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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca Centro Storico / Piazza del Nettuno

Aborto: "Il tasso di obiezione al Sant'Orsola è del 71%". Non una di meno torna in piazza

Appuntamento l'8 luglio. Non Una Di Meno e alcuni Centri Antiviolenza hanno raccolto dati sull'obiezione di coscienza: "Anche in Italia il diritto all'aborto continua a non essere garantito"

L’8 luglio, in diverse città italiane, e anche a Bologna, "Non Una di Meno", il coordinamento del percorso nazionale contro la violenza maschile sulle donne, torna in piazza per "contrastare l'attacco al diritto all'aborto e la violenza maschile sulle donne e di genere, in connessione con le proteste delle femministe negli Stati Uniti".

. Appuntamento alle ore 19.30, in piazza del Nettuno: "Lo scorso 25 giugno la Corte Suprema statunitense ha di fatto cancellato il diritto all'aborto sicuro a livello federale, revocando la sentenza Roe vs Wade del 1973. Questa decisione peserà maggiormente sulle donne e le persone con capacità gestante più povere, più marginalizzate, afrodiscendenti e latine. In diverse parti del mondo i movimenti antiabortisti e la destra ultra-conservatrice hanno esultato per questa sentenza".

Per Non una di meno "Lo scenario di guerra giustifica politiche razziste e sessiste, basti pensare che paesi come la Polonia, a cui è affidata la gestione dell'accoglienza delle/dei profug3 provenienti dall'Ucraina, impedisce l'aborto anche alle donne ucraine stuprate e si è dotata di un registro che monitora le gravidanze per limitare i tentativi di abortire - e concludono con il messaggio diventata simbolo delle proteste negli USA "If abortion isn't safe, neither are you (Se l'aborto non è sicuro, nemmeno voi lo sarete!)". 

L'interruzione di gravidanza in Italia

Per attiviste ed attivisti "Anche in Italia il diritto all'aborto continua a non essere garantito. L'accesso all'interruzione di gravidanza è ancora un percorso ad ostacoli: in molte regioni l'obiezione di coscienza rende impossibile abortire, arrivando a toccare anche punte del 100% di obiettori. Quando le donne e le persone con capacità gestante decidono di non portare avanti una gravidanza indesiderata sono esposte alla violenza istituzionale del personale medico e alla stigmatizzazione". 

L'interruzione di gravidanza in Emilia-Romagna

Come emerge dai dati raccolti nella mappatura sull'obiezione di coscienza in Emilia-Romagna, nata dalla collaborazione tra Non Una Di Meno e alcuni Centri Antiviolenza, il tasso di obiezione solo all'ospedale Sant'Orsola di Bologna è del 71%, ben oltre la media regionale che si attesta al 42,9%. 

Aborto e violena di genere

Non una di meno ritiene che "L'attacco all'aborto va di pari passo con l'intensificazione della violenza maschile e di genere. Solo in Italia, nelle ultime settimane c'è stata un'escalation di femmminicidi, lesbicidi e transicidi: sono più di 60 dall'inizio dell'anno, come riportato anche nell’osservatorio sui femminicidi di Non una di Meno. È di pochi giorni fa la notizia dell'ennesimo femminicidio a Rimini, mentre viene richiesta l'archiviazione dell'indagine sulle molestie da parte degli Alpini. La violenza non si arresta neanche dopo che le donne vengono ammazzate" si legge e in questi giorni "al tribunale di Bologna è iniziato il ricorso in appello sul lesbicidio di Elisa Pomarelli", la ventottenne piacentina uccisa nel 2019. 

(Foto: Una manifestazione Non una di meno a Bologna)

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