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Voli Covid-free e passaporto vaccinale, si viaggerà così: "Diamo i nostri dati in cambio di un sistema sicuro"

INTERVISTA - Antonello Bonolis (Aeroporto Marconi) spiega gli ultimi aggiornamenti per volare in sicurezza con una proiezione all'estate: "La voglia di viaggiare è tanta e i timori sono legati alle destinazioni. Sarà boom per i voli nazionali"

L'Aeroporto di Bologna durante la pandemia non ha mai chiuso e proprio in questo periodo, mentre si discute che se sia giusto o meno concedere viaggi all'estero e non spostamenti fra regioni, si ricomincia a sperare che questo 2021 di pandemia possa finalmente allentare un po' la presa. Il Direttore Business Aviation e Comunicazione dell'Aeroporto Marconi di Bologna Antonello Bonolis spiega che come ogni anno il passaggio dalla stagione invernale a quella estiva parta dal cambio dell'ora legale: "Stiamo aprendo la stagione estiva e, salvo qualche ritardo rispetto al passato, quello che si prospetta è uno scenario favorevole. Quest'anno ovviamente la partenza è più lenta e la domanda è più bassa a causa delle restrizioni, ma l'estate promette bene con un maggio in incremento e un giugno che darà il via ufficialmente alla bella stagione". 

Cosa è cambiato di fatto rispetto agli anni non-Covid? "E' cambiata la frequenza dei voli, ma non il numero di destinazioni e questo è un bel segnale che fra l'altro è omogeneo un poì in tutte le compagnie aeree. Evidente che tutto è condizionato da situazioni favorevoli quali le campagne di vaccinazione".  

Che cosa si intende per voli Covid-free? "Si parla di voli Covid-free quando tutti gli occupanti dell'aereo, sia passeggeri che personale di bordo, possiedono una certificazione che attesta la loro condizione di negatività al virus attraverso gli esiti di tamponi recenti e affidabili oppure documenti che attestino il vaccino. Ci sono diverse modalità per assicurare condizioni di sicurezza e i provvedimenti presi ad oggi per evitare il contagio vanno in questa direzione. Sono già stati fatti degli esperimenti su scala piccola e li si farà anche su grande scala". 

Cosa ci dice invece del passaporto vaccinale? Sarà uno strumento in grado di migliorare la qualità del viaggio e i livelli di sicurezza? "Si tratta di uno strumento su cui si sta lavorando. In particolare lo stanno facendo l'organizzazione internazionale di compagnie aeree IATA (International Air Transport Association) con lo 'Iata Travel Pass', che è una app che recepisce dati sanitari da diversi database; l'Unione Europea con il 'Green Pass' (l’approvazione del Digital Green Pass, che è di fatto un certificato vaccinale e sanitario, avverrà entro metà giugno per facilitare il passaggio alle frontiere per lavoro e turismo in tempi di pandemia) che ha valore territoriale e alcune compagnie aeree che hanno deciso di raccogliere in modo digitale le informazioni sanitarie dei viaggiatori (è il caso per esempio della app sviluppata da Ryan Air). Anche il nostro aeroporto sta collaborando a questi progetti cercando di capire come potranno funzionare questi meccanismi. E' evidente che a noi serve qualcosa che ci aiuti a volare meglio e in ttale sicurezza". 

L'introduzione di uno strumento come il passaporto vaccinale potrebbe far evolvere il modo di viaggiare e portare dei vantaggi anche post-Covid? "Il mondo si sta muovendo in queste direzioni. Si tratta di uno specie di scambio: io cedo delle informazioni su me stesso in cambio di un sistema che ci aiuti a volare meglio, dando la possibilità di avere controlli più agili e situazioni sicure. Un mese e mezzo fa sono andato a Dubai per lavoro (negli Emirati erano già al 50% dei cittadini vaccinati) e ho sperimentato la digitalizzazione delle informazioni e i percorsi biometrici, che si sono rivelati una corsia molto veloce e sicura". 

Quali sono le prospettive per l'estate in arrivo? Quali trend vi aspettate come aeroporto? Secondo lei la voglia di viaggiare c'è o prevale la paure del contagio? "Le persone hanno tanta voglia di tornare a viaggiare e pensiamo che quando questo verrà concesso ci sarà un boom di prenotazioni. Si chiede naturalmente di viaggiare in condizioni sicure con tutte quelle accortezze che in fondo abbiamo cominciato a offrire già a inizio pandemia. Le analisi e i focus che abbiamo svolto ci portano a pensare che ci sia più timore sulla destinazione e che prevarranno mete più vicine a casa: i più scelti saranno i voli nazionali. Faccio l'esempio di Olbia, che di solito nella stagione estiva conta due voli al giorno. Ebbene quest'anno saranno quattro (e cinque nel picco) per tre compagnie aeree". 

Ultimi aggiornamenti e regole valide fino al 6 aprile 

Fino al 6 Aprile, per l'ingresso in Italia a seguito di soggiorno o transito nei 14 giorni precedenti nei Paesi dell'elenco C - Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra e Principato di Monaco - oltre a compilare un’autodichiarazione per l'ingresso dall'estero, è obbligatorio informare del proprio ingresso in Italia il Dipartimento di Prevenzione della ASL competente e sottoporsi a test molecolare o antigenico, effettuato a mezzo di tampone e risultato negativo, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio italiano. In caso di mancata presentazione dell’attestazione relativa al test molecolare o antigenico prescritto, si è sottoposti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria. 

Dal 31 marzo al 6 aprile 2021 è inoltre in vigore l’Ordinanza 30 marzo 2021 del Ministro della Salute. Tale ordinanza prevede che tutti coloro che hanno soggiornato o transitato, nei 14 giorni antecedenti all'ingresso in Italia, in uno o più Stati e territori di cui all'elenco C, indipendentemente dall’esito del test molecolare o antigenico già richiesto per l’ingresso in Italia, devono sottoporsi anche a un periodo di 5 giorni di quarantena presso l'abitazione o la dimora, previa comunicazione del proprio ingresso nel territorio  nazionale  al  Dipartimento  di  prevenzione dell'azienda sanitaria competente per territorio. È obbligatorio, inoltre, effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico al termine dei cinque giorni di quarantena. Si applicano le eccezioni già previste dal DPCM 2 marzo 2021.

Nella foto Antonello Bonolis

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