La rinuncia di Mavì per i malati oncologici, così una bimba di 9 anni diventa Alfiere della Repubblica

Attestato d'onore da parte del presidente della Repubblica a una bimba bolognese di 9 anni

Ha soli 9 anni e si è contraddistinta per sensibilità e generosità d'animo tanto da meritarsi la nomina a "Alfiere della Repubblica" da parte del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. Lei è Mavì Borrelli residente a Crevalcore, in provincia di Bologna, e ha dimostrato grande altruismo  donando i suoi capelli alle persone malate, con la nobile motivazione di “veder sorridere chi soffre”. Un gesto che ha commosso e che - sottolineano dalla politica locale "rappresentano la parte più bella, vera e solidale del Paese, testimonianza autentica di impegno civile e di cittadinanza attiva", come ad esempio rimraca Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia.

“Sono orgoglioso di questa bambina nostra cittadina - è il commento del sindaco di Crevalcore Marco Martelli- che già il Comune premiò quando fece questo gesto così toccante. E’ un avvenimento che fa onore a tutto il Paese ed ho contattato personalmente la famiglia per esprimere la soddisfazione e il ringraziamento da parte di tutta la nostra comunità”.

La rinuncia di Mavì per i malati oncologici

" Per la solidarietà mostrata ai ragazzi e alle persone con malattia oncologica, rinunciando ai suoi lunghi capelli per confezionare parrucche e donarle a chi è reso calvo dalle terapie". Così la motivazione dal Quirinale.
Dopo aver seguito in televisione le storie di ragazzi ricoverati in ospedale con gravi malattie, la piccola Mavì ha infatti domandato alla mamma perché alcuni pazienti avessero i capelli e altri no. È rimasta colpita dalla risposta e ha deciso di donare 70 centimetri della sua folta chioma alla “Banca dei capelli”, associazione che crea parrucche con capelli veri per i malati oncologici. In una lettera ha spiegato la ragione e l’obiettivo del suo gesto: vedere “sorridere chi soffre”. La bambina non si era mai tagliata i capelli da quando era nata. Ripeteva che era sua intenzione “farli crescere lunghissimi e bellissimi”. Ma per compiere il suo atto di amicizia e di solidarietà ha deciso di fare una rinuncia.

Alfieri della bontà e creatività

Insieme alla piccola Mavì, il riconoscimento è giunto ad altri 25 giovani che si sono distinti come costruttori di comunità, attraverso la loro testimonianza, il loro impegno, le loro azioni coraggiose e solidali. Il perchè di questo atetstato di merito? Perchè ciascuno, con il loro operato, ha saputo incarnare un modello positivo di cittadinanza diventando esempio dei molti ragazzi meritevoli presenti nel nostro Paese. 
 


 


 

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