in Bologna perchè studenti, lavoratori temporanei, turisti, city users. Se possedessimo la rilevazione corretta dei non residenti probabilmente potremmo dire che S. Stefano è il Quartiere più popoloso con circa 100.000 presenze medie sul suo territorio.

La distribuzione per classi di età in S. Stefano è molto simile a quella che si registra in Porto Saragozza, con una il 50% della popolazione nella classe mediana di età tra i 30 e i 64 anni, con l'11,3% della popolazione fino a 14 anni, il 14,4% tra i 15 e i 29 anni e con l'8,2% di popolazione sopra gli ottanta anni di età.

E' il quartiere con maggior reddito procapite, ma le medie limano quelli che di fatto sono le differenti evidenti tra chi è dotato di redditi alti e chi il reddito non ce l'ha o è comunque molto basso.

Il quartiere Santo Stefano per essere ben analizzato deve essere valutato per sub zone, perchè grandi differenze esistono tra aree anche contigue che però si differenziano per condizioni socio economiche. Accanto alle ville o alle residenze di lusso, sono presenti anche zone con case popolari, aree abitate dal ceto medio e aree miste che - anche in in relazione alle evoluzioni demografiche presenti - mutano in continuazione.

Rispetto ai quartieri periferici S. Stefano registra un numero inferiore di residenti immigrati, anche questi distribuiti non uniformemente. Le provenienze geografiche sono le più disparate, con prevalenza riferita al nord Africa, all'Asia, all'Africa e ai paesi dell'Est Europa.

La bellezza delle aree del centro storico e della prima periferia è nota a tutti, dal punto di vista turistico i punti visitati dai turisti o semplicemente da chi ricerca svaghi nel tempo libero sono situati in S.Stefano. I grandi palazzi del centro, le piazze e le chiese, i musei , fin anche i progetti del primo periodo del '900 fanno di S.Stefano un luogo di grande attrattività.

Ma oltre a questi esistono bellezze interne ai palazzi, di pertinenze private o pubbliche, luoghi spesso sconosciuti che però rappresentano punti di grande bellezza. Per non parlare dei parchi e giardini o della collina. Mi è difficile indicare uno o due punti, perchè farei torto ai mille altri non citati".

Marzia Benassi, Quartiere Savena

«Alla data di dicembre 2017 risultano risiedere nel Quartiere Savena 59.769 persone. Le famiglie residenti sono  30.473, l’età media della popolazione al 30 Agosto 2018 è di  48,8 anni, questo dato è determinato dalla presenza di una percentuale elevata di popolazione anziana pari al 29%.

I cittadini stranieri residenti nel nostro Quartiere a settembre 2018 sono 8.328, di cui le prime 20 nazionalità rappresentate in ordine percentuale sono: Romania, Filippine, Moldova, Bangladesh, Ucraina, Pakistan, Albania, Marocco, Perù, Cina 229, Sri Lanka (Ceylon), Polonia, Tunisia, Nigeria, India, Camerun, Egitto, Georgia.

Savena è un territorio davvero ricco: dal punto di vista naturalistico, spazia dal Lungo Savena alle colline, passando per numerosi parchi tra i quali il Parco dei Cedri. Grandi spazi verdi da conquistare con lunghe pedalate, da vivere in solitudine o in compagnia. Numerosi i luoghi da visitare: memorie di un passato ricco di un protagonismo civico e fermento culturale che continua a caratterizzare i cittadini di Savena. Testimonianze di arte, di cultura e di tante storie che hanno animato il nostro Quartiere. Dal Ponte romano e i mulini di cui sono rimasti solo alcuni resti alla Chiusa di San Rufillo fino ad arrivare ai Borghi di Monte Donato. Dalla Chiesa di Santa Maria Annunziata di Fossolo, edificata nel 1122 alla famosa opera musiva del gesuita padre Marko Ivan Rupnik inaugurata l'1 marzo 2013 e che riveste completamente le tre pareti absidali della parrocchia del Corpus Domini.

Due veri gioielli d'arte e architettura: l'oratorio di Santa Croce e il piccolo Teatro all'interno di Villa Mazzacorati. Il primo, costruito nel 1791 e di pertinenza di una villa patrizia della stessa epoca, oggi Villa Riccitelli. Ora è dedicato ad eventi artistici e culturali con l’obiettivo di valorizzare la piccola chiesa sconsacrata attraverso l’impegno comune di istituzioni e mondo associativo. Il teatrino di villa Mazzacorati, innaugurato nel 1763 è ancora visitabile attraverso l'impegno  volontario di cittadini appassionati".

Daniele Ara, Quartiere Navile 

"Gli abitanti del mio quartiere sono 69.187 e sono mediamente più giovani degli altri. In particolare, ecco i numeri per fascia: 0-14 anni 8.623; 15-19 9.773; 30-44 15.025; 45-64 19.633; 65-79 10.459; oltre gli 80 anni sono 5.674. Per quanto riguarda le loro provenienze, 5.276 persone sono europee; gli abitanti originari dell'Asia sono 6.154; dall'Africa 2.997; dall'America 573 e dall'Australie a Oceania solo uno. Come distribuzione dei residenti nel quartiere contiamo 14.552 abitanti nella zona Lame, 18.616 in zona Corticella e 36.019 in Bolognina. 

Fra le cose di cui andare orgogliosi il fatto che anche la Lonely Planet si sia accorta della Bolognina e suggerisca a chi visita Bologna di farci una passeggiata. Se pensiamo a cosa se ne diceva qualche anno fa...". 

Simone Borsari, Quartiere San Donato

"Gli abitanti del mio quartiere sono 66.297. 31.518 maschi e 34.716 femmine, per una superficie di 26.268 km e 34.919 abitazioni. Le fasce di età sono così distribuite: 0-14 anni 7.975; 15-19 9.429; 30-44 14.476; 45-64 18.426; 65-79 9.996; oltre gli 80 anni sono 5.995. Per quanto riguarda invece le provenienze: gli europei sono 4.532, gli asiatici 4.106, gli americani 560 e c'è un solo australiano. 

Siamo orgogliosamente di periferia: una periferia vivace e solidale, plurale e innovativa certo non priva di contraddizioni e situazioni delicate, ma con molte eccellenze e potenzialità, che si sta trasformando per creare nuove centralità urbane e nuove opportunità.

Porta d’accesso a Bologna da nord-est, il territorio di San Donato-San Vital è un affascinante mosaico perchè unisce la campagna a zone residenziali, centri direzionali e commerciali ad aree a forte presenza di edilizia pubblica, tenendo insieme diversi rioni storici ciascuno con tratti e caratteristiche peculiari. 

Fra i nostri tanti tesori la zona rurale (Calamosco, Quarto di Sopra, ma anche Scandellara-Terrapieno) con i suoi paesaggi pittoreschi, le cavedagne e i filari, i casolari, le ville antiche e le chiesette che custodiscono tesori d’arte; la “Fiera District” del grande architetto giapponese Kenzo Tange dove hanno sede la Regione Emilia-Romagna, l’area fieristica oltre a molte altre realtà produttive ed istituzionali, il rione della Cirenaica, costruito nei primi decenni del secolo scorso con stili architettonici differenti, viali alberati e suggestivi giardini e corti interne, dalla vivacità culturale sorprendente. San Donato-San Vitale ha solide radici antifasciste nei suoi luoghi e nella gran parte degli abitanti: ha conosciuto gli orrori della guerra e molti avvenimenti della Resistenza ed ospitava stamperie clandestine e basi partigiane, come ad esempio in Via Scandellara presso un casolare a ridosso della ferrovia. Strade, giardini, scuole e luoghi pubblici sono intitolati alla memoria di partigiani e civili eroi della Resistenza antifascista. Il nostro quartiere vede una considerevole presenza di persone provenienti da altre parti del mondo, ed è intenso il lavoro con le scuole e le realtà sociali per realizzare percorsi di inclusione nel pieno rispetto della legalità e delle regole di civile convivenza che partano fin dalla più giovane età. Perché la multiculturalità costituisca sempre più un punto di forza, non un motivo di divisione, e perché nessuno si senta escluso da una comunità al cui consolidamento tutti sono chiamati"

Vincenzo Naldi, Quartiere Borgo Panigale

"Gli abitanti del mio quartiere sono circa 61.200, dislocati nelle tre macro-aree Barca (21.100 abitanti circa), Santa Viola (13.400 circa), Borgo Panigale (26.600 circa). Con i suoi 30 km quadrati (5 km ex dell'ex Quartiere Reno e 25 km tutto Borgo Panigale) è il più esteso di tutti. 

Per quanto riguarda il profilo dell'età, diciamo che tendenzialmente si tratta di un tessuto non vecchissimo: dagli 80 in su anni ci sono circa 6 mila persone, nella fascia 65-79 10 mila abitanti; dai 45 ai 64 sono 17.400; dai 30 ai 44 sono 12.100; dai 15 ai 29 sono 7.700 e dagli 0 ai 14 sono 7.700.  Gli straniero che vivono qui sono circa 9.800 (su 61.00) e quindi il 16%. Di questi 5 mila sono europei, 3.200 arrivano dall'Asia, mentre quelli che vengono dall'Africa sono 1.500 e originari del Nord America e del Sud America sono 380 abitanti.

Motivo di orgoglio per me guardando al mio quartiere è il grande spirito di comunità e l'operosità e la solidarietà dei cittadini che spesso si traduce in attività di volontariato nelle tante associazioni presenti, che sono un bene prezioso. Il Borgo Panigale è quello con più verde attrezzato e un sistema di parchi con una bellissima parte naturalistica, che è anche l'asta fluviale. Se dovessi fare da Cicerone a qualcuno nel mio quartiere lo portarei al Parco Città Campagna, sul Lungo Reno e a visitare appunto tutta la parte naturalistica a cui facevo riferimento. Da mettere in evidenza la preziosa offerta culturale/museale della zona, in primis tutta la parte monumentale della Certosa, dalla quale si sviluppano da tempo collaborazioni importanti, visite guidate, eventi e rappresentazioni teatrali che non vanno sottovalutati. 

Noi del Borgo Panigale abbiamo innovazioni straordinarie e consolidate come il MAST (il successo e il valore di Antropocene è sotto gli occhi di tutti, una attrazione mondiale) e poi c'è tutto quello che Isabella Seragnoli dona alla città gratuitamente. Fra i nostri "tesori" anche Fondazione Golinelli, nella nuova struttura museale dove troviamo molta innovazione e tanta arte contemporanea. Da poco esiste anche un altro bel museo, quello di Fondazione Ducati, che è un polo di attrazione con 120 mila presenze anno e propone, grazie a un accordo fra l'azienda e l'Alma Mater, nell'innovatovo e unico corso di laurea in ingegneria del motoveicolo. 

Sono un uomo fortunato insomma...Ma voglio citare anche altre importanti realtà: il Museo dell'Amarena Fabbri (molto di nicchia e straordinariamente bello), le produzioni internazionalidi Teatri di Vita, il Teatro Ridotto del Lavino e poi un'altra chicca è il LIV che è un teatro piccolissimo legato al Centro Sportivo Barca. Ospitiamo poi anche la Bernstein School of Musical Theater, che spero venga riconosciuta dal Miur come corso di Laurea Triennale. 

Ultima cosa: abbiamo il mitico "Treno della Barca" di Giuseppe Vaccaro, architetto lungimirante che ha sviluppato l'idea di socialitàcon il  richiamo storico dei portici bolognesi. Tanti gli studenti che vengono a vederlo".

Lorenzo Cipriani, Quartiere Porto Saragozza

"Gli abitanti del Porto-Saragozza sono 61.011, 32.441 maschi e 37.036 femmine. 3.707 sono Europei, 3.177 asiatici, 1.096 africani, 480 americani e 6 Australiani. Le fasce di età: 0-14 anni 7.587; 15-19 9.040; 30-44 16.320; 45-64 19.900; 65-79 10.372; oltre gli 80 anni sono 6.258. Porto-Saragozza è uno dei due Quartieri in cui è diviso il centro storico, con tutti i suoi monumenti che caratterizzano Bologna, ma per me è fuori porta che si concentra il grande patrimonio verde della città: partendo da Villa Spada si sale per via di Casaglia fino a San Luca, dall'Arco del Meloncello poi è iconico il Portico che porta fino al Santuario della Beata Vergine di San Luca che presto sarà oggetto di un cospicuo restauro".

 

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