Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Covid, accessi al Pronto soccorso in calo: 332 al giorno

Sono i dati forniti oggi in commissione da Giuseppe Diegoli, responsabile del servizio Prevenzione collettiva e Sanità pubblica della Regione

Qualche segnale di rallentamento in Emilia-Romagna arriva anche dagli accessi al Pronto soccorso.Quelli per presunto Covid fanno registrare segnali di un calo negli ultimi giorni.

Ad esempio ieri gli accessi sono stati 332 in regione. Mentre la media delle ultime settimane era di 361 accessi giornalieri. Gli accessi nelle urgenze hanno cominciato ad aumentare nella seconda meta di ottobre, per arrivare ad un picco nella prima settimana di novembre. Sono i dati forniti oggi in commissione da Giuseppe Diegoli, responsabile del servizio Prevenzione collettiva e Sanità pubblica della Regione.

Incoraggiante anche il calo dell'indice Rt: oggi questo indicatore è sceso al 1,41, ma "confidiamo che le restrizioni introdotte e il monitoraggio effettuato lo portino ad un livello inferiore, l'obiettivo è tornare ad 1", sottolinea Diegoli. Altalenante invece negli ultimi giorni la percentuale di positivi sui tamponi effettuati: Modena, seguita da Reggio Emilia poi Bologna sono le province dove si sono registrate le percentuali più alte nell'ultima settimana. Per Diegoli, poi, il fatto che ci sia un 46% di asintomatici sul totale dei contagi mostra che il contact tracing in regione "ancora funziona".

Interessanti anche le fasce dei contagiati per età: nella seconda ondata la fascia 19-24 è quella che è cresciuta di più (e continua a farlo) mentre si è stabilizzata la crescita delle fasce 25-44 anni e anche 45-64 anni. La circolazione maggiore del virus è evidenziata nelle ultime settimane anche dai sierologici in farmacia.

Dal 3% dei positivi dei primi di ottobre si è arrivati al 6% dell'11 novembre. Capitolo prestazioni 'ordinarie'. Le Ausl stanno cercando di fornirle in maniera più regolare possibile ma una parte degli utenti è restia a mettere piede negli ospedali e negli ambulatori per timore della pandemia.

"Gli screening per colon retto e mammografia - relaziona Diegoli - sono continuati con un rispetto della tempistica che soprattutto nel periodo estivo ha portato a recuperate molti dei casi persi durante il lockdown. Ma confermo il fatto che per quanto si faccia campagna per le attività di screening in questo periodo gli utenti hanno poca disponibilità e sono molto spaventati a frequentare le strutture sanitarie, anche per gli esami di controllo”.

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