Aeroporto, tassa sul rumore: intesa con la Regione

La cosiddetta Iresa dovrà essere pagata dalle compagnie aeree entro il giorno successivo a quello nel quale si è verificato il decollo o l'atterraggio troppo rumoroso e, in ogni caso, entro il trimestre successivo a quello in cui si è registrato lo sforamento

L'aeroporto di Bologna è pronto a siglare un'intesa con la Regione Emilia-Romagna per la riscossione della nuova tassa sui voli rumorosi, entrata in vigore il 1° gennaio di quest'anno.

La convenzione sarà valida fino al 31 dicembre 2022 e affida allo stesso Marconi il compito di riscuotere l'imposta per conto di viale Aldo Moro. In cambio, la Regione riconosce alla società aeroportuale poco meno di 60mila euro come 'una tantum' per le spese amministrative generali e per le modifiche al sistema informatico per il primo anno, piu' l'1,5% dell'incasso annuale derivante dalla tassa.

L'aeroporto di Bologna dovrà chiedere alle compagnie aeree la documentazione che attesta il livello di emissione sonore di ciascun volo. La tariffa (forfettaria) di 50 centesimi per ogni tonnellata di peso al decollo scatterà nel momento in cui vengono superati i limiti previsti oppure non viene consegnata la documentazione.

Come previsto dalla legge regionale, la cosiddetta Iresa dovrà essere pagata dalle compagnie aeree entro il giorno successivo a quello nel quale si è verificato il decollo o l'atterraggio dell'aereo troppo rumoroso e, in ogni caso, entro il trimestre successivo a quello in cui si è registrato lo sforamento. A sua volta il Marconi ogni tre mesi dovrà trasmettere alla Regione sia le somme riscosse sia i dati necessari alla verifica della corretta applicazione del tributo.

La società aeroportuale di Bologna, si legge infatti nell'accordo con la Regione, "è espressamente esonerata dall'obbligo di effettuare alcun controllo" sulla veridicità o meno delle comunicazioni da parte dei vettori. Nel caso venga a conoscenza di episodi di evasione o elusione dell'Iresa, il Marconi dovrà "segnalare alla Regione ogni elemento utile al recupero e all'accertamento" nei confronti delle compagnie aeree.

La società aeroportuale, del resto, "non è responsabile dell'omesso, insufficiente o tardivo versamento dell'imposta da parte dei soggetti passivi". In caso di mancato pagamento, il Marconi potrà portare avanti le "normali procedure di sollecito".

Se dopo 30 giorni non ci saranno riscontri, dovrà segnalare il caso alla Regione che si attiverà in prima persona per il recupero dell'imposta. Lo schema di accordo tra la Regione e l'aeroporto di Bologna è stato approvato dalla Giunta Bonaccini nell'ultima seduta prima della pausa natalizia, il 19 dicembre scorso. (Dire)

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