Addetta pulizia trasferita in Toscana, vince il ricorso in tribunale

La donna costretta a viaggi pendolari per un part time da 15 ore e tre figli a carico

Vittoria in Tribunale per una lavoratrice 'trasferita' dall'azienda in Toscana. Festeggiano i legali della donna, un'addetta alle pulizie, assunta da una cooperativa che ha in gestione il servizio in una catena di supermercati: la donna, che con uno stipendio da lavoro part-time (solo 15 ore settimanali) mantiene tre figli e un marito disoccupato, sarebbe stata costretta a sostenere esorbitanti spese e innumerevoli ore di viaggio per recarsi al lavoro.

Il giudice, spiega la Filcams-Cgil di Bologna che ha promosso il ricorso, dichiarando l'insussistenza di comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive si è espresso affermando che "non può essere infatti considerata rilevante la mera richiesta della società committente dell'appalto. Ed invero, il mancato gradimento della committente, in assenza di prove di fatti rilevanti, costituisce una mera valutazione soggettiva".

Il giudice ha poi "ordinato alla cooperativa di riadibire la lavoratrice alla sede di provenienza". Questa decisione "pone finalmente un freno all'istituto del trasferimento di sede di lavoro che, soprattutto nel settore degli appalti ma non solo, troppo spesso viene utilizzato senza comprovate ragioni per motivi discriminatori, per mascherare licenziamenti di lavoratori scomodi o 'non graditi' o per motivi disciplinari non fondati da un regolare procedimento e relative garanzie", sottolinea il sindacato.

"Pienamente soddisfatti del risultato processuale ottenuto continueremo a tutelare le lavoratrici e i lavoratori, impedendo che trasferimenti o altri istituti di natura legale o contrattuale vengano utilizzati per fini scorretti e per prevaricarne le relative tutele", assicura la Filcams. (Vor/ Dire)

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