Netturbino e tassista pestati in centro: tre condanne a 4 anni con il rito abbreviato

L'avvocato: "La soddisfazione sarebbe maggiore se queste pene servissero a rendere più sicura la nostra città"

Tre condanne a 4 anni e due mesi, una condanna a 2 anni, con pena sospesa, e risarcimento alle parti offese. Si è celebrato oggi il processo con rito abbreviato a 4 giovani, accusati di aver aggredito il tassista Hendrik Atti, 41 anni, e un operatore ecologico Hera, 50 anni, la notte tra il 17 e il 18 dicembre 2018, all'angolo tra via Marconi e via Ugo Bassi.

"Sono soddisfatta - ha detto l'avvocato difensore del tassista Caterina Caterino a Bologna Today - ma la soddisfazione sarebbe maggiore se queste pene servissero a rendere più sicura la nostra città". 

Un bolognese di 24 anni, un cittadino marocchino di 30 anni e di un molisano di 22 dovranno scontare 4 anni e due mesi di carcere, mentre l'unica donna, bolognese 28enne, è stata condannata a due anni con pena sospesa. Dovranno inoltre risarcire Atti per 30mila euro e l'operatore ecologico con 20mila: si tratta di provvisionale immediatamente esecutiva.

"E' una grande vittoria - ci ha detto Hendrik Atti - la giustizia ha fatto il suo corso. Dopo queste condanne, chi decide di compiere un'azione criminale, sa a cosa va incontro, quindi ci pensa due volte. Ringrazio il mio legale, il giudice e il pm che hanno esaminato fino all'ultimo dettaglio e ovviamente i poliziotti intervenuti quella sera, assicurandoli alla giustizia. Dal canto mio - continua il tassista - mi è stata riconosciuta un'invalidità permanente, porterò a vita la cicatrice e i mal di testa, tutto ciò può compromettere la mia vita e un lavoro come il mio, che necessita di grande attenzione". 

Secondo quanto ricostruì la Polizia a originare il pestaggio era stato il diverbio tra l'operatore ecologico e il gruppetto di giovani. 
L'addetto Hera stava operando con l'idro-pulitrice e potrebbe essere stato un getto d'acqua finito addosso ai ragazzi a far scatenare la lite, poi degenerata nel pestaggio. Spintonato dai ragazzi e buttato a terra, l'operaio 49enne aveva estratto una chiave per l'apertura dei tombini per difendersi, ma l'oggetto pesante era poi finito nelle mani dei ragazzi che lo utilizzarono contro l'uomo.

Accorso sul posto, anche al tassista non erano stati risparmiati colpi con il pesante oggetto: gli aggressori sono poi fuggiti quando hanno capito che stava arrivando la polizia. Gli agenti hanno rintracciato due sospetti lungo via Riva Reno. Trovato anche il chiavistello di ferro, in via Lame. Davanti ai poliziotti i giovani hanno prima negato tutto, poi messi davanti all'evidenza di tracce di sangue sulla scarpa di uno dei due hanno ammesso di avere preso parte alla brutale aggressione.

Hendrik Atti aggredito per difendere un netturbino: 'Ci siamo guardati e mi ha detto grazie'|VIDEO

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