Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Legambiente e alluvioni: 'Troppo cemento, il terreno non è più in gradi di assorbire l'acqua'

Si è costruito troppo e male, impermeabilizzando il terreno che prima era in grado di assorbire l'acqua, con il risultato che le acque di pioggia si riversano sempre più velocemente nei fiumi e nella rete scolante, mettendoli sotto stress

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

LEGAMBIENTE: ALLUVIONE, LE UNICHE SOLUZIONI SONO LE CASSE DI ESPANSIONE E LA MANUTENZIONE ORDINARIA DEL TERRITORIO

Troppo cemento e corsi d'acqua “canalizzati” per portare velocemente l'acqua al mare, ma l'alta marea impedisce al mare di ricevere l'acqua che si riversa nelle campagne e nell'abitato

Gli eventi di queste ore in Romagna, con campagne e centri abitati invasi dall'acqua, tornano a riproporre con drammaticità il problema dell'assetto idrogeologico del territorio. Se i fiumi fortunatamente hanno retto, pur raggiungendo livelli preoccupanti, è stata soprattutto la rete scolante ad andare in crisi dato che, come spiegato dal Consorzio di Bonifica, l'alta marea non consentiva ai canali di scaricare l'acqua in mare, che si è quindi riversata su campagne e centri abitati.

Questo la dice lunga su certe “facili soluzioni” che ci vengono spesso proposte a livello locale - ha dichiarato Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente A. Cederna - e che vorrebbero velocizzare l'acqua, per portarla al mare più in fretta possibile. Poi succede che il mare non è in grado di riceverla e quindi l'acqua trova, purtroppo, un'altra strada”.

Il problema deriva anche dal fatto che negli ultimi decenni si è costruito troppo e male, impermeabilizzando il terreno che prima era in grado di assorbire l'acqua, con il risultato che le acque di pioggia si riversano sempre più velocemente nei fiumi e nella rete scolante, mettendoli sotto stress.

I dati dell'idrometro sul Senio a Fusignano - ha aggiunto Rambelli - evidenziano la velocità con cui il livello del fiume si è alzato, proprio perché il problema principale non è la quantità d'acqua in sé, ma il fatto che questa si riversi tutta in una volta nel fiume, creando pericolose onde di piena. La soluzione a questo problema è già stata evidenziata da tempo. Occorre mantenere lungo i corsi d'acqua e più in generale nel territorio una giusta quota di vegetazione, capace di trattenere l'acqua e rilasciarla lentamente, ma soprattutto occorre procedere celermente con la realizzazione delle casse di espansione, in grado da sole di “smorzare” le onde di piena. Anche dove i canali hanno tracimato, i danni sarebbero stati notevolmente maggiori se non ci fossero state le casse di espansione già realizzate, benché ancora insufficienti per la mancanza di fondi. Lo stesso consorzio di Bonifica ha evidenziato come ripagare i danni delle alluvioni possa costare fino a 7 volte più degli interventi di prevenzione e messa in sicurezza del territorio”.

Sulla base dei documenti di Regione Emilia-Romagna e Autorità di Bacino, il completamento delle casse di espansione del Senio, opera la cui realizzazione si sta trascinando da troppi anni, sarebbe in grado da solo di mettere in sostanziale sicurezza il corso d'acqua, mentre invece gli occasionali sfalci indiscriminati della vegetazione, con addirittura la richiesta di “sottrarre a ogni vincolo gli interventi di sfalcio” anche nelle zone protette della Rete Natura 2000 sono una soluzione tampone, una sorta di “placebo” inefficace e probabilmente anche controproducente, in quanto la canalizzazione, la desertificazione dei fiumi, favorisce l'accelerazione della corrente, l'erosione, l'indebolimento degli argini.

Legambiente interviene anche sull'incontro a Ravenna del presidente della regione Stefano Bonaccini, con gli amministratori del ravennate. “Positiva la presenza del presidente della Regione - ha aggiunto Rambelli - ma il tema della sicurezza idraulica dei territori riguarda tutti: associazioni, cittadini, imprese. Per quale motivo invece i “tavoli tecnici” continuano ad essere riservati solo ai livelli istituzionali? Si ritiene che la società civile, le associazioni di cittadini e le associazioni di categoria non debbano avere nulla da dire, soluzioni da proporre su di un tema che li riguarda direttamente?”

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