Aborto, il comitato NO194: "Fredda pianificazione delle gravidanze frutto di una visione totalitaria"

Aborto come reato: gli antiabortisti riuniti a San Giovanni in Monte. La legge 194 torna d'attualità dopo che l'Umbria ha ripristinato l'obbligo di ricovero per le donne che si sottopongono all'interruzione di gravidanza, eliminando di fatto l'aborto farmacologico in day hospital

Se fa discutere (anche fuori dall'Umbria) la delibera con cui la Regione, a guida leghista, ha ripristinato l'obbligo di ricovero ospedaliero di almeno tre giorni per le donne intenzionate a sottoporsi a un'interruzione volontaria di gravidanza, eliminando di fatto l'aborto farmacologico in day hospital, come riferisce Perugia Today, c'è chi esulta, come il senatore e commissario del carroccio in Umbria Simone Pillon, già firmatario di un ddl su famiglia e affido condiviso. L'aborto e la legge 194 del 1978 tornano nella discussione politica, semmai ne fossero mai usciti. 

A Bologna, sabato 13 giugno, a San Giovanni in Monte, si è tenuto un presidio di preghiera del Comitato NO194, che annovera tra gli iscritti gruppi pro life nazionali e l'ex Ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana, finalizzato alla promozione di un referendum abrogativo della legge 194, che nel 1978 ha legalizzato l'aborto volontario. 

"La fredda pianificazione delle gravidanze è frutto di una visione totalitaria, espressione della cultura da cui si origina la legalizzazione dell'aborto volontario, ricordo che il primo paese che ha effettuato tale legalizzazione è stato significativamente l'URSS nel 1921, paese a cui sono seguiti altri regimi comunisti dell'Est, con una sola eccezione: la Germania nazista di Hitler".

Così l'avvocato Pietro Guerini, presidente nazionale del Comitato, a Bologna Today che contesta anche l'introduzione in Emilia-Romagna del "Nipt", il test prenatale gratuito che consentirebbe di individuare le anomalie cromosomiche.

"So che in merito esiste una polemica, non ho una competenza tecnica specifica, essendo un avvocato, ma di fatto l'utilizzo di quel test può anche essere rivolto in modo distorto a favorire l'aborto eugenetico, mediante la ancora totalitaria eliminazione di bimbi down". 

Cosa propone il Comitato per aiutare le donne in caso di gravidanza indesiderata o inaspettata?

Per Guerini e il comitato "la nascita di una figlia o di un figlio dovrebbe essere considerata il più grande regalo che una donna possa farsi e se fossi una donna consigliata di abortire non esisterei a scaricare metaforicamente a pedate chiunque per invidia, interesse economico, irresponsabilità, ideologia, comodità o altro mi desse tale consiglio. All'art. 5 è previsto un assegno mensile a favore personale della madre dal terzo mese di gravidanza sino al sesto mese di vita di 250 euro, a integrazione di qualsiasi altra forma di assistenza, ma ogni somma anche superiore troverebbe il nostro consenso, in quanto la Vita per noi assume un carattere prioritario, conclusione a cui si giunge anche ragionando secondo una visione meramente pubblica e di interesse dello Stato ad avere più giovani, che lavorino, quindi contribuenti che possano garantire il pagamento delle pensioni". 

E poi "ogni altro intervento collaterale, potenziamento degli asili nido, ampliamento dei tempi di aspettativa per maternità o altro, ugualmente lodevole e condivisibile, è di competenza dello Stato ed assume un carattere ultroneo (linguaggio forense : che va oltre i limiti di quanto è necessario - ndr) rispetto ad un testo in materia di aborto". 

Aborto volontario come reato: come porterà avanti la proposta? 

"Attualmente non ci sarebbe altra possibilità, sino a quando non sarà introdotto il referendum propositivo, in aggiunta all'eventuale deposito dello stesso da parte di parlamentari a noi vicini, che peraltro non mancano - replica Guerini - un deposito che a oggi incontrerebbe reazioni negative all'interno dei partiti di appartenenza, terrorizzati dal voto femminile che erroneamente ritengono abortista, circostanza matematicamente smentita dal fatto che i nostri attivisti e sostenitori sono al 65% di sesso femminile, come si può rilevare agevolmente ad esempio dall'analisi dei likes che ricevono i miei post che pubblico sul mio profilo facebook. E le nostre sostenitrici sono particolarmente motivate, ancorche scoperte politicamente". 

Quindi per Guerini "le femministe non rappresentano le donne ma solo la loro sottomissione al comunismo culturale se non politico, molto ben organizzato, pur se non come in passato, e che detiene la democrazia sostanziale in Italia, dominando i programmi di approfondimento televisivo, con conduttrici che addirittura tolgono platealmente l'audio a chi (anche votato da milioni di elettori) esprime concetti non condivisi. E anche quei conduttori che non si riconoscono in questa linea cultural-politica di fondo considerano il tema della 194 un tabù, temendo polemiche e conseguenze per la loro carriera televisiva.
Io in Tv non potrei mai essere invitato, neppure in un dibattito con sei abortisti, troppi interessi ideologici ed economici".

Il testo di legge "che è già stato oggetto di dibattito da parte dei media e che sta raccogliendo crescenti consensi in diverse direzioni, prevede l'aborto volontario come reato, di cui devono rispondere tutti coloro che concorrono materialmente e moralmente nell'evento abortivo, con pena base dagli 8 ai 12 anni di reclusione, aggravata sino alla metà per il potenziale padre della concepita o del concepito che concorra nel delitto, che non subisce sul proprio fisico le conseguenze della decisione".

Quindi, cosa chiedete alle istituzioni?

"Di svolgere la funzione che giustifica la loro esistenza, vale a dire quella di tutelare il più debole, ossia la concepita e il concepito che possono essere soppressi e non chi li vuole sopprimere, come avvenuto con la 194 e dalla 194 in poi, anche se i primi non detengono il diritto di voto, sfruttando una grave lacuna esistente nello Stato liberale, che, come sostengo da anni, andrebbe colmata a livello costituzionale.

Il Comitato NO194

E' stato costituito il 18 luglio del 2009 con lo scopo di abrogare la 194, a cui si è aggiunto l'obiettivo di sostituirla normativamente in modo novativo e non solo per effetto di abrogazione con una nuova legge, di mia stesura e di 6 soli articoli pubblicata come "La nostra legge" nel 2015, in coincidenza con la riforma costituzionale poi bocciata (4 dicembre 2016) che prevedeva già allora l'introduzione nel nostro ordinamento del referendum propositivo, oltre ad un abbattimento dei quorum di quello abrogativo, da cui la mia presa di posizione, unica nel mondo pro life e pro family, a favore di quella riforma. 

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