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Il CNR di Bologna ricostruisce uno tsunami di 1.600 anni fa

La scoperta del team della scienziata Alina Polonia dell'Istituro di Ricerche Marine (Ismar) del Cnr di Bologn, pubblicata sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature

Un terremoto micidiale, tra gli 8 e gli 8,5 gradi della scala Richter, seguito da un enorme tsunami è lo scenario che si verificò circa 1.600 anni fa nel Mediterraneo. L'evento e' stato ricostrito dal team della scienziata Alina Polonia dell'Istituro di Ricerche Marine (Ismar) del Cnr di Bologna.

La scoperta, pubblicata sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature, è comprovata dalla presenza, al largo delle coste siciliane, di un'area abissale di sedimenti marini che raggiunge i 25 metri di spessore, alla cui base si trovano depositi, trascinati a quelle profondità dalla forza delle correnti. Il deposito è noto con il nome di ''Omogenite o megatorbidite Augias'' e occupa larga parte del Mediterraneo orientale. Per comprendere la sua origine erano state fatte varie ipotesi: tra queste, la più accreditata era l'esplosione del vulcano Thera (Santorini), avvenuta nel 1627-1600 a.C., che distrusse la civiltà minoica.

TSUNAMI. Secondo gli studi del team di Alina Polonia la causa di quest'enorme deposito sedimentario fu invece uno tsunami generato dal terribile terremoto che colpì Creta nel 365 d.C., con una magnitudo tra 8 e 8.5 gradi della scala Richter. ''Lo tsunami provocato da questo evento - si legge nella ricerca su Nature - ha avuto una ampiezza paragonabile a quello accaduto nel 2004 a Sumatra, con effetti presumibilmente simili in termini di devastazione delle regioni costiere I ricercatori, riporta il sito del Cnr, sono giunti alle loro conclusioni analizzando una grande mole di dati geofisici e geologici, che includono immagini acustiche ad altissima risoluzione del deposito sedimentario e carote di sedimento estratte dal fondale marino a quasi 4.000 m di profondità. A consentire questa scoperta è stata proprio la grande accuratezza con cui si è determinata l'eta' dei depositi e la loro provenienza da diverse zone del Mediterraneo. L'effetto di un terremoto e dell'onda di tsunami può essere infatti la mobilizzazione di una quantita' enorme di sedimenti, che da tutte le zone costiere vanno a depositarsi nella parte più profonda del bacino.

A confortare le conclusioni scientifiche anche la testimonianza dello storico latino Ammiano Marcellino (330-397 d.C.) secondo cui ad Alessandria d'Egitto, a oltre 700 km di distanza dall'epicentro, in occasione del terremoto onde altissime penetrano nell'entroterra, provocando una grande devastazione e migliaia di vittime. Un aspetto interessante è la scoperta da parte dei ricercatori di altri eventi di proporzioni simili, a profondità ed età maggiori. Questo suggerisce che l'evento del 365 d.C. non sia stato unico nella storia del nostro mare. ''Il tempo di ricorrenza dedotto dalle analisi radiometriche è comunque molto alto, dell'ordine di 15.000 anni'', rassicura Alina Polonia

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