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Xm24, in 500 all'assemblea contro lo sfratto: "Il 4 Marzo iniziative diffuse in città"

Molte persone rimaste fuori dall'aula assembleare. Presenti tutti o quasi i collettivi cittadini, ma anche diversi abitanti. Dall'interno una voce ammette: "Dobbiamo parlare di più con il quartiere, iniziative al giovedì"

Circa 500 persone ieri sera hanno risposto all’appello in difesa dell’Xm24, il centro sociale di via Fioravanti a cui il Comune ha dato lo sfratto entro il 30 giugno dai locali dell’ex mercato ortofrutticolo, e al cui posto il Sindaco Merola ha annunciato la costruzione una caserma dei Carabinieri.

Un appuntamento partecipatissimo, che ha riempito in fretta i locali al chiuso dello spazio. In molti infatti sono rimasti fuori della sala grande, dove si sono alternati decine di interventi al microfono, rilanciati poi all’esterno da un impianto audio. Clima disteso, ma molta diffidenza tra i presenti, soprattutto per chi fa foto o si dichiara della stampa: “No foto, no video, no spie” è la scritta che campeggia all’ingresso della sala, dove è riunita l’assemblea. 

In un lungo ma esaustivo intervento, una voce al microfono scandisce le linee guida si quelle che saranno le prossime ‘mosse’ della campagna a difesa dello spazio in bolognina. “Ci siamo dati come scadenza la data del 4 marzo, dove ogni realtà, ogni spazio organizzerà una giornata di autogestione capillare e diffusa, e mostrerà alla città cosa vuol dire fare autogestione”. 

Ma non è tutto. Attivisti e militanti ci tengono a precisare che “non è solo lo spazio che bisogna difendere, ma un modo di vivere di fare politica nella città”: a guardarsi intorno infatti molti sono i volti dell’antagonismo bolognese. Sono presenti in forze rappresentanti di tutti i collettivi cittadini, e anche diversi esponenti di Coalizione Civica, unica forza in consiglio comunale vicina alle istanze del centro sociale. L’aria che si respira è quella di una chiamata a raccolta, perché “se oggi capita a Xm, domani potrebbe capitare anche a noi” sussurra a mezza voce un militante.

Ma non ci sono solo attivisti: qualche volto del quartiere in età è presente, e in tanti per lo più giovani, sono venuti a sentire che si dice, anche da fuori regione. Il problema di come comunicare di più con i ‘non addetti ai lavori’ si fa sentire anche all’interno dell’assemblea. “Dobbiamo parlare di più con gli abitanti del quartiere e della città: abbiamo già iniziato a farlo, e continueremo, con una serie di incontri organizzati il giovedì” scandisce la voce al microfono. 

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