Cronaca

Sfratti, presidio Asia-Usb davanti alla sede Acer: "Un vero e proprio blitz"

Da parte sua il sindacato rivendica l'efficacia della protesta ai fini dell'incontro

Presidio del sindacato Asia-Usb questa mattina davanti alla sede Acer Bologna, per quest'ultima "un vero e proprio blitz di protesta messo in atto questa mattina da una decina di rappresentanti del sindacato AS.I.A (Associazione inquilini e abitanti) Usb che, prima delle otto, hanno bloccato la porta d’ingresso di Acer con uno striscione, costringendo i dipendenti ad entrare dall’uscita di sicurezza, e tappezzato l’esterno della sede con immagini e slogan".

Il presidio pretendeva di incontrare i vertici di Acer, lamentando la mancata risposta a una richiesta di appuntamento. “Li avremmo comunque convocati e ricevuti – ha detto il vice presidente Marco Bertuzzi – La loro pec è arrivata alle 14 di martedì 1 giugno con la proposta unilaterale di incontrarci oggi all’orario da loro stabilito, ieri eravamo chiusi per la festa della Repubblica e stamattina non abbiamo nemmeno avuto il tempo di rispondere. Trovo che questi non siano modi democratici di chiedere ascolto". Il vice presidente di Acer ha comunque ricevuto una delegazione dei manifestanti insieme al direttore generale Francesco Nitti. Sul posto è intervenuta la polizia. Non ci sono stati disordini.

"Non neghiamo mai ascolto a nessuno – ha concluso Bertuzzi – ma questo modo di agire non può essere tollerato. Quando le rivendicazioni diventano pretese e creano disagio ai lavoratori e agli utenti diventa difficile interloquire con metodi democratici".

Asia Usb: "Da mesi chiediamo udienza, invano"

Pronta la replica del sindacato di base. Sono "mesi e mesi" che Asia Usb e inquilini "tentano di di avviare un dialogo con Acer-Bologna: mai nessuna risposta, linee telefoniche costantemente occupate e numeri interni irraggiungibili" si legge nella lunga nota, aggiungendo che "senza presidio e pressioni da parte nostra non ci sarebbe stata nessuna intenzione di incontrarci" e che "alle numerose richieste di confronto che abbiamo mandata sin dai primi mesi di pandemia e a cui non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta". Il presidio di oggi -conclude Asia- è "solo il primo passo di un percorso di organizzazione e mobilitazione degli inquilini per rivendicare il diritto alla casa" e per questo se non vi saranno risposte concrete "torneremo presto in presidio sotto gli uffici di Acer".

(Foto Facebook Asia Usb)

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