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Caro-affitti, studente straniero lancia petizione, i proprietari: 'Senza casa? Vadano a Bazzano',

Proprietari di case imbufaliti con Comune e Alma Mater, intenzionati a ottenere dati sugli immobili per risolvere la questione alloggi. Nel pomeriggio vertice Cua-Trombini. Uno studente turco denuncia: 'Noi stranieri, costretti all'accattonaggio per un alloggio'

Continua senza soluzione il dibattito sul caro-affitti in città. Mentre i proprietari di case trovano sempre più allettante affittare per brevi periodi i propri immobili in centro a turisti stranieri o lavoratori delle multinazionali, gli studenti continuano a lanciare gridi d'allarme, e questa volta è toccato a uno studente straniero, che su change.org ha lanciato una petizione, chiamando in causa università e Comune.

Istituzione che nel frattempo cercano soluzioni, trovando la porta sbarrata da parte delle associazioni di proprietari, che rispondono ipotizzando che gli studenti possano spostarsi nei paesi dell'hinterland metropolitano per trovare gli alloggi.

Intanto, è Olcay Ozdolanbay, studente curdo-turco di 25 anni, a lanciare un sasso nello stagno, con una petizione su Change.org per chiedere alle istituzioni di provvedere con più posti in studentato e prezzi calmierati in caso di affitto a studenti. "A volte non si trova disponibilità di stanze anche avendo il denaro sufficiente -spiega Olcay nel suo appello- Una città europea che costantemente si vanta della propria storia e ospitalità abbandona gli studenti nelle mani di avidi proprietari e strutture commerciali come se tutti fossero dei ricchi turisti in visita per un paio di giorni".

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Da parte loro, i proprietari tengono la barra dritta, e anzi si ribellano ai tentativi di Università e Comune di conciliare una mediazione, utilizzando strumenti che -per i padroni di casa- sono fumo negli occhi. Casus belli una riunione a tre convocata l'altro pomeriggio tra Confedilizia, Palazzo D'Accursio e Alma Mater, dove secondo i primi sarebbero state avanzate richieste di banche dati con la lista di immobili e i guadagni relativi.

"E' un'inquisizione inaccettabile, perché se la politica va a vedere quanto guadagno diventa dittatoriale" chiosa Elisa Brunelli presidente bolognese di Ape-Confedilizia, che riconosce il problema della scarsità di alloggi, ma lo imputa alle tasse troppo alte e alla burocrazia insostenibile. "Io pero'- chiosa Brunelli- con i miei soldi posso fare quello che voglio, e non esiste che l'amministrazione mi dica cosa posso o non posso fare", promettendo denunce a chi fornirà i dati degli immobili.

Quanto agli studenti, Brunelli nega che ci sia penuria di alloggi, ma avanza una provocatoria proposta: L'emergenza-casa per gli studenti dell'Università di Bologna "non c'è: i ragazzi trovano alloggio, e gli unici che segnalano carenze sono istituti legati al Comune". E se "non c'è posto in città esistono i paesi", anche se prima "si dovrebbe potenziare il trasporto pubblico".

E le uscite serali? "La birra si può bere anche a Bazzano", ironizza Brunelli, che aggiunge: "Visto che l'obiettivo è preparare gli studenti, e non il loro divertimento, per frequentare l'Università l'ultimo bus alle 20 o alle 21 è più che sufficiente, poi per la sera i ragazzi possono organizzarsi con mezzi propri". Il problema, semmai, "riguarda più i lavoratori, i cui orari, in certi casi, non consentono loro di usare i mezzi pubblici".

Simile, anche se più sfumata, la posizione del presidente di Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) Bologna, Massimiliano Bonini, secondo cui quest'anno il problema degli alloggi emerge con piu' forza "perché la ricerca di una casa da parte degli studenti si e' innestata sulla grande richiesta di immobili per i lavoratori di Fico e di altre imprese".

Da parte sua, il consigliere comunale di Forza Italia, Marco Lisei, si accoda a Brunelli, definendo "interessante", a margine della conferenza stampa, "l'idea di risolvere la carenza di abitazioni alloggiando gli studenti in provincia". Infatti, sostiene Lisei, "Bologna è in espansione, e il problema deve porsi a livello di Città metropolitana. Capisco i problemi degli studenti, ma non possiamo requisire delle proprietà private per dare loro un alloggio".

Anche i ragazzi, chiosa quindi l'esponente berlusconiano, "devono accettare qualche sacrificio e stare un po' lontano dal centro, fermo restando che bisogna creare dei collegamenti adeguati". Del resto, conclude il consigliere, "nelle grandi città spostamenti di 20 o 30 minuti sono la regola, il problema è garantire anche qui collegamenti altrettanto efficienti".

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