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Affitti studenti, stretta sui contratti in nero: "Contrasto e semplificazione" | VIDEO

Un patto tra Guardia di Finanza, Agenzia delle entrate, Università e Regione: controlli mirati e consigli contro i contratti irregolari agli studenti. Il rettore: "Arginare il proliferare di B&B"

Rispetto delle regole e legalità di pari passo con la fruibilità dei servizi e delle opportunità per conoscere al meglio le possibilità di locazione. 

Guardia di Finanza, Agenzia delle entrate, Regione Emilia-Romagna. Alma Mater ed Ergo hanno "fatto rete" siglando un patto anti-evasione che prevede controlli mirati e una vera e propria "Guida affitti" rivolta in particolar modo agli studenti fuori sede che negli ultimi mesi hanno denunciato la difficoltà nel trovare gli alloggi, condizioni "capestro" o irregolari, soprattutto a Bologna, città universitaria per antonomasia. Quindi "stiamo cercando di mettere insieme il contrasto all'illegalità e la deterrenza e gli strumenti di semplificazione " contrasto, deterrenza e strumenti semplificazione" ha detto la direttrice regionale dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi. 

Tra gli obiettivi del patto e delle sinergia tra i vari enti è quello di smascherare i proprietari che non pagano le tasse, praticando quindi affitti in nero ai fuori sede, ma anche fornire gli strumenti per districarsi nella "giungla" delle locazioni. Per tutti questi motivi sono stati pensati la Guida e un videoclip "per dialogare con gli studenti anche tramite i loro social network" ha detto il generale e comandante regionale della Guardia di Finanza, Ivano Maccani. 

Affitti in nero: patto anti-evasione

Alla conferenza di presentazione ha preso la parola anche il rettore dell'Università Giovanni Molari sulla necessità di un "intervento nazionale per arginare i Bed&Breakfast - come ha già chiesto il sindaco di Bologna, invitando anche a denunciare, una situazione che - non sempre è illegale, ma spesso è immorale".  

I controlli a Bologna e nel resto della regione

Le verifiche delle Fiamme Gialle e dell'Agenzia delle Entrate, che hanno incrociato i dati di iscrizione all'università e di richiesta del medico curante, hanno individuato 1.700 posizioni sospette nella Regione, mentre solo nella Città metropolitana di Bologna si stima un mancato incasso di oltre un milione di euro a causa della fruizione di benefici e contributi ai quali i locatori non avrebbero diritto.

A fronte di oltre 39mila studenti che hanno fatto richiesta del medico curante, a Bologna quasi 700 sono considerati "soggetti a rischio", ovvero potrebbero essere incappati in un contratto irregolare. 

A giugno-luglio inoltre risultavano 1.400 appartamenti formalmente sfitti in città. 

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