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Proposta di legge sull'acqua pubblica, no di Bonaccini: 'Il sistema andrebbe in paralisi'

Il presidente della Regione contesta la proposta di legge dei 5 stelle in Parlamento: 'Oggi l'Emilia-Romagna è l'unica a non avere infrazioni europe'

"Cos' com'è non va". Lo stop arriva dal presidente della Conferenza delle Regioni e governatore dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, oggi a Bologna al convegno organizzato da Confservizi proprio sulla gestione del servizio idrico, in seguito alla proposta di legge sulla ripubblicizzazione dell'acqua.

"Come Regioni abbiamo già inviato parere negativo alla riforma- sottolinea Bonaccini- se torniamo indietro al piccolo mondo antico, rischiamo di non avere risorse in futuro per gli investimenti" e non sarebbe escluso "anche qualche profilo di incostituzionalità" e mette in guardia: "Se venisse approvata oggi, il sistema andrebbe in paralisi. Serve tempo per fare le nuove aziende di gestione, le attuali imprese dovrebbero comunque continuare a garantire il servizio nel periodo di transizione, c'è il rischio di contenzioso e nel frattempo si bloccherebbero gli investimenti". Bonaccini, che ricorda come sui servizi pubblici l'intesa con le Regioni sia "necessaria", invita dunque il Governo e la maggioranza a "sedersi al tavolo per migliorare l'intero sistema".

5 Stelle: 'Si metta l'anima in pace'

Con una gestione "veramente pubblica" dell'acqua, "le bollette sono destinate a diminuire e gli investimenti ad aumentare". Così Andrea Bertani, capogruppo M5s in Regione, risponde alla pioggia di critiche arrivate da multiutility, Anci Emilia-Romagna e dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, alla proposta di legge dei 5 stelle in Parlamento per la ripubblicizzazione del servizio idrico. "Bonaccini si metta l'anima in pace- afferma Bertani- la legge sull'acqua pubblica si farà e riuscirà nell'obiettivo di riportare un bene prezioso come l'acqua fuori dalle logiche di mercato e finalmente a servizio di tutti i cittadini". Lo stesso Bertani è firmatario, insieme alla sinistra, di un progetto di legge simile in Regione, per incentivare i Comuni a passare alla gestione diretta dell'acqua. 

Bonaccini ammette: "E' vero che in alcune realtà il sistema non funziona. Ma così rischiamo di buttare via il bambino con l'acqua sporca". E porta l'esempio dell'Emilia-Romagna. "Perchè dovrei rinunciare a un sistema che fa meglio rispetto al resto del Paese?- si chiede il governatore- negli anni in questa regione sono stati fatti investimenti ingenti, ad esempio sui depuratori, e oggi l'Emilia-Romagna è l'unica che su questo non ha infrazioni europee". E aggiunge: "Se ogni volta che c'è un cambio di Governo si deve rimettere mano alla normativa, finiamo per buttare via anche le cose buone che sono state fatte".

Per il governatore ci sarebbe "un dibattito molto ideologico". Va detto che la ripubblicizzazione del servizio idrico, per Bonaccini, rappresenta anche un problema aperto all'interno della sua stessa maggioranza. Perchèin Emilia-Romagna la sinistra, alleata del Pd alla guida della Regione, ha presentato insieme ai 5 stelle e con il supporto dei comitati per l'acqua una proposta di legge regionale che di fatto spalanca le porte al ritorno alla gestione diretta dell'acqua da parte dei Comuni, con incentivi e risorse ad hoc per gli enti locali che decidono di fare il passo. (dire)

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